NO ALL'INFORMAZIONE AL GUINZAGLIO
martedì 20 ottobre 2009
martedì 6 ottobre 2009
Libertà, democrazia, informazione: non ci può essere conflitto di interessi
Manifestazione per la libertà d'informazione: Intervento del Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi
03/10/2009
Mentre siamo qui, decine di colleghi sono a Messina a testimoniare e a raccontare una grande tragedia del nostro paese. Sono impegnati a dire la verità, a rappresentare realmente i fatti ai cittadini a far conoscere il peso dei lutti, il corso degli eventi naturali, le complicità della mano dell’uomo.
Solo un giornalismo libero e indipendente può farlo. Ma come hanno detto importanti autorità istituzionali già ieri accanto alle tragiche fatalità, ci sono incurie e devastazioni del territorio che hanno reso sicuramente più tragico il bilancio dell’alluvione. Compito della stampa libera e indipendente è non solo dar conto dei fatti ma richiamare le autorità alle loro responsabilità.
Alle vittime della tragedia, alle loro famiglie dedichiamo il frutto del nostro lavoro e, adesso, la pietà del nostro silenzio.
Ringraziamenti (organizzazioni aderenti e che hanno cooperato alla promozione dell’iniziativa: in primo luogo Cgil, Acli, Arci, Ucsi, Articolo21, Libertà e giustizia, Anpi, Insegnanti precari, Tavola della pace). Ringraziamento anche a chi non c’è come la Uil ma ci ha “espresso” solidarietà e preoccupazione per la condizione dei giornalisti costretti a esercitare il proprio diritto dovere in un contesto per nulla sereno e a vivere, in molte realtà il peso di ristrutturazioni aziendali e l’incertezza del posto di lavoro.
Ringraziamento alla Uil che non ha aderito ma comunque ha espresso solidarietà e vicinanza alla Fnsi.
Alla Cisl che pure non c’è e ha manifestato perplessità ma anche condivisione di molte problematiche che incidono sul pluralismo culturale, economico, sociale e politico e ha lasciato liberi i suoi iscritti di scegliere e di essere o no su questa piazza. Diciamo a tutti che la libertà di informazione è la prima condizione della libertà e dell’autonomia di tutti.
La libertà non può essere mai messa al guinzaglio da nessuno e non è mai garantita da rapporti di scambio e favori e di dispetti tra le parti.
Parliamo alla coscienza civile del paese come forza civile responsabile. Non chiediamo a chi è qui se sia di sinistra o di destra.
Diamo inizio quindi alla nostra farsa, perché – come è noto – non c’è nessun rischio e nessun attacco alla libertà: nessun tentativo di legge bavaglio, nessun disegno di legge Alfano sulle intercettazioni telefoniche con divieto di dare notizie sulle inchieste giudiziarie, nessun disegno di legge analogo, così detto ddl Mastella c’è mai stato; nessun tentativo di omogeneizzare l’informazione radio televisiva mai è avvenuto; nessun tentativo di far tacere i giornalisti scomodi e di intimidire i giornali critici con il potere è stato mai compiuto;
Nessuna vendetta mediatica è stata compiuta, nessuna lite temeraria è stata mai avviata contro giornale giornalisti. E i giornalisti mai sono stati indicati come nemici, farabutti e delinquenti.
No, non ci siamo.
È farsa negare quanto è avvenuto, con un crescendo di avvenimenti da diverso tempo.
Con serenità, come giornalisti, diciamo che non creiamo, non scegliamo, nemici.
Nemici sono coloro che negano il diritto dei cittadini a sapere e il dovere di informare che a noi è chiesto di esercitare. Non scegliamo noi questi nemici. Nemici sono coloro che immaginano l’informazione come altra cosa e non qualcosa di veramente rilevante e importante da preservare sempre, in ogni stagione; qualcosa che alimenta la vita democratica delle persone e la loro dignità di cittadini pensanti.
I giornalisti allora hanno nemici conclamati in chi ostacola la verità.
Noi rispettiamo il potere politico. Lo rispettiamo perché è una funzione essenziale degli stati democratici contemporanei. E possiamo e dobbiamo rispettarlo fintanto che esso è espressione di una bilancia fra i poteri che è frutto di secoli di battaglie per la democrazia, di sacrifici, di singoli e di singoli e di popoli, attraverso rivoluzioni, guerre, cadute e rinascite.
Siamo usciti da una dittatura e da un conflitto mondiale grazie alla lungimiranza di una classe dirigente che, proprio perché aveva sofferto l’esilio e l’ostracismo, ha saputo guardare lontano con la scrittura di una costituzione che è sintesi fra visioni che erano sì diverse ma tutte unificate dalla condivisione di regole fondamentali.
L’articolo 21 è una di queste regole fondamentali; esso è il frutto di tanta storia, tante battaglie, tanta consapevolezza.
Non si tratta di un tabù o di un feticcio. Senza libera circolazione delle idee e delle opinioni, la società dell’informazione, che è la condizione nella quale oggi ci troviamo, una società che vede nell’informazione uno dei suoi fattori di crescita, questa nostra società deperisce e muore.
E allora eccoci qua, “farabutti” e protagonisti di una farsa. Ci troviamo oggi – e non per la prima volta – a confliggere con poteri costituiti: poteri di governo; iniziative parlamentari limitative; potenti interessi economici e finanziari.
I giornalisti sono donne e uomini che possono essere asservibili a ciascuno di questi interessi, oppure possono rifiutare la farsa di chi sostiene che in Italia non sta accadendo nulla e, di conseguenza, decidere con serietà e onestà intellettuale di appellarsi all’opinione pubblica dicendo con chiarezza che ad essere in crisi è la vostra la nostra libertà di cittadini; una libertà che è tale se e quando è nutrita quotidianamente da un informazione libera e completa.
Può piacere quanto scriviamo?
Se dispiace ai cittadini ce ne preoccupiamo, perché significa che non stiamo facendo bene il nostro mestiere. Se dispiace ai potenti, abbiamo la conferma che stiamo facendo bene il nostro lavoro nella funzione di controllo e di garanzia democratica che appartiene all’informazione.
Disegni di legge bavaglio, interferenze, sviluppo di operazioni mediatiche affinchè nella considerazione collettiva l’informazione libera e completa, che non tace su ciò che non può essere taciuto sia considerata un pericolo da rimuovere, sono problemi reali che interpellano la coscienza civile.
Per questo siamo in piazza, consapevoli che i giornalisti sono sempre alle prese e devono prestare attenzione alle pressioni delle fazioni, del potere e anche della piazza. Ma la piazza che oggi abbiamo chiamato è quella della coscienza civile del paese che non china la testa e non piega la schiena.
La vita non è reality show e ancor meno lo è il racconto che l’informazione è chiamata a fare con lealtà, nel rispetto dei diritti dei cittadini di conoscere e di sapere realmente le cose.
nel rispetto della dignità delle persone. Non siamo soli nella nostra preoccupazione, in Italia e fuori.
In Europa voci critiche e preoccupate, in particolare, si levano quando viene messa in discussione l’autonomia dell’informazione, di quella informazione che non rinuncia a porsi e a fare domande, a cercare risposte, a compiere analisi, a far parlare le voci plurali. E addirittura preoccupazione crescente c’è quando vengono messe in discussione autonomie di istituzioni come quella della commissione europea.
Non ci piace vedere il nostro paese sotto accusa. Ciò ci rattrista e ci addolora profondamente. Ma detto che tutto ciò ci dispiace, dobbiamo chiederci: hanno ragione? E ci poniamo la domanda, non perché tocchi ad altri esprimere giudizi, ma perché riteniamo che occorre interloquire correttamente con chi agisce e parla con cognizione di causa.
Ci preoccupa la dignità del nostro paese e non vogliamo lasciare ad altri che facciano i censori.
Come in altre professioni, è da una coscienza limpida che può derivare la difesa delle proprie ragioni professionali.
E per quanto ci riguarda lo facciamo con rispetto verso chiunque, con la consapevolezza che dobbiamo essere sempre noi stessi nell’esercizio della nostra funzione, che non ci è mai chiesto, proprio mai ci è chiesto, di inginocchiarci, di piegare la schiena, ma tenerla dritta e di fare la nostra parte per intero, senza cercare scorciatoie, senza cedere a lusinghe e tentazioni di essere altro, di fare altro, come pure – ahimè - talvolta capita, anche a più di uno.
Dalla reazione individuale, che talora sfocia in rassegnazione e abbattimento, abbiamo deciso di passare ad una manifestazione collettiva con questa manifestazione a Piazza del Popolo a Roma, perché la somma delle indignazioni di tanti e troppi colleghi, di tanti cittadini, si trasformi in una iniziativa sindacale, e in un fatto capace di incidere presso le istituzioni e presso quei comportamenti che sono all’origine di quanto stiamo denunciando.
L’Italia democratica e repubblicana del dopo guerra è un paese a più colori.
Proviamo ad immaginare per un momento cosa accadrebbe se passasse l’idea che vorrebbe, per l’informazione e per tutti i settori della vita sociale, un’Italia permanentemente grigia e silenziosa, raccolta intorno ai moderni totem dei reality show.
Si può mai immaginare allora che l’Italia, paese delle mille diversità e di grande tradizione, culturale e civile, potrà sopportare piani e disegni tesi a comprimere la libertà di stampa e di informazione.
Il Presidente del Consiglio, profondo conoscitore del potere della televisione, ha deciso – invocando un suo diritto sovrano alla privacy -, che il giornalismo di opposizione andava irreggimentato.
Ha iniziato dai “suoi giornali” decidendo la cacciata dei direttori televisivi o della carta stampata, perché o erano scomodi in quanto troppo professionali o non utili a questa accelerazione perché non abbastanza aggressivi! Con ciò anche negando il suo presunto liberalismo in quanto editore!
Ora assistiamo, ma non saremo compiacenti e inermi, ad una svolta gravissima da parte dell’Azienda del servizio pubblico. Una Rai mortificata e costretta a comprimere o negare la propria missione di pluralismo e di luogo del confronto delle idee.
Ma la vita e il racconto del paese- ripetiamo non sono il reality show. La vita è fatta di successi, di sofferenze, di sacrifici; di lavoro che non c’è e c’è chi vorrebbe neanche si dicesse; di precariato e di lavoro che poco spazio trovano sui giornali e ancora meno sui telegiornali; e la vita è fatta di cooperazione silenziosa ed efficace di tante donne e uomini che ogni giorno promuovono la convivenza civile.
Ma se il re è nudo si dice che è nudo. Vale per tutti, anche per il premier, a meno che non ci sia chi pensa che possa essere invocato un lodo Alfano anche per l’informazione, che ponga il re al riparo dalle notizie vere con il divieto di parlare dei potenti.
Questo paese di tutto ha bisogno salvo che di una leadership segnata da tentazioni dirigistiche e da manie persecutorie.
Non siamo professionisti dell’anti-berlusconismo e non siamo qui come loro espressione.
Portiamo qui una posizione seria e meditata che ha a che fare con questioni reali del paese.
Non siamo sovversivi da strapazzo
Non accettiamo però che venga cambiato il senso ordinario dei valori e dei principi della nostra convivenza che ci si abitui a considerare normale il reality e non la vita del Paese.
Narrare il contrasto, anche forte tra posizioni e sentimenti, non ha mai intaccato in passato i temi fondamentali della nostra convivenza civile anzi li ha arricchiti; e ha fatto dell’Italia un grande paese democratico.
L’informazione è investita da una pressione che vede per la prima volta protagonisti del potere politico puntare a distruggere taluni dei fondamenti della convivenza del nostro stato unitario. Chi mina le basi della nostra convivenza oggi è all’interno degli stessi poteri costituiti (e si guardi agli organi di garanzia)
Non si confonda mai la causa con l’effetto, se c’è nel governo chi mina le ragioni della convivenza costituzionale va scritto. Ma scriverlo ci fa diventare, secondo lor signori, colpevoli di una rottura che altri, invece, fanno o stanno facendo.
Altro che anti Italiani i giornalisti! L’Italia che è qui è l’Italia che crede in se stessa e che dà vitalità alla sua democrazia, di cui tutti possono andare fieri.
Ancora sui colori: l’informazione in Italia non intende marciare allo stesso passo di quanti vogliono rifarne le fondamenta. Abbiamo già avuto l’infelice esperienza di un ministero della cultura popolare e sappiamo bene che non è il numero degli organi di stampa che si pubblicano l’unico indicatore dello stato di salute della libertà, come non lo è l’indice della presenza delle veline (e neppure delle escort) nelle tv e nei giornali.
Non è tanto in discussione, attraverso nuove leggi, ciò che può essere consentito o no pubblicare. È in discussione l’autonomia professionale e del contenuto editoriale, attraverso minacce di indebolimento, attraverso manovre sul mercato pubblicitario delle risorse di cui dispone il sistema editoriale, azioni legali temerarie. Questi sono indicatori di una situazione pesante, non sopportabile, di una libertà ferita.
La grande lezione dei padri federalisti della più grande democrazia del mondo (parlo degli Stati Uniti d’America e penso a Thomas Jefferson) ci richiamano al nesso libertà – democrazia – informazione. Non ci può essere conflitto d’interessi su questi tre temi da parte di chi è chiamato a funzioni pubbliche e invece oggi ce n’è uno enorme, anomalia europea gigantesca.
Non intendiamo marciare allo stesso passo di quanti si muovono sulla strada dell’informazione messa in riga. Marciamo ad un altro passo che richiede però una coscienza professionale alta, un senso della responsabilità alta, una carica di umiltà importante per affrontare il nostro compito.
Non tutto nel giornalismo Italiano è positivo. Abbiamo pecche, siamo stati lenti e disattenti, spesso nella buona pratica della rettifica e del rispetto dei singoli.
Ma sappiamo anche quanti giornalisti si sono immolati, hanno perso la vita per assicurare ai cittadini con lealtà, correttezza e umiltà. Il diritto di sapere. Nei luoghi di guerra e nelle aree a rischio, come negli anni del terrorismo: Cutuli, Antonio Russo, Baldoni, Hrovatin, Ota, Palmisano, Di Leo, De Palo, toni, Ciriello, Alpi, Casalegno, Tobagi.
E tanti hanno pagato per raccontare l’Italia delle frontiere occupate dalla malavita: Di Mauro, Siani, Impastato, Spampinato e tanti altri. Le liste sono incomplete e tanti colleghi, da queste frontiere, lavorano in condizioni di alto rischio, come Josè Trovato che sentirete più tardi, vittima di gravi minacce di mafia, licenziato da un posto “irregolare” per aver chiesto l’intervento del sindacato.
Il Sindacato dei giornalisti, la Fnsi, che da 100 anni unisce le battaglie per la libertà a quelle dei diritti del lavoro oggi sente di poter essere meno sola nella battaglia per promuovere e tutelare questi diritti, nella battaglia per la libertà, gelosa della sua autonomia; al di là di ogni segno politico di appartenenza, in un pluralismo e in una unitarietà rispettosi di ogni espressione di partiti e schieramenti.
Continueremo a disturbare il manovratore, i manovratori, in ogni tempo, in ogni stagione, sempre quando sarà necessario, confidando che non sia più necessario tornare in piazza ma che ci sia la stagione dell’ascolto e del confronto su tutti i problemi concreti che angosciano la vita di ognuno.
La manifestazione di oggi è un mezzo, non è il fine. È un momento di impegno civile che chiede ascolto e confronto, nel rispetto di tutti e delle idee, dei colori, di tutti, perché quella di oggi è giornata di vitalità democratica. E perché – come diceva John Stuart Mill - lontani da ogni estremizzazione in una democrazia anche un solo individuo che avesse una opinione diversa dal resto della comunità ha il diritto di essere ascoltato.
E allora a noi che oggi tocca una stagione diversa difficile e complicata, ma per fortuna non la stessa delle stagioni di Giovanni Amendola, di Casalegno e di chi è caduto nei luoghi di guerra, a noi spetta di richiamare la coscienza civile per la dignità del nostro paese il sindacato dei giornalisti non esibisce medaglie, ma fa il suo mestiere con lealtà nella protesta come nella proposta, con indipendenze e autonomia, rifiutando gli insulti ma anche le tirate di giacca di chi ci vuole propagine delle controversie tra fazioni politiche.
Andremo mercoledì prossimo in Europa, segnaleremo al Parlamento europeo l’esigenza che l’articolo 11 del trattato dell’unione sia effettivo in ogni paese, chiederemo che quell’articolo che stabilisca parametri permanenti perché la libera di stampa e la libera circolazione delle idee sia sempre esente da interferenze delle pubbliche autorità e perché il pluralismo dei media sia sempre rispettato, non solo negli atti formali di legge ma anche nelle attività che concretano l’azione pubblica.
Chiediamo al Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento tutto di ritirare il ddl Alfano che ricalca quello di Mastella del precedente governo, contro il quale i giornalisti andarono in piazza con uno sciopero,
Chiediamo di cancellare in particolare le norme che vogliono vietare la cronaca sulle inchieste giudiziarie soprattutto per coprire quelle che riguardano i potenti!
Non c’è giustizia senza piena e libera informazione.
Chiediamo al governo, e a quanti sostengono o hanno sostenuto in settori dell’opposizione la cosiddetta nuova legislazione sulle intercettazioni, di fare marcia indietro. Non faranno brutta figura ma saranno protagonisti di un saggio ravvedimento.
Chiediamo al Presidente del Consiglio, anche per il prestigio della sua funzione e del paese che il voto popolare gli ha delegato temporaneamente a governare, di cessare le campagne di accuse ai giornalisti, di smetterla di additarli come farabutti o delinquenti, di dare il buon esempio, di aderire pienamente ai significati dei nostri simboli e delle nostre bandiere, quella tricolore e la costituzione. Chiediamo anche di promuovere una cultura di rispetto per l’informazione; per tutta l’informazione perché nell’oggi e nel domani, anche quando dovesse sventolare una bandiere politica, al governo siano sempre chiari gli ambiti, le competenze, le funzioni, che restano sempre distinte che non potranno in democrazia, restare sempre distinte: quelle di governo e quelle di controllo e di garanzia dell’attività pubblica e dei suoi incaricati che appartengono a un giornalismo indipendente e a una magistratura indipendente.
Chiediamo all’on. Berlusconi e a tutti i politici di ogni colore che si sono lanciati in azioni legali temerarie contro i giornalisti di ritirare le cause; chiediamo loro di adeguarsi agli indirizzi degli organismi internazionali a tutela dei diritti dell’uomo. Chiediamo al Parlamento di affrontare una volta per tutte la questione delle regole dell’informazione, nel rispetto delle garanzie costituzionali, per liberare il mercato editoriale da pressioni e condizionamenti impropri e per sottrarre il servizio pubblico alle barbarie dell’invadenza politica che oggi vuole arrivare persino, a stabilire, con atti amministrativi che non le competono, se è quali programmi e se e quali notizie possono andare in onda.
Chiediamo agli editori di essere più coraggiosi, consapevoli del loro ruolo di titolari di un’impresa speciale, di cooperare con noi e con le forze delle società civile, con il Parlamento per la definizione dello statuto dell’autonomia dell’impresa editoriale e per il pieno rispetto dell’autonomia del giornalismo professionale.
Chiediamo a loro, al Governo e al Parlamento di avviare gli Stati Generali dell’editoria Italiana per l’apertura di una nuova stagione della democrazia dell’informazione, senza avere come scopo prioritario l’elargizione di qualche piccola mancia pubblica.
Chiediamo alle forze politiche che hanno aderito e ai singoli politici presenti a questa manifestazione di assumere l’impegno solenne di sostenere e difendere l’autonomia dell’informazione oggi come domani senza tentare invadenze di campo
L’informazione svolge anche una funzione politica quando può realizzare il suo compito in condizioni di libertà ma la sua funzione non appartiene alla politica e ancor meno al governo. Ogni volta che essi intervengono in maniera impropria compiono una sottrazione alla vostra e alla nostra libertà.
Ognuno deve fare il proprio mestiere: la politica deve fare la politica, l’informazione deve fare l’informazione. I ruoli sono separati e distinti.
La stampa deve essere veramente libera di esprimersi sui comportamenti e sugli atti dei politici, che a loro volta hanno il pieno diritto di rispondere e replicare. Il giudizio spetta poi ai cittadini che si esprimono periodicamente attraverso il voto.
ecco perché la libertà è e deve essere sempre una condizione e mai un impedimento.
Questa è la democrazia!
Questa è la libertà!
Questo è il paese che noi vogliamo!
Viva l’Italia
sabato 3 ottobre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
"Striscia la notizia" aderisce a manifestazione
COORDINAMENTO CDR MEDIASET: PORRE UN ARGINE ALL'IMBARBARIMENTO
Il coordinamento esprime preoccupazione per l’estremizzazione della lotta politica, che i mezzi di informazione in parte subiscono e in parte finiscono con l’alimentare, in un generale imbarbarimento della vita civile. Un andamento al quale è più che mai necessario porre un argine.
Coordinamento Cdr Mediaset
IFJ Unions in Arab World Focus on Freedom and Rights of Journalists
The unions, all members of the International Federation of Journalists, are meeting in Amman to review programmes designed to transform the information landscape in a region where governments are sensitive to critical journalism and where media are constrained by legal and economic pressure.
"Across the region journalists are increasingly frustrated," said Aidan White, IFJ General Secretary. "They see the value of media pluralism and independent journalism in building democracy, but their governments are reluctant to embrace political reform and to modernise."
The IFJ meeting, hosted by the Jordan Press Association and attended by unions from 15 countries, will discuss programmes aimed at strengthening independent and ethical journalism, challenging the scourge of low pay and poor working conditions, and supporting the fight for women's rights.
The IFJ has launched a programme for professionalism, the Ethical Journalism Initiative, and has a long-running campaign - Breaking The Chains - which highlights the national legal restraints used to intimidate independent journalists in many countries.
The meeting opens on Monday October 5th with a special session on a new campaign to press for women journalists' rights and positive action for gender equality in union structures, media workplaces and to counter media stereotypes of the role of women in society.. Other debates will highlight the need for better social and professional rights and for urgent action to improve working conditions.
But the aspirations of journalists and their unions will not be met, says the IFJ, unless there is a new approach from governments. In many countries journalists are jailed or suffer targeted violence when they criticise the political establishment.
"Politicians must break with the tradition of command and control of media," said White. "Our unions want democratic reform. They want to sweep away laws that penalise journalists. They know media freedom is a key to progress, because it eliminates ignorance and is an antidote to prejudice and sectarianism, but it cannot exist if journalists are not allowed to work freely."
The results of the meeting will provide a framework for fresh action across the region, says the IFJ and will also shape the contribution of Middle Eastern and Arab journalists to the IFJ World Congress of journalists' unions which will be held in Spain in May next year.
For more information contact the IFJ at +32 2 235 2207
The IFJ represents over 600,000 journalists in 123 countries worldwide
IN PIAZZA ANCHE A BERLINO
"STAMPALIBERA.EU" SI SVOLGERÀ A BERLINO COME A LONDRA, AMSTERDAM, PARIGI E LUSSEMBURGO UNA MANIFESTAZIONE DELLA COMUNITÁ ITALIANA ALL´ESTERO IN DIFESA DELLA LIBERTÁ DI STAMPA IN ITALIA:
SABATO ORE 12 DAVANTI ALL´AMBASCIATA ITALIANA, HIROSCHIMASTR.1-TIERGARTENSTR.
CI PRESENTEREMO CON CARTELLONI RIPORTANTI LE DIECI DOMANDE DI "LA REPUBBLICA"
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
E CON BAVAGLI ALLA BOCCA.
INVITIAMO TUTTA LA COMUNITÁ ITALIANA E QUANTI CITTADINI RESIDENTI A BERLINO
A SOLIDARIZZARE
Message of solidarity from the Federation of German Journalists (DJV)
Die ständigen Versuche Berlusconis, Presse und Rundfunk gefügig zu machen, sind mit den Grundprinzipien von Demokratie und Meinungsfreiheit in Europa nicht vereinbar. Es kann nicht angehen, dass kritische Berichterstattung über Berlusconi und dessen private Affären unterdrückt wird und kritische Journalisten ins Visier genommen werden. Berlusconi behauptet zwar, dass es in Italien große Pressefreiheit gebe, aber die Fakten sprechen eine andere Sprache. Immer wieder verklagt er italienische Tageszeitungen wie etwa die „Repubblica“ wegen Berichterstattung über ihn, und droht damit, sogar gegen ausländische Zeitungen vorzugehen.
Der DJV-Preis der Pressefreiheit ging in diesem Jahr an den italienischen Journalisten Marco Travaglio für dessen mutiges Engagement gegen die Versuche der Einflussnahme Berlusconis auf die Medien. Travaglio berichtete uns bei der Preisverleihung ausführlich, auf welch vielfältige Weise Berlusconi versucht, Journalisten daran zu hindern, kritisch zu berichten. Travaglios Schilderung seiner eigenen Erfahrungen hat unseren Eindruck eindrucksvoll untermalt: Mit der Pressefreiheit in Italien ist es nicht mehr weit her. Das muss sich ändern. Dazu kann diese Demonstration ein Stück weit beitragen. Wir, der DJV, stehen an der Seite der italienischen Kolleginnen und Kollegen.
Mit freundlichen Grüßen
Eva Werner
stellvertr. Pressesprecherin
DJV - Deutscher Journalisten-Verband
Pressehaus 2107
Schiffbauerdamm 40
10117 Berlin
Tel: (030) 72 62 79 20
Fax: (030) 726 27 92 13
Mail: wer@djv.de
The Swedish Union of Journalists fully support your struggle for press freedom
Prime Minister Silvio Berlusconi´s abuse of political and economic power and continuous attacks on the media and journalists is a serious threat, not only to free and ethical journalism but to democracy itself and an affront on the people of Italy.
17,000 Swedish journalists stand behind you in this protest!
Yours In solidarity,
Anita Vahlberg
TUTTE LE DIRETTE TV
network”.
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The Union of Journalists in Finland sends fraternal greetings
We in Finland fully and wholeheartedly support the Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) in its this struggle for press freedom and for an ethical and a free journalism.
Arto Nieminen President
Juha Rekola Ombudsman
Suomen Journalistiliitto
Union of Journalists in Finland
+358 40 512 0036
European Journalists Stand in Solidarity with Italian Demonstration for Freedom of Information
Enough is enough, said IFJ President Jim Boumelha, who will also take part to the demonstration. The condition of journalists and media in this country has been threatened for years, but the recent use of Mr. Berlusconis economic and political power to intimidate journalists and muzzle the media goes simply beyond any acceptable limits of democracy.
Mr. Berlusconi, himself the owner of the major private broadcasters in the country, has a long record of threats to press freedom and independence of the media: dominant position in private television, political interference in public broadcaster RAI, attempts to criminalise journalists who use or to refer to telephone tappings and attacks on media or journalists who questioned the impact of his private life on public affairs.
Recently, Mr. Berlusconi was also the first chief of government who carried out legal actions against various Italian and European media, including Repubblica, L' Unità, El Pais, le Nouvel Observateur. He claimed for millions Euros of damages, judging "defamatory" articles on its private life published in the media.
He even reproached the European Commission to interfere with the national affairs and threatened to block the European Council if Commissioners who would not control their spokesperson.
European journalists are proud to be present at this demonstration gathering over 50,000 people and they fully support the IFJ/EFJ affiliate, the Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) in its this struggle for press freedom and for an ethical and a free journalism.
Journalists’ Union of Macedonia and Thrace applauds Saturday demonstration
ESIEMTH, an IFJ/EFJ affiliate, applauds Saturday's demonstration by the FNSI, having itself recently been in the forefront of actions to defend the very same journalism standards and ideals that form the cornerstone of democracy.
Ci saranno i giovani monarchici
I giovani monarchici evidenziano come da anni tutti i comunicati e le notizie riguardanti congressi e riunioni di Stella e Corona vengano completamente censurate soprattutto dai giornali letti dalle persone cosiddette “ben pensanti”. I monarchici rivendicando uno spazio per le proprie idee al fine di combattere il pensiero unico che qualcuno vorrebbe imporre.
La rappresentanza parteciperà con la propria bandiera di Stella e Corona.
Lorenzo Beato
Segretario Nazionale Giovanile Alleanza Monarchica – Stella e Corona
Anche la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza aderisce
Viviamo in una situazione critica, caratterizzata dalla povertà dallo scontro tra culture, dalla violenza e dalla discriminazione che contaminano la vita quotidiana di grandi settori della popolazione.
In questo momento di enorme complessità abbiamo bisogno di un'informazione puntuale, trasparente e multiforme.
La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, partirà venerdì 2 ottobre p.v. dalla Nuova Zelanda e in tre mesi attraverserà il pianeta per concludersi in Argentina il 2 gennaio.
www.marciamondiale.org
www.pressenza.com
Ci sarò con la mia storia da precaria
Questa manifestazione mi sembra molto importante e significativa, ma vorrei che ci si muovesse e ci si indignasse un po' di più anche quando vengono calpestati i ditritti e le libertà dei "piccoli" e non solo dei "grandi e noti".
Nel mio caso ad esempio, sono stati calpestati i più elementari diritti perché nonostante un contratto che mi leghi in Rai fino al 2012, vengo tenuta a casa solo perchè non sono una "yes-woman" e ci tengo a dire la mia sulle questioni. Per sanare la situazione, anzichè un contratto da giornalista mi propongono un contratto da impiegata.
Di situazioni come la mia ce ne sono tante credo,.. eppure in questi casi nessuno muove mai un dito, nè i colleghi, nè il sindacato..
Basti pensare che l'Usigrai accetta fra gli iscritti solo i giornalisti con regolare contratto giornalistico e non quelli che, pur facendo un lavoro giornalistico, sono costretti ad accettare, per lavorare in Rai, qualifiche tipo programmista- regista o impiegato o altro.
Se tutti si fossero mossi di più prima, ogni volta che veniva calpestato un diritto, anche se non ci riguardava direttamente, forse adesso non saremmo a questo punto.
Occupiamoci di tutti coloro che vogliono esprimere le loro idee, con libertà e indipendenza, ed indigniamoci sempre quando si cerca di estromettere qualcuno, o rendergli la vita difficile, anche se è un piccolo e sconosciuto giornalista.
Con solidarietà
M.Cristina Bigongiali
cristinabigon@yahoo.com
Una signora malata: sarò con voi dalla mia poltrona
Io sono tornata in Italia lo scorso gennaio dalla Scozia, dove ho vissuto quattro anni redigendo un Progetto per il Governo sul Turismo Scozia/Italia e diffusione della Dieta Mediterranea in quel Paese.
Sono tornata perchè ho un cancro che non lascia requie e, datosi che ho molto tempo che passo in poltrona, lo devolvo alla visione di programmi interessanti e intelligenti, pochi purtroppo.
Se può contare qualcosa, sono presente con il cuore con tutti Voi, con gli Spiriti liberi e Uomini-Donne di Pensiero.
Grazie per la Vs forza e per quanto state facendo e farete per difendere quella parvenza di Democrazia che vige in Italia, e coltivo la speranza che nel prossimo futuro le cose potranno cambiare, a dispetto dell'arroganza / ignoranza / saccenza / presunzione delle nuove leve di un'area politica che mi fanno temere un po'.
Due sere fa sono rimasta spiacevolmente colpita da due Signore del PDL all'Infedele, e ieri sera mi sono trovata a contrarmi nell'ascoltare/vedere una ragazzina che si rivolgeva ad un ex-Magistrato, oggi Sindaco, con il triplo dei suoi anni e della sua esperienza, in modo arrogante e maleducato, nonchè irrispettoso.
Molto triste, davvero.
Non posso marciare con Voi, ma ci sono. Un augurio sincero,
Piera Adamo
Toscana
Le SNJ-CGT solidaire des journalistes italiens
Silvio Berlusconi a saisi la justice pour diffamation envers la Repubblica et L’Unita, dernière manifestation de sa « volonté de réduire au silence la presse libre, d’anesthésier l’opinion publique, d’isoler l’Italie de la circulation internationale des informations, en définitive faire du pays une exception de la démocratie », comme l’ont écrit trois membres de la cour constitutionnelle italienne.
Le SNJ-CGT est aux côtés des journalistes et de la FNSI qui refusent l’intimidation et veulent exercer le droit constitutionnel de « chercher, recevoir et diffuser par tous les moyens d’expression, sans limite de frontière, les informations et les idées » (Déclaration universelle des Droits de l’Homme de 1948).
Le SNJ-CGT souhaite pleine réussite à ses consoeurs et confrères italiens et appelle les journalistes français en poste en Italie à se joindre à cette manifestation
giovedì 1 ottobre 2009
CNCA ADERISCE A MANIFESTAZIONE PER LIBERTA' DI STAMPA
(Adnkronos) - Il Coordinamento Nazionale Comunita'di Accoglienza (Cnca) aderisce alla manifestazione del 3 ottobre indetta dalla Fnsi. Lo annuncia il presidente dello stesso Cnca Lucio Babolin, secondo il quale ''e' necessario che cittadini e organizzazioni della societa' civile si mobilitino: la liberta' di stampa e' davvero a rischio''.
''L'Italia - aggiunge - rimane un paese anomalo, tutt'altro che normale: si attaccano pesantemente, sul piano personale, persino giornalisti non ostili al governo, si cambiano direttori 'amici' perche' si rifiutano di affondare nella melma, si tenta di eliminare, di ridurre o almeno di intimidire fortemente anche quei pochi spazi non totalmente allineati al volere del Capo. Evidentemente, c'e' un pezzo di classe dirigente del paese che non ha ben capito cosa sia la democrazia. Per questo - conclude Babolin - e non per ragioni di parte, il 3 ottobre parteciperemo alla manifestazione per la liberta' di stampa''.
MIMMO LUCÀ, I CRISTIANO SOCIALI SARANNO IN PIAZZA SABATO 3 OTTOBRE A DIFESA DELLA LIBERTÀ DI STAMPA
Coordinatore Nazionale Cristiano sociali
“I Cristiano sociali saranno presenti sabato 3 ottobre alla manifestazione, promossa dalla FNSI, per difendere la libertà dell’informazione e il pluralismo informativo, che sono un pilastro irrinunciabile della democrazia, un fondamento del patto costituzionale, a cui si ispira la vita civile e istituzionale del nostro Paese.
Questo pilastro è oggi messo in serio pericolo dal populismo demagogico del Presidente del Consiglio, dalla concentrazione proprietaria delle televisioni, dal conflitto di interessi, dalle crescenti forme di intimidazione della stampa libera, da parte di chi vorrebbe imporre una verità di regime.
Scendere in campo e partecipare a questa battaglia per la libertà di tutti è un dovere democratico ed una responsabilità civile a cui non vogliamo sottrarci”.
Roma, 30 settembre 2009
PRESIDIO A VENEZIA
Campo S. Geremia (sede RAI)
Aderiscono e invitano i cittadini a partecipare:
ACLI, ANPI, ARCI, CGIL, Libertà e Giustizia
Partito Democratico, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista,
Partito dei Comunisti Italiani, Partito Socialista, Verdi
“Onoriamo le vittime. Diamo voce agli invisibili”
Nel rinnovare l’invito a partecipare alla manifestazione per la libertà d’informazione che si svolgerà sabato 3 ottobre a Roma, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace ha dichiarato:
“Dopo il lutto, niente. Tutto come prima. La strage in Afghanistan che il 17 settembre ha fermato l’Italia è stata archiviata senza batter ciglio. Dopo il tempo dell’emozione e del cordoglio, doveva venire il tempo della riflessione e della politica. E, invece, nulla. Nessun speciale, nessun dibattito politico, nessun approfondimento che aiutasse gli italiani a capire realmente cosa sta succedendo in Afghanistan, cosa dobbiamo fare per mettere fine a quella tragedia prima di essere costretti a piangere nuovi morti. Niente di niente. Alla faccia dei principi del giornalismo, dei doveri del Servizio Pubblico radiotelevisivo e del Contratto di Servizio che ci lega alla Rai. Nella nostra TV, pubblica e privata, c’è spazio solo per la propaganda. Quella che abbonda nelle retrovie di ogni guerra, si dovrebbe dire. Anche se, in Italia, dobbiamo fare finta che non sia così.
Per questo, la manifestazione di sabato deve essere anche una grande manifestazione per la pace e per un’informazione di pace. Perché quello che è accaduto nelle nostre TV da quel 17 settembre ha recato un grave danno alla nostra democrazia e ha leso i nostri diritti fondamentali. Perchè la propaganda di guerra è vietata dal diritto internazionale dei diritti umani e dalla nostra Costituzione. Perché la Rai deve diventare uno strumento di pace. Perchè non c’è pace senza un’informazione di pace. E senza un’informazione di pace non c’è neppure una politica di pace.
In questo senso, la manifestazione del 3 ottobre non è per qualcuno ma per tutti.
Per tutte le vittime di questa guerra che vogliamo ricordare e onorare, italiane e afgane. Per tutte le vittime di tutte le guerre che si continuano a combattere nel mondo nel cinismo e nell’indifferenza generale. E per tutti gli invisibili. Per tutte quelle persone, popoli, problemi, tragedie umane, guerre, conflitti, ma anche storie positive, idee, valori, progetti e proposte che vengono sistematicamente oscurati e cestinati dai nostri media.
Pace e informazione sono due beni fondamentali in pericolo. Pace e informazione sono due dei temi più importanti di cui ci dobbiamo occupare per l’avvenire. Se vogliamo averne uno.
La manifestazione del 3 ottobre deve segnare, in ciascuno di noi, un cambio di mentalità e una nuova assunzione di responsabilità.”
A Milano un presidio è troppo poco
Nell'auspicio che la Federazione Nazionale della Stampa voglia prevedere iniziative più vaste prima che sia troppo tardi.
Dr. Roberto Perata
robertoperata@gmail.com
Il PD di Corticella non ci sarà ma aderisce
Si tratta, di una manifestazione in difesa delle libertà costituzionali, messe in pericolo dalle politiche antidemocratiche del Governo.
E’ necessaria la mobilitazione contro un attacco senza precedenti alla libera informazione, con disegni di legge bavaglio, denunce in sedi giudiziarie a giornali come l’Unità e Repubblica, continue invettive pubbliche, a cominciare dal premier, contro giornali e giornalisti.
Ogni ferita che il sistema dell’informazione subisce determina un forte contraccolpo alla libertà di tutti. Sosteniamo i principi e i valori dell'articolo 21 della Costituzione e tuteliamo il diritto di ogni cittadino a un'informazione libera, completa e plurale.
Non potendo essere presenti fisicamente, inviamo un forte abbraccio di solidarietà ai manifestanti.
Bologna, 1 ottobre 2009 Il Circolo Bruno Trentin - (Corticella) Bologna
Rai Molise aderisce alla manifestazione
Campobasso, 1 ottobre 2009
3 ottobre, le donne dell’informazione sono in piazza, dove c'è il lenzuolo rosa
Sabato 3 ottobre, le donne dell’informazione sono in piazza del Popolo a Roma, e in molti altri
luoghi d’Italia, per ribadire non solo che non si mette alcun guinzaglio all’informazione, ma che
altrettanto va fatto e ribadito, attraverso stampa, tv e ogni mezzo di comunicazione, per quanto
riguarda i diritti delle donne. Diritti di informare e di essere informate, con il pieno rispetto della
propria identità e del proprio corpo.
La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa invita tutte le colleghe a ritrovarsi in piazza del Popolo accanto al lenzuolo rosa che riassume ed esprime il nostro impegno di ogni giorno: “Libere di vivere / Libere di informare”. Nel pieno rispetto di tutte, chi dà e chi riceve informazione. Nell’impegno quotidiano per i diritti che è sempre al centro della nostra visione del mondo.
Sardo (Stampa parlamentare): Partecipare è un impegno civile, etico, culturale
Per questo intendo la nostra partecipazione alla menifestazione anche come un impegno civile, etico, culturale dei giornalisti italiani. Vogliamo fare la nostra parte, con la schiena dritta, nel pluralismo delle idee di cui siamo portatori. L’apertura alla società, rappresentata dalla manifestazione in piazza, vale come un’assunzione di responsabilità personale e di categoria.
Claudio Sardo
segretario Associazione Stampa Parlamentare
Rinaldini (Fiom): “Ecco perché sabato 3 ottobre saremo a fianco dei giornalisti che scendono in piazza per tutelare la libertà di stampa"
“Nella nostra attività sindacale, infatti, tocchiamo con mano tutti i giorni quante siano le difficoltà nel rapporto tra mondo del lavoro e informazione. Difficoltà che sono avvertite con particolare acutezza, e più di quanto non si creda, proprio dalle lavoratrici e dai lavoratori. I quali vedono benissimo che il sistema dei mezzi di informazione e comunicazione tende a sottovalutare, quando non a cancellare, le problematiche connesse al lavoro.”
“E se ciò è vero in generale, è ancora più vero che i problemi vissuti oggi nella categoria dei metalmeccanici dove, con grave responsabilità delle imprese, è in atto il tentativo di costruire un Contratto nazionale che prescinda totalmente dalla volontà delle lavoratrici e dei lavoratori le cui condizioni di vita e di lavoro saranno determinate da questo stesso Contratto.”
“E’ anche per questo che il 9 ottobre, in occasione dello sciopero generale indetto dalla Fiom, porteremo la nostra voce, a Roma, sotto la sede della Rai, in viale Mazzini.”
“E’ anche per questo che ci aspettiamo che vi sia una nuova e vera attenzione per le ragioni dei metalmeccanici che non vogliono essere tagliati fuori dalla definizione del proprio Contratto.”
Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
Roma, 1° ottobre 2009
Liberté de la presse: manifestation "Non à la laisse" le 3 octobre à Rome
Pour plus d'informations sur le contexte, voir l'appel de trois juristes italiens, Franco Cordero, Stefano Rodotà et Gustavo Zagrebelsky:
tel qu'il a été publié par La Repubblica en italien le 28 août 2009, page où on peut aussi y souscrire (actuellement: 442'373 signatures)
traduit en français dans l'article Graves menaces contre la liberté de la presse en Italie (Le Grand Soir, 29 août 2009)
http://www.lepost.fr/article/2009/09/30/1719245_liberte-de-la-presse-manifestation-non-a-la-laisse-le-3-octobre-a-rome.html
Ci sarò ma fate autocritica
Siamo davvero sicuri che essi, nel loro complesso, utilizzino gli spazi di libertà che sono loro propri di diritto e per dovere?
Il giornalista fa domande, non legge veline o vezzeggia il potente. Ha un ruolo, una mission - di regola - che non vedo applicati in Italia. Chiunque faccia domande 'vere' diventa automaticamente giornalista 'scomodo'. E non è sempre colpa del 'caudillo' di turno.
Vogliate interrogarVi sulle persone e i professionisti che rappresentate. Immaginate di piombare in Italia oggi, fingeteVi in un Paese che non conoscete e accendete la tv o la radio: un telegiornale o giornale-radio qualsiasi.
Chi sceglie e dà le notizie? Chi le scrive? Chi le legge? Chi intervista? Chi fa gli approfondimenti? E su cosa?
E' la loro stessa pavidità a essere parte della fragilità delle libertà di espressione e della democrazia Italiana stessa; di fronte a minacce che altrimenti non avrebbe le dimensioni di emergenza che hanno. Oggi.
A sabato.
Fabio Antoccia | Roma
fabioantoccia@alice.it
FIBA TORINO INTESA SAN PAOLO ADERISCE
Dichiariamo il nostro apprezzamento per le parole del segretario Cisl Raffaele Bonanni che ha sottolineato l’ esigenza di un’ editoria “pura” , sganciata dai grandi potentati economici e diretta ad informare l’ opinione pubblica non a offendere gli avversari politici o economici.
Riteniamo pertanto con lo spirito di libertà di decisione che da sempre ci contraddistingue di sostenere chi manifesta per una maggiore libertà di stampa.
Solo con una stampa libera e indipendente possono essere protette le fondamenta della democrazia e il sindacato tutto ha conosciuto nella storia del nostro paese quanto la libertà di espressione delle proprie idee sia fondamentale per la tutela dei lavoratori.
Fabrizio Dagna
Coordinatore Fiba ISGS
Torino e provincia
Torino, 01/10/2009
mercoledì 30 settembre 2009
PRESIDIO PUBBLICO SABATO A SAVONA
Il mondo dell’informazione insieme al mondo del lavoro e della società civile, a tutti i cittadini e le cittadine, sono chiamati a scongiurare questo pericolo.
L’informazione è un pilastro di ogni democrazia e la sua funzione non appartiene alla disponibilità del potere di turno.
Difendiamo i principi e i valori dell’art 21 della Costituzione e tuteliamo il diritto inalienabile di ogni cittadino ad un’informazione libera, completa e plurale.
Per questi motivo, aderiamo alla manifestazione indetta a Roma dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e promuoviamo un
PRESIDIO PUBBLICO
SABATO 3 OTTOBRE ORE 16.00
PIAZZA SISTO IV SAVONA
ANPI
ARCI
AUSER
CASA DEI CIRCOLI E DELLE CULTURE
CGIL
DONNE IN NERO
EMERGENCY
FSNI LIGURIA
GIOVANI DEMOCRATICI
ITALIA DEI VALORI
PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
PARTITO DEMOCRATICO
PARTITO SOCIALISTA
SINISTRA DEMOCRATICA
SINISTRA E LIBERTA
"Valore laicità" da Pinerolo
Nell’incontro di ieri 22/9/09 abbiamo deciso di aderire, anche come gruppo, all’appello per la libertà di stampa dei giuristi Cordero, Rodotà e Zagrebelsky e alle iniziative che si intendono programmare per il 3 ottobre.
Ribadiamo perciò quanto scritto nel nostro primo documento:
“Noi pensiamo che occorra impegnarci a riaffermare e difendere l’esistenza e la diffusione di una stampa e di mezzi di comunicazione di massa liberi, non servilmente sottomessi al potere, non destinati all’addomesticamento e alla “militarizzazione” dell’opinione pubblica, come troppo spesso constatiamo. In proposito ci pare grave che si tenti di far passare come secondario od irrilevante il macroscopico conflitto di interessi che continua a riguardare il presidente del Consiglio, proprietario di una parte significativa dei suddetti mezzi d’informazione”
L’indirizzo del nostro sito è: www.valorelaicita.it ; se qualcuno è interessato può accedervi ed essere così informato sulle iniziative che intendiamo ancora organizzare.
Per il gruppo Valore Laicità di Pinerolo Isa Demaria, Elio Salvai, Mauro Ughetto, Piero Bassani
Terni in Rete aderisce alla mobilitazione promossa dalla Fnsi e invita alla più ampia partecipazione
La redazione di Terni in Rete aderisce alla manifestazione promossa dalla Fnsi per sabato 3 ottobre in piazza del Popolo a Roma e invita giornalisti, operatori dell’informazione e cittadini alla più ampia partecipazione.
Alberto Tomassi, direttore Terni in Rete
3 OTTOBRE: ISTRUZIONI PER L'USO
I partecipanti che arriveranno in pullman dalle regioni:
Val d’Aosta – Trentino Alto Adige – Liguria – Friuli Venezia Giulia – Lombardia – Piemonte – Veneto – Emilia Romagna – Toscana - Umbria potranno utilizzare i parcheggi di:
- Viale XVII Olimpiade
- Via Norvegia
- Via Svezia
La discesa dei manifestanti potrà avvenire su Lungotevere in Augusta da dove si potrà raggiungere a piedi il luogo della manifestazione.
I pullman provenienti dalle regioni:
Marche – Lazio – Abruzzo – Campania – Molise – Basilicata – Puglia – Calabria – Sicilia – Sardegna potranno utilizzare i parcheggi.
- Via Lamaro
- Via Scintu
- Via Publicio
La discesa dei manifestanti avverrà in prossimità delle fermate metro Linea A: Cinecittà o Subaugusta (direzione Battistini) con discesa fermata Metro Piazzale Flaminio.
Per poter accedere alle aree parcheggio sopra indicate i pullman dovranno esporre dei cartelli con: Titolo, giorno e luogo della Manifestazione.
Il costo del permesso di accesso alla città di tipo “G” è di € 24,00 e si può ottenere anche online
collegandosi al sito: http://www.atac.roma.it.
L’orario di chiusura della manifestazione è previsto per le ore 19,00
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MAURO (REPUBBLICA), SCENDA IN PIAZZA CHI HA A CUORE LIBERTA'
SAMUELE BERSANI, LA DITTATURA NON C'E', EPPURE...
PD REGIONE UMBRIA ADERISCE MANIFESTAZIONE SABATO
16 PULLMAN DELLA CGIL DI FIRENZE A MANIFESTAZIONE DI SABATO
''Con nostra grande soddisfazione tutti i pullman si sono riempiti in pochissimo tempo''. Mauro Fuso, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze, ha dichiarato: ''Non avevamo dubbi, la nostra gente ha ben chiaro il nesso fra diritti dei lavoratori e il diritto all'informazione che fanno parte integrante del patrimonio fondamentale di ogni stato democratico, abbiamo ben capito che l'impressionante escalation di questi mesi e di queste ore contro il ruolo di una informazione libera e plurale richiede una reazione adeguata ed immediata di tutti i sinceri democratici''.
''Il nostro impegno, infine, conclude il segretario della Cgil, non si fermera' con la manifestazione del 3 ottobre, ma daremo continuita' alle iniziative sui temi delle liberta' fondamentali, compresa quella dell'informazione'', ha concluso Fuso.
GIORNALISTI E SOCIETA’ CIVILE INSIEME PER TUTELARE IL FONDAMENTO DELLA DEMOCRAZIA
APPUNTAMENTO PER I CRONISTI AL CAFFE’ ROSATI ALL’ANGOLO DELLA PIAZZA CON VIA DI RIPETTA
I cronisti italiani saranno in prima fila, sabato 3 ottobre dalle ore 15,30, in piazza del Popolo alla manifestazione indetta dagli organismi del giornalismo in difesa della libertà di stampa pesantemente minacciata e ripetutamente messa in dubbio negli ultimi mesi. E’ una difesa che fanno da sempre contro tutti coloro che cercano di colpirla pretendendo che i cronisti non riferiscano i fatti e le notizie e informino soltanto di ciò che vorrebbero loro.
La nostra presenza ha lo scopo di tutelare il diritto-dovere di cronaca: cioè il diritto dei cittadini di essere informati in modo corretto, completo e tempestivo di ciò che accade, e il dovere dei giornalisti di farlo secondo scienza e coscienza.
La parola d’ordine con la quale l’Unci ha organizzato nei mesi scorsi 30 manifestazioni in tutta Italia è “Liberi di informare, Liberi di sapere. Aiutaci a difendere i tuoi diritti. Sostieni la libertà di stampa” e si accompagna perfettamente con lo slogan coniato dalla Fnsi per la manifestazione di piazza del Popolo: “Informazione NO al guinzaglio. Diritto di sapere. Dovere di informare”.
N.B. - Poichè si prevede che la piazza sia gremita, l’appuntamento per i dirigenti e gli iscritti all’Unci e ai Gruppi cronisti è davanti al Caffè Rosati, all’angolo tra la piazza e via di Ripetta.
SNGCI ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 3 OTTOBRE
Per questo il Sngci, che gia' dalla Mostra del Cinema di Venezia ha sostenuto la battaglia del MovEm, il movimento delle associazioni impegnate sull'emergenza cultura, invita i colleghi a partecipare e sostenere la protesta per la liberta' di stampa, contro tutte le intimidazioni censorie di quest'autunno nero che mette a dura prova non solo la quotidianita' del giornalismo ma la tenuta delle redazioni.
"Schierarsi per sostenere i diritti dei giornalisti - afferma Laura Delli Colli, presidente del Sngci - e' difendere il diritto di un Paese ad un'informazione puntuale e trasparente. E il valore di una cultura ormai sistematicamente svilita da polemiche ed esternazioni che non meritano commenti".
MELUCCI (PD), A ROMA PER DIFENDERE DEMOCRAZIA E LIBERTÀ
"Questa deriva autoritaria si registra nel riproporsi, per l'ennesima volta, del conflitto di interessi e nell'intolleranza che assume toni sempre più duri verso chi esprime critiche e dissensi. Per tale motivo - conclude Melucci - il Pd di Bologna, città dove valori come la democrazia e la libertà sono particolarmente sentiti, sabato prossimo sarà a Roma per la manifestazione sulla libertà di informazione organizzata dalla Fnsi". Per l'occasione, il Pd metterà a disposizione i pullman, con partenza prevista da via Rivani 35 alle 9 di sabato. Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 051 4198201.
Sostegno da Internazionale
La redazione di Internazionale
Donne contro il razzismo: attenti alle autocensure
In particolare riteniamo che, a fronte del montante clima di razzismo e di sessismo nel nostro paese, anche i lavoratori dell'informazione abbiamo precise e gravi responsabilità:- per la superficialità con cui diffondono rappresentazioni stereotipate e razziste degli/ delle migranti,- per il modo e il linguaggio degli articoli di cronaca ( l'insistenza sulla cittadinanza di soggetti al centro di fatti di violenza, la narrazione incapace di reale approfondimento e di comprensione delle storie e dei contesti) - per la pigrizia per la quale, tranne rare e meritevoli eccezioni, non si avviano inchieste approfondite di lungo periodo- per l'incapacità di rendere visibili le molte buone pratiche messe in atto dalle amministrazioni e dalla società civile - per una evidente "selezione",nell’informazione fornita, degli avvenimenti da trattare e di protagonisti sociali e politici da proporre.Abbiamo bisogno invece di una informazione ampia, attenta, approfondita e problematica che aiuti le persone ad un pensiero critico e fornisca gli strumenti per una conoscenza il più possibile sottratta alla perversità del luogo comune e degli stereotipi e alle opportunità e convenienze "politiche".
Ci auguriamo che questo sia anche l'impegno che animerà non solo la manifestazione del prossimo 3 ottobre, ma anche e soprattutto il lavoro quotidiano di informazione che ad essa seguirà.
Coordinamento Donne contro il Razzismo
http://donnecontroilrazzismo.blogspot.com
martedì 29 settembre 2009
CONSIGLIO PROVINCIA TERNI ADERISCE PROTESTA 3/10
PRESIDIO PD A MILANO CON FIGLIE ENZO BIAGI
Si tratta di un appuntamento organizzato da tutto il Pd con il segretario regionale, Maurizio Martina, ma anche con gli altri due candidati alla segreteria regionale Emanuele Fiano e Vittorio Angiolini.
''Sara' un bel momento - ha detto Martina - e chiediamo un segnale forte di partecipazione''.
PRC UMBRIA SOSTIENE MANIFESTAZIONE 3 OTTOBRE
momento politico - evidenzia Vinti - necessita di un'attenta e forte vigilanza a difesa dei diritti fondamentali, posti in serio pericolo da una gestione del potere improntata al disprezzo delle regole democratiche. A questo si aggiunge il tentativo, non solo perpetrato dalla stampa di destra, ma anche dal sistema di informazione di riferimento del centro sinistra (Rai 3, Tgr nazionale e la redazione umbra, la stessa Repubblica), di oscurare le lotte dei lavoratori, dei precari e delle forze politiche, a cominciare dalle forze della sinistra di alternativa, che non si riconoscono nel sistema bipartitico che si sta tentando di imporre al Paese".
"Questo - continua il capogruppo del Prc - purtroppo avviene a differenza del sistema radio-televisivo locale, attento al pluralismo delle posizioni politiche culturali, alle quali a livello nazionale si da' visibilita', quando succede, esclusivamente per denigrarle".
"Un motivo in piu' - conclude Vinti - per scendere in piazza sabato 3 ottobre in difesa della liberta' di stampa che della democrazia e' una delle massime espressioni".
Consulta dei Fiduciari e dei Cdr dell'Associazione Stampa Romana aderisce alla "manifestazione civica"
La Consulta denuncia, inoltre, le gravi violazioni al contratto di solidarietà firmato a La7 nella primavera scorsa. A fronte di uno stato di crisi che taglia pesantemente la retribuzione dei colleghi, l'azienda ha proseguito nell'investire in trasmissioni di informazione, senza che questo facesse scendere il numero degli esuberi come previsto dall'accordo. Tutto questo a fronte di segnali molto positivi dal punto di vista economico che dovrebbero indurre l'azienda a tracciare un percorso di uscita dallo stato di crisi.
La Consulta esprime solidarietà ai colleghi della redazione dell'agenzia Grt, da mesi impegnati nel tentativo di ripristinare la legalità contrattuale e sindacale nella loro azienda. La Consulta chiede alla Asr di proseguire con tutte le azioni legali e sindacali a tutela della dignità e della professionalità dei giornalisti. La Consulta invita anche la Fnsi ad accelerare il confronto sul rinnovo del contratto Aeranti-Corallo, rafforzandone le tutele sia normative che salariali.
La Consulta ritiene che sia ormai finito il tempo delle divisioni sul contratto e che sia necessario il rilancio dell'iniziativa sindacale. Occorre vigilare sulla corretta applicazione dell'accordo nazionale, specie nella parte che riguarda la multimedialità. Bisogna incalzare gli editori sulle strategie di rilancio del settore. E' necessario monitorare gli effetti degli stati di crisi e delle ristrutturazioni, anche per elaborare proposte a salvaguardia dell'autonomia e della professionalità dei giornalisti e per ridare attualità alla questione della qualità dell'informazione.
La Consulta ritiene che vada riattivato e rafforzato il lavoro sindacale su precariato e professione autonoma, per estendere le tutele e salvaguardare l'applicazione delle leggi e delle norme.
La Consulta ribadisce, infine, la centralità del Servizio Pubblico nel panorama radiotelevisivo del nostro Paese, per questo condanna la campagna condotta in questi giorni contro il canone Rai. Campagna che, trattandosi di una tassa, si configura oltretutto come istigazione all'evasione fiscale.
Da Pistoia a Roma con la CGIL
La CGIL, rinnova la propria adesione alla manifestazione promossa dalla FNSI (Federazione nazionale della stampa) a difesa della libertà d’informazione e per rafforzare i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione che garantiscono ad ogni cittadino il diritto inalienabile alla conoscenza e alla informazione completa e plurale.
La manifestazione non si archivia perché i problemi non sono archiviati
L’impressionante escalation di questi mesi e di queste ore contro il ruolo di una informazione libera e plurale richiede una reazione adeguata ed immediata e una continuità di mobilitazione successiva.
Per contribuire alla migliore riuscita della manifestazione, la CGIL di Pistoia organizza il viaggio in pullman con partenze da:
- Pistoia ore 9,30 davanti Breda - Via Ciliegiole - Montecatini ore 9,15 davanti allo Stadio
- Montale ore 9,15 davanti Circolo Arci - Agliana ore 9,30 parcheggio Coop
- Prenotazioni presso le sedi CGIL della provincia di Pistoia
- Ai partecipanti è richiesto un contributo di 10 euro da versare alla prenotazione.
CGIL Pistoia
LIBERTÁ DI ESPRESSIONE: LA GILDA ADERISCE
La libertà di pensiero – ricorda la Gilda – è stata anche riconosciuta dalla Corte costituzionale come “pietra angolare dello sviluppo democratico, in quanto condizione del modo di essere e dello sviluppo della vita del Paese in ogni suo aspetto culturale, politico, sociale”. Limitare la libertà di stampa o quella di insegnamento, come sta facendo il Governo con i suoi provvedimenti e le posizioni assunte su determinate questioni, - conclude la Gilda - significa attaccare i principi democratici su cui si basa una nazione.
Roma, 26 settembre 2009
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI
Un'occasione per provare a invertire la rotta
Valentina Boracchia, giornalista (La Spezia)
Una buona informazione fa bene al mare
Associando tale notizia alla manifestazione per la libertà di stampa mi sono immaginata che tale manifestazione possa essere il trampolino di lancio di una forte campagna di sensibilizzazione, proprio sulla base di una corretta divulgazione, che obblighi il governo e l'opposizione a lavorare (!) sul problema.
La vera rivoluzione è prendere consapevolezza dell'ambiente e guidare la società verso uno stile di vita che rispetti la vita senza lottare contro la tecnologia, ma sfruttandola.
Non sono brava con le parole, ma vorrei che qualcuno le trovasse e riuscisse a convincere le persone ad andare in piazza dimostrando la forza della libertà di manifestare, di spiegare, di comunicare l'idea di poter nuotare in un mare non più offeso dall'uomo e circondato da spiagge che nessuno si porterà più via per costruire case da far crollare sulla nostra ignoranza.
Manuela Mazzara, 38 anni, Milano
alemanu2000@alice.it
DANDINI,SARO' A MANIFESTAZIONE LIBERTA' STAMPA. IL CLIMA E' ASTIOSO
Dalla Scuola di Formazione Politica "A.Caponnetto" la proposta di un Osservatorio
Antonino Caponnetto
La Scuola di Formazione Politica "A.Caponnetto" aderisce convintissimamente all'Appello di Rodotà, Cordero e Zagrebelsky ed alla Manifestazione nazionale del 3 Ottobre, promossa dall'FNSI.
Bisogna costruire una Mobilitazione Permanente. Cerchiamone le forme. Creiamo un'Osservatorio, un Coordinamento Aperto che, dal 4 mattina e SEMPRE, mantenga alta e vigile la soglia dell'Attenzione.
Se si fosse fatto, INSIEME, dal '94, avremmo forse avuto maggiore capacità di pressione e maggiore possibilità di incidere sui troppi scempi,sulle nostre teste, compiuti.
Buon lavoro a tutti!
L'invito, ancora è: "Non perdiamoci di vista"!!!
info@scuolantoninocaponnetto.it
Maria Grimaldi: maria@rete3.net
Nando Benigno: nandobenigno@gmail.com
Sinistra per Scandicci arriva in pullman
Si tratta di difendere quelle libertà sancite dall ‘articolo 21 della Costituzione
– “ …tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…” – e soltanto una grande partecipazione di popolo potra’ garantire che l’attuale governo di destra
non cancelli il diritto alla libertà di espressione.
Per questo SINISTRA per SCANDICCI invita tutti a partecipare alla manifestazione a Roma,
in piazza del Popolo alle ore 16,00.
Da Firenze partiranno pullman organizzati dalla Camera del Lavoro.
Butturini (Stampa romana): Rispetto e dignità all'ordine del giorno
ALLE COMMISSIONI PARI OPPORTUNITA’
DELLA FNSI E DELL’ASR
Care colleghe e cari colleghi
Da qualche mese stiamo assistendo a una deriva culturale che rischia di vanificare decenni di conquiste in fatto di rispetto della persona, delle sue convinzioni politiche, religiose e dei suoi comportamenti privati. Che a questa deriva si prestino testate quotidiane, televisive e radiofoniche, ci autorizza anche come categoria, oltreché come cittadini di questo Paese, a far sentire la nostra voce.
Il bisogno di scrivere questa lettera aperta l’ha suscitato in me un passaggio dell’articolo Dizionario del santorismo tra Gramsci e Celentano di Massimiliano Parente (pagina 2 de Il Giornale del 26 settembre 2009). Già dal catenaccio si capisce il taglio dell’intervento, là dove, alludendo alla collega Beatrice Borromeo la si definisce “fanciulla sexy e di sinistra scovata a Capalbio”. Fin qui si può fare spallucce a un luogo comune così trito che si commenta da solo. Purtroppo nell’articolo al luogo comune si affianca a una descrizione che suona così:
“Il modello di base è una Barbie acqua e sapone che abbia letto solo Uomini e no, di Elio Vittorini. Non credo che le ragazze zero di Santoro esistano realmente, sono ologrammi, software, intelligenze artificiali al contrario. La Borromeo, per esempio, una notte mi pare di essermela scaricata anche sull’iPhone, la mia però diceva «Ancova, ancova»”.
Questo modo di insultare una persona, una donna, una collega utilizzando l’armamentario del trivio più volgare, ancorché aggiornato con l’allusione alle moderne tecnologie, è gravissimo e inaccettabile. In primo luogo perché è figlio di un polemismo che non entra nel merito dei fatti, ma cerca di denigrare il soggetto senza fermarsi sulla soglia del rispetto che qualsiasi individuo merita. In secondo luogo perché alimenta una revival “machista” per cui le donne, specie se gradevoli d’aspetto, non possono essere anche dotate di cervello e suscitano soltanto pensieri che, come nel caso di Parente, sconfinano nell’onanismo intellettuale.
E’ un atteggiamento già applicato, dalla stessa testata, nel caso della supposta omosessualità del collega Dino Boffo, ex direttore de L’Avvenire. In quel caso Il Giornale citava un’informativa delle forze dell’ordine (della quale è poi stata smentita l’esistenza) parlando del collega come di un “noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato”. Un linguaggio che sottintende una relazione stretta fra preferenze sessuali e fedina penale. Insomma, gay fa rima con criminale.
Badate bene, non mi sogno affatto di chiedere una qualsiasi censura. Resto convinto che ciascuno debba essere libero di esprimere le proprie opinioni, prendendosi la responsabilità, come nel caso di Parente, di mostrare la povertà culturale che le sottende. Ciò che non credo si possa fare è rimanere in silenzio di fronte al dilagare di questo ciarpame culturale, il rischio sarebbe quello di avallarlo.
E allora mi rivolgo alle colleghe e ai colleghi della Cpo di Stampa Romana e a quelle/i della Cpo della Fnsi. Credo che all’ordine del giorno della manifestazione del 3 ottobre prossimo, vada aggiunto un punto: l’impegno a denunciare, additandoli e là dove ne esistono i presupposti sanzionandoli, tutti quegli interventi, quell’uso di immagini e luoghi comuni che violano uno dei principi fondamentali della nostra Carta dei Doveri che afferma: “Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche”.
Paolo Butturini
Segretario dell’Associazione Stampa Romana
domenica 27 settembre 2009
UNA RONDA A PARIGI PER LA LIBERTÀ DI STAMPA IN ITALIA
Contro gli attacchi alla stampa, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) ha indetto una manifestazione che si terrà a Roma il 3 ottobre.
Dopo le testate come La Repubblica e l’Unità, cui chiede milioni di euro solo perché hanno posto delle domande “scovenienti”, anche i giornali stranieri si trovano nel mirino del Presidente del Consiglio. I giornalisti? “Tutti farabutti” ha detto Silvio Berlusconi, tutti “catto-comunisti” uniti nel complotto contro la sua persona.
Il 15 settembre ha deprogrammato la prima puntata di Ballarò, talk show politico di grande qualità, per sostituirlo con lo show presidenziale della consegna delle prime case in Abruzzo, uno speciale “Porta a Porta” condotto dal suo agiografo, Bruno Vespa. Così, senza consultare il conduttore di Ballarò, né la direzione di Rai3.
Mentre in Italia le “ronde cittadine” si dedicano alla caccia allo straniero in nome della sicurezza, noi gireremo per difendere la sicurezza di informare e di essere informati.
Girare in tondo, attorno ai desiderata del Premier: questo sono condannati a fare i giornalisti italiani. Anche noi, come loro, siamo “tutti farabutti”.
Perché la libertà d’espressione e l’informazione sono le fondamenta della democrazia, Focus In chiede a tutti i democratici di sostenere la stampa italiana partecipando a una ronda: davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie, il sabato 3 ottobre, dalle 14 alle 18.
L’iniziativa è sostenuta dal sindaco del 13° arrondissement di Parigi, Jerôme Coumet, e dal Partito Democratico di Parigi.
CONTATTI :
Patrizia Molteni, caporedattrice di Focus In
Tel. : 06 63 98 11 60
patrizia.molteni@focus-in.info
Guy Estager, direttore di Focus In
Tel. : 06 60 96 82 41
guy.estager@focus-in.info
IMBAVAGLIATI A BRUXELLES
Le italiane e gli italiani di Bruxelles scendono in piazzaIMBAVAGLIATI questo venerdi 2 ottobre, in difesa
della libertà di informazione e per attirare
l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sui
motivi e gli obiettivi della manifestazione che si terrà
l’indomani in Italia, promossa dalla Federazione
nazionale della stampa italiana (FNSI): per il diritto di
sapere e il dovere di informare, contro ogni tentativo
di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare
l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione
internazionale delle informazioni.
L’informazione è libertà ed è un pilastro della democrazia!
Scendiamo in piazza a Bruxelles perché siamo cittadini italiani all’estero che vedono con dolore e preoccupazione tutto ciò che sta succedendo nel nostro paese: gli attacchi alle libertà individuali, le leggi che criminalizzano i migranti, le ronde, il precariato, la sempre minore credibilità delle nostre istituzioni agli occhi dei partner internazionali, il taglio dei finanziamenti per gli emigrati italiani, lo smantellamento della rete consolare...
Le persone e le organizzazioni sociali, politiche e culturali che organizzano e promuovono questa manifestazione, invitano quindi tutti i democratici a Bruxelles e in Belgio, italiani e non italiani, a aderire e partecipare attivamente, per far sentire la nostra voce contro questo intollerabile stato di cose, per un’altra Italia possibile, migliore e più giusta.
MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE
E PER UN’ITALIA MIGLIORE
Venerdì 2 ottobre 2009, ore 12:00
Rond-Point Schuman, Bruxelles
(metro: Schuman)
Italiani di Bruxelles per la Libertà di Stampa (liberainformazionebruxelles@gmail.com)
Con l’adesione di: Associazione Culturale Antonio Gramsci Bruxelles, Associazione Nazionale
Partigiani d’Italia (ANPI) Belgio, Associazione per la Sinistra Bruxelles, Casa del Popolo Bruxelles,
Centro d’Azione Sociale Italiano – Università Operaia (CASI-UO), CGIL Ufficio Europa, Circolo
Sinistra e Libertà Bruxelles-Europa, Federazione Comunista del Belgio (PRC/SE e PdCI), Il Club del Libro asbl, Italia dei Valori Belgio, Partito Democratico Bruxelles.
AltraItalia manifesta a Barcellona
Dopo i famosi ‘decreti bulgari’ di qualche anno fa, quando epurò dalla RAI vari giornalisti prestigiosi che avevano cominciato ad alzare la voce contro la sua deriva fuorilegge, Berlusconi oggi colpisce duro tutta la stampa che non controlla e che osa questionare e stigmatizzare il suo inqualificabile profilo etico e politico e le sue sventure giudiziarie. Non risponde alle domande scomode legittimamente poste da vari quotidiani nazionali e stranieri, denuncia chi gli fa queste domande, intimidisce i testimoni, orchestra infami campagne di discredito contro i direttori dei giornali che pubblicano queste notizie, e – grazie al controllo assoluto del settore della pubblicità – minaccia di strozzare i giornali ‘nemici’.
Ma l’anomalia italiana non finisce qui: padrone di tre reti televisive (private) e controllore assoluto di almeno altre due (pubbliche), le notizie sulle sue disavventure spariscono dalla vita quotidiana degli italiani, che per sapere quello che sta succedendo in Italia devono collegarsi a canali e siti stranieri, mentre i telegiornali dei vari Minzolini, Fede, Liguori, eccetera, dipingono un’immagine dell’Italia completamente diversa dalla realtà: milioni di disoccupati e di precari a vita, un presidente del consiglio che intanto va a puttane e fa affari con i dittatori, un’ostilità crescente – e montata ad arte – contro gli stranieri e le minoranze, sanità e università pubblica allo sfascio, perfino nello sport facciamo schifo.
La sua maggioranza di governo non è da meno: l’aitante maggioranza del “partito della libertà” minaccia continuamente – ci prova e spesso anche ci riesce – a mettere il bavaglio a Internet, alle inchieste giudiziarie, ai reparti antimafia, ai docenti e ai medici laici… In qualsiasi altro paese Europeo davvero democratico, tutto ciò non sarebbe ne’ possibile ne’ tollerato.
Oltre che soffocare ogni voce critica, queste ‘prove di fascismo’ stanno incidendo profondamente nella stessa qualità morale e culturale della vita italiana: milioni di teledipendenti che vedono solo reality show e programmi spazzatura, che non sanno niente di quello che succede dentro e fuori dell’Italia, che come unico giornalista conoscono il mastino del regime Bruno Vespa, che pur dichiarandosi cattolici e ‘per bene’ non esitano a prendersela con i più deboli e a chiudere un occhio se a avere a che fare con prostituzione, droga, divorzi e scandali è il Grande Pappone.
A questi italiani diciamo: SVEGLIATEVI! Esigete un paese giusto, onesto, trasparente. Un’informazione libera, professionale e pluralista. Un governo rispettoso dei principi fondamentali della democrazia, impegnato a risolvere i problemi degli italiani e non i pasticci del capo.
L’associazione AltraItalia vuole contribuire al risveglio da questo incubo nazionale, e restituire dignità democratica al nostro paese. Per questo, appoggiamo da Barcellona le rivendicazioni della Federazione Nazionale della Stampa Italiana nella grande manifestazione nazionale del 3 Ottobre a Roma, e organizziamo in simultanea nella nostra città un PRESIDIO DEMOCRATICO PER LA LIBERA INFORMAZIONE
Sabato 3 Ottobre, h. 10.00-14.00 in Portal de l’Àngel (Plaça Catalunya, a destra del Corte Inglés) a Barcellona.
Italiani di Barcellona, turisti, compagni catalani: venite numerosi!
Associazione culturale AltraItalia - Movimento per la Sinistra, Barcellona
@: mpsbarcelona@gmail.com
www: http://mpsbarcelona.blogspot.com
Facebook: Movimento per la Sinistra – Barcelona
FNSI, INIZIATIVA A PALERMO PRIMA DI MANIFESTAZIONE 3 OTTOBRE
LIBERTA’ DI INFORMAZIONE, ARIA PULITA DELLA DEMOCRAZIA, PERCHE’ IL SI DI PUNTOEACAPO
Un impegno, quello di Puntoeacapo, che non è solo di questi giorni. Sempre, come componente del sindacato unitario dei giornalisti, Puntoeacapo ha scelto come bussola della sua attività e del suo programma la qualità del lavoro, il diritto di cronaca e la difesa dell’autonomia, non solo dall'arroganza del potere politico e dagli interessi sempre più complessi di proprietà sempre più "impure", ma anche dal progressivo smantellamento delle tutele della nostra professione.
Un diritto-dovere, quello dei giornalisti, che è speculare al diritto dei cittadini a una completa e corretta informazione.
E' ora che il sindacato recuperi un ruolo nella difesa della libertà di stampa. Prendendosi anche le sue responsabilità: il via libera indiscriminato agli stati di crisi nasce da un "patto" scellerato con gli editori, e da un rinnovo del contratto nazionale che consente il ridimensionamento brutale delle redazioni, dell'occupazione, degli spazi di professionalità, e che sta mettendo a repentaglio anche il nostro sistema previdenziale.
E' ora che il sindacato svolga un ruolo da protagonista, non solo nella difesa delle regole e nell'opposizione a leggi-bavaglio, ma anche facendosi carico di una riflessione che punti a recuperare un sistema di garanzie che tuteli i giornalisti con la "schiena dritta".
E’ ora che si recuperi un rapporto di stretta collaborazione con l'Ordine dei giornalisti, nella difesa, senza tentennamenti, del rispetto della deontologia professionale.
E' ora che si chieda al Parlamento di promuovere leggi che tutelino gli editori puri, in grado di rilanciare un giornalismo che non registri solo il rumore della politica, ma che recuperi la funzione di servizio della nostra professione.
I giornalisti possono e devono alzare la voce: perché la manifestazione di un giorno non sia solo una vetrina, ma la tappa di un faticoso e lungo percorso di libertà.
Mediaclub Germania: più indipendenza
Verein italienischer Journalisten in Deutschland
Associazione dei giornalisti italiani in Germania
Info@mediaclub-germania.de
Il MediaClub Germania, l‘associazione degli operatori dell’informazione di origine italiana in Germania, si associa alla giornata proclamata dalla FNSI per il 3 ottobre 2009 in difesa delle libertà di stampa e ne condivide gli intenti.
Da anni il MediaClub Germania si impegna attraverso varie iniziative e attività a valorizzare il ruolo e la professionalità dei giornalisti italiani e di origine italiana in Germania e in Europa.
Mai come in questo momento politico in Italia l’uso strumentale dei servizi d’ informazione pubblici, le crescenti intimidazioni alle testate e ai singoli giornalisti, i tentativi di limitare la libertà di stampa attraverso provvedimenti legislativi e il perdurare da anni di una inconcepibile concentrazione di potere mediatico e potere politico nelle mani di una singola persona hanno danneggiato l’immagine della nostra comunità all’estero e e vanificato il nostro impegno di giornalisti.
Il MediaClub Germania oltre a respingere le minacce alla libertà di stampa auspica una maggiore responsabilità e una maggiore indipendenza del giornalismo italiano dal potere politico e economico. Un auspicio che rivolgiamo in particolare alla Rai come servizio pubblico, che non solo da oggi, è considerata dal potere politico un proprio strumento. Alla Rai e non solo ad essa chiediamo inoltre di rafforzare la sua funzione informativa tenendo conto di quei milioni di cittadini che nonostante siano sparsi in Europa e nel mondo continuano e vogliono restare italiani.
Il presidente
Renzo Brizzi
Adesioni dalla Germania
Noi giornalisti italiani che viviamo e operiamo in Germania aderiamo all' iniziativa per la libertà d’informazione promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, in programma sabato 3 ottobre 2009 a Roma.
Seguono firme:
Luciana Mella - Düsseldorf, Germania
Angela Sinesi - Colonia, Germania
Cristina Giordano - Colonia, Germania
Giuseppe Guglielmi - Neustadt, Germania
Federico Hermanin - Francoforte, Germania
Michele Santoriello - Heppenheim, Germania
Frascati a sinistra e in piazza
Gli osservatori indipendenti internazionali segnalano con preoccupazione la retrocessione dell'Italia nelle graduatorie della libertà di stampa, precipitata nell'area dei Paesi dove l'informazione non è completamente libera: in tutti i Paesi di democrazia avanzata, a chi governa non è consentito di controllare, censurare, dileggiare la stampa nell'esercizio del suo dovere democratico di controllo del potere. Contrariamente a ciò che purtroppo accade sempre più di frequente in Italia.
Lo smantellamento, in atto da anni, delle norme faticosamente conquistate nel tempo a garanzia dei diritti dei lavoratori si fa sentire anche nel mondo dell'informazione: sono sempre di più i giornalisti, per lo più giovani, senza coperture contrattuali e normative, pagati pochi euro - anche con mesi di ritardo - per ogni pezzo "generosamente" pubblicato a esclusiva discrezione di editori poco interessati alla qualità dei contenuti e al lavoro di inchiesta, anche "scomodo".
Difendere la libertà di informazione vuol dire difendere principi fondanti della nostra democrazia, come il diritto di espressione sancito dall'articolo 21 della Costituzione e la sovranità popolare, garantita dall'articolo 1 ma messa a serio rischio se a chi fa informazione, a qualunque livello e in qualunque settore, non sono assicurati l'autonomia e
il rispetto necessari per informare correttamente e permettere, quindi, ai cittadini di formarsi un'opinione avendo il quadro completo e corretto dei fatti.
E' per questo che anche "Frascati a Sinistra" sarà sabato in piazza con la Federazione della stampa e tanti cittadini, singoli e associati.
Il Presidente
Massimo Marciano
-- Associazione Politica Frascati a Sinistra
Via del Mercato, 18 - 00044 Frascati (Roma)http://www.frascatiasinistra.it
info@frascatiasinistra.it
Giunta Fnsi conferma manifestazione 3 ottobre e tiene aperte le adesioni
La manifestazione è aperta a tutti i cittadini e, per questo, la Fnsi ha rivolto un invito ad aderire soprattutto alle forze sociali, sindacali, associative del Paese. Come è noto alcune grosse realtà associative sindacali, come Acli, Arci, Cgil, Articolo 21, Libertà e Giustizia, Associazioni di precari, decine di gruppi e movimenti a base territoriale e nazionale, si sono già impegnate nel sostegno
dell’iniziativa. Le adesioni continuano ad arrivare numerose, anche dopo il rinvio della data del 3 ottobre (originariamente prevista per il 19 settembre u.s.) per rispettare e partecipare al dolore della tragedia che ha colpito l’Italia con l’attentato terroristico di Kabul, che ha causato la morte di sei soldati, il ferimento di quattro e l’uccisione di decine e decine di civili afgani.
Il dibattito della Giunta Esecutiva ha anche confermato le linee guida della manifestazione che avrà una forte impronta di carattere civico e costituzionale sui temi dell’informazione.
Le adesioni restano aperte. Possono essere inviate via email alla Federazione
della Stampa (che ha aperto sul suo sito, www.fnsi.it, un blog per la
manifestazione) ai seguenti indirizzi: segreteria.fnsi@fnsi.it e infofnsi@tin.it o
ai fax: 06-6896896 oppure 06-6871444”.
ODG ADERISCE A MANIFESTAZIONE 3 OTTOBRE
LIBERALDEMOCRATICI UE, BATTAGLIA PER LEGALITA'
Masci (adulti scout cattolici) in piazza il 3
Il Consiglio Nazionale MASCI, riunito in data 20.IX.09 ad Orbetello, in autonomia e in coerenza con quello che vuole essere il suo modo di porsi nella società, aderisce alla manifestazione nazionale per la libertà di stampa, indetta dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa) ed altre associazioni per il prossimo 3 ottobre, secondo lo spirito di chi non è “CONTRO” ma sempre “A FAVORE DEI VALORI IRRINUNCIABILI”, in questo caso a favore delle libertà di informazione e della responsabilità nell’informazione che consideriamo fondanti la democrazia."
Rete28Aprile in piazza
L'attacco del Governo alla libertà di stampa e al diritto di informazione è gravissimo e intollerabile, perché mette seriamente in discussione uno dei più elementari diritti sanciti dalla Costituzione.
È evidente, d’altra parte, che l ’attacco alla libertà di stampa va di pari passo con la cancellazione dei diritti e della visibilità di chi lavora e di chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro.
Per questo, invitiamo tutte e tutti a essere in piazza a Roma.
Rete28Aprile
C'è Lettera22 e Lettera22
Donne in nero: aderiamo ma dalla stampa vogliamo di più
Il nostro ormai ventennale impegno come Rete Internazionale per la libertà dalle guerre, da ogni tipo di violenza e sopruso nel mondo a partire dai luoghi in cui si agisce, ha sempre compreso la difesa della libertà di espressione/informazione e stampa. Non abbiamo però mai potuto dichiararci soddisfatte di come la stampa garantisce il dovere di informazione in molti paesi nel mondo e anche nel nostro riguardo alle donne e ai loro movimenti.
Non dare conto delle migliaia di attività politiche e sociali che molte donne svolgono in questo paese, non restituisce l'immagine di un luogo abitato solidamente ed attivamente da due generi. Le donne agiscono con pratiche politiche diverse da quelle degli uomini ma contribuiscono più di loro alla costruzione di società e civiltà attraverso una politica delle relazioni che unisce invece di dividere senza per questo oscurare le diversità ma piuttosto facendone tesoro. Le donne non sono né sono mai state in silenzio e inattive malgrado la stanchezza e la fatica di una resistenza testarda rispetto ai continui attacchi e tentativi di annullare le nostre conquiste di libertà.
Donne in Nero
donneinnero.blogspot.com
Lettera aperta alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana dal coordinamento delle scuole romane
In particolare, in questo delicato momento socio-politico, impieghiamo le nostre energie per la salvaguardia e la sopravvivenza della scuola pubblica, svuotata di contenuti,dignità e qualità da una insulsa politica di tagli di risorse.
Abbiamo sentito forte l’esigenza di unire le nostre singole istanze di lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma rivolte ad un unico scopo comune: la tutela del diritto al sapere, garantito dalla nostra Carta Costituzionale e minato da attacchi scellerati volti alla privatizzazione dell’istruzione.
Con orgoglio stiamo costruendo un movimento che cresce ogni giorno e lavora e si confronta con le altre realtà presenti nel mondo della scuola.
Dobbiamo con rammarico riscontrare la scarsa attenzione che la stampa “libera” e d’opposizione presta a queste vicende. Troppo spesso le iniziative che dai primi giorni di settembre continuano a moltiplicarsi in tutto il Paese, trovano solo lo spazio di un trafiletto. Ed è avvilente vedere stravolto il senso delle proprie parole, grazie ad abili aggiustamenti, dopo aver “elemosinato” una piccola intervista.
Noi ci saremo in piazza, è un preciso dovere civico di ogni cittadino responsabile e democratico difendere la libera informazione, ma chiediamo a gran voce un atto di coraggio e responsabilità anche a voi: un sostegno reciproco, noi a piazza del Popolo con voi, voi in piazza con noi, davanti alle scuole mentre volantiniamo, nelle nostre assemblee, nei seminari che organizziamo, nei presidi degli insegnanti precari, costantemente, senza mai abbassare la guardia, mantenendo alta l’attenzione e dedicando all’argomento almeno tutta una pagina ogni giorno, dando spazio alle realtà locali.
Solidarietà, questa è la parola d’ordine. Noi siamo pronti e voi?
Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma
www.cosediroma.it
mail: coordsecondarie@gmail.com
Il paese delle donne aderisce alla manifestazione perché i bavagli non ci sono mai piaciuti
Eravamo e siamo sempre più convinte che il diritto all’informazione, per essere realmente tale, non può limitarsi ad una passiva fruizione delle notizie diffuse dai giornali e dalla rete, ma deve partire dal diritto di tutte e tutti coloro che agiscono nel mondo di far sentire la propria voce protagonista.
Aderiamo alla manifestazione, ma non per questo vogliamo tacere sul fatto che le testate mainstream, non escluse Repubblica e l’Unità, sono le prime responsabili della censura delle parole e delle pratiche delle donne, salvo poi, nelle pause estive, lamentarsi del nostro presunto silenzio.
Aderiamo alla manifestazione perché i bavagli non ci sono mai piaciuti, ma non per questo ci limiteremo ad una generica partecipazione. Porteremo in piazza la nostra ribellione contro l’immagine femminile diffusa da giornali, siti e televisioni, e contro la mercificazione dei nostri corpi usati per vendere merci che non ci rappresentano e che non ci servono.
Chiediamo ai professionisti e alle professioniste dell’informazione l’impegno a rispettare le donne, che siano vittime di violenza, escort, migranti, lavoratrici, precarie, disoccupate o politiche, senza ricorrere ai luoghi comuni che ci offendono e che, di fatto, ci oscurano.
Chiediamo soprattutto di riconoscere i media delle donne come fonti qualificate prima di parlare di noi e del nostro presunto silenzio.
Le nostre voci risuoneranno comunque sulla rete e ovunque ci sarà possibile farle arrivare, malgrado la censura di quanti si ricordano dell’attacco all’informazione solo quando il bavaglio viene messo loro.
Associazione per l’informazione Il Paese delle donne
IL GRUPPO DI FIESOLE IN PIAZZA PER LA LIBERTA' DI STAMPA
IL COORDINAMENTO DEL GRUPPO DI FIESOLE
Ezio Cerasi, Beatrice Curci, Chiara Longo Bifano, Massimo Marciano, Gabriele Porro
GUS Umbria: una stampa con il bavaglio indebolisce la democrazia
LAV: I diritti dei cittadini nascono dalla libertà di stampa
Nasce dalla libertà di stampa e di espressione, infatti, ma anche dal compito degli organi che le rappresentano, la possibilità di dare direttamente voce ai grandi temi vicini a tutta la società civile e alle sue esigenze, nonché ai gruppi che ne sono portatori.
La LAV si augura dunque che la libertà di stampa e di opinione siano sempre garantite, e godano di indipendenza e serenità critica tali da contribuire a sostenere quei preziosi interessi generali diffusi che sono alla base del nostro impegno.
Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it
Difendiamo la libertà di stampa in Italia
Nel paese in cui viviamo e lavoriamo attualmente, l’Olanda, sarebbe impensabile dover manifestare per difendere un diritto che ritenevamo acquisito, la libertà per i giornalisti di informare il cittadino su tutto ciò che è di grande rilevanza e il diritto del cittadino di essere informato.
E invece la libertà di stampa in Italia è minacciata, il premier Silvio Berlusconi ha attaccato giuridicamente i quotidiani italiani solo per avergli posto delle domande scomode o per aver riportato delle notizie.
In un paese in cui l’80% dei cittadini viene informato solo dalla televisione, in cui 3 televisioni nazionali sono di proprietà del premier e 3 televisioni pagate con i soldi dei cittadini sono praticamente controllate dal premier, la libertà e il pluralismo nell’informazione sono seriamente a rischio.
Siamo vicini a tutti i cittadini che sabato manifesteranno a Roma per difendere la libertà di informazione e di espressione, valore irrinunciabile in un paese democratico e civile.
Silvia Terribili, Italia dei Valori, Olanda
Eleonora Presani, Italia dei Valori, Olanda
Natalia Aurik, Hoorn, Olanda
Raffa Predieri, Amsterdam
www.silviaterribili.orgwww.youtube.com/liberalaradio
Osservatorio antiplagio ci sarà
Prof. Giovanni PanunzioFondatore Osservatorio Antiplagio, tel. +39.338.8385999www.antiplagio.org - info@antiplagio.org
lunedì 21 settembre 2009
Osservatorio antiplagio: Perché Striscia non c'è?
Ufficio stampa Antiplagio - www.antiplagio.org
Tel. +39.338.8385999
Cagliari, 21/09/09
L'Unione dei giovani avvocati aderisce anche per salvare le intercettazioni
Se per un comune cittadino è naturale partecipare a questa iniziativa, per gli avvocati, ovvero chi difende in prima persona anche la libertà d’espressione, è un dovere aderirvi.
La Libertà di Stampa è la massima espressione della Libertà individuale che è tutelata - non solo dalla nostra Costituzione - ma anche dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo.
Senza volere entrare troppo nello specifico degli ultimi fatti di cronaca politica accaduti, che non ci competono, non riusciamo a cogliere la logica giuridica per cui si ritengono “retoriche e diffamatorie” ,e quindi non degne di risposta (forse anche per non legittimarle), determinate domande se poste da un determinato quotidiano, e poi invece le stesse domande ,se poste da un altro organo di stampa, diventerebbero meritevoli di pronta replica ( presumiamo seguita o preceduta ,per coerenza giuridica, ma paradossalmente, da una nuova citazione per danni). A nostro modesto parere il portato asseritamente diffamatorio di un’asserzione è sempre oggettivo e non può essere denigratorio o no a seconda dell’interlocutore che sostanzia la medesima affermazione.
Nel congratularci per il Vostro impegno a 360° per la difesa della libertà di espressione, ribadiamo che ,come associazione, condividiamo anche la Vostra battaglia contro la nuova normativa approvanda in tema di intercettazioni ed a tal fine abbiamo aperto un nuovo gruppo di discussione presente su facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=98784294724&ref=share dal titolo “AVVOCATI SOLIDALI CON GIORNALISTI, MAGISTRATI VS DDL ALFANO INTERCETTAZIONI”.
Gaetano Romano
Assostampa Marche chiede a FNSI un coordinamento fisso per la libertà di informazione
Il SIGIM chiede alla FNSI di proseguire l'impegno invitando ad un incontro subito dopo il 3 ottobre tutti i soggetti non partitici che hanno aderito, per costruire una struttura stabile ed operativa, che consideri la libertà di informazione come una emergenza civile.
Questo "coordinamento per la libertà di informazione" deve vigilare sui diritti degli utenti, dialogare con i soggetti istituzionali e politici, chiedere che il tema acquisisca priorità in ogni sede, essendo la libertà di informazione un problema di tutti.
Questo coordinamento deve impegnarsi subito con ogni mezzo e con ogni possibile alleanza sociale contro la approvazione del DdL sulle intercettazioni telefoniche, tema su cui il Consiglio Nazionale della FNSI ha già proclamato una giornata di sciopero generale .
Il Consiglio Direttivo del SIGIM
Il Movimento di cooperazione educativa ci sarà per portare la stampa nella scuola
- la potenzialità espressiva dello scrivere libera energie per crescere;
- la potenza comunicativa della stampa crea legami sociali e sviluppa nuove idee per il cambiamento;
- Pensieri e parole, scrittura e stampa, ascolto e lettura, in un clima di libertà espressiva, danno vita a un circolo virtuoso che fa crescere identità e consapevolezza, idee nuove, e pensieri critici, innovazione e cambiamento.
Queste azioni educative costituiscono la base di una pedagogia capace di liberare emozioni e ragioni; capace di far crescere e motivare i ragazzi alla ricerca e all'apprendimento.
Creare insieme un giornale scolastico è un'azione educativa che spinge alla cooperazione e alla comunicazione, al dialogo con tutti, al confronto delle opinioni, al rifiuto di far degenare il conflitto in azioni violente.
Per questi motivi culturali e didattici, IL MCE aderisce alla manifestazione per la libertà di stampa .
La segreteria nazionale
Conselice rinnova l'adesione
Il Sindaco di Conselice
Maurizio Filipucci
Blogger in allarme
Colgo l' occasione,per chiedervi,qualora sia possibile,di inserire nelle discussioni,anche l' ultima porcheria legislativa,combinata avverso la rete.
Di seguito uno stralcio di un' articolo apparso sul sito "punto informatico", cura di Guido Scorza.
“Roma - Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa.”
Ecco, secondo voi, sarebbe opportuno discutere anche di questo provvedimento legislativo?
Grazie dell' attenzione ed i complimenti per l' idea di organizzare la manifestazione in oggetto, alla quale aderisco e parteciperò volentieri.
Christian Pì
sabato 19 settembre 2009
CUB Informazione E SdL Intercategoriale: Informazione libera sulle lotte dei lavoratori
Siamo per un giornalismo che operi liberamente come testimone della realtà e che sia protagonista della trasformazione verso una democrazia compiuta. Siamo per un’informazione che sappia testimoniare le ragioni vere che producono guerre e sofferenza tra i popoli.
Siamo inoltre per un’informazione che sappia essere vicina alle lotte dei lavoratori, che rappresenti e denunci le cause reali che producono perdita dei diritti e precarizzazione e che oggi costringono troppe famiglie a vivere in bilocazione, perché dopo aver provveduto alle spese per l’affitto con il loro reddito non sono in grado di fare fronte alle altre necessità.
Rivendichiamo pertanto un’informazione libera da condizionamenti, che sia in grado di dare conto della devastazione prodotta nel mondo del lavoro sia dalle politiche dei governi di centro-destra che di centro-sinistra, con la consapevolezza che questa battaglia ci deve vedere impegnati ogni giorno dell’anno, a prescindere da chi intenda “reggere il guinzaglio”.
Antonio Di Simone, SdL Intercategoriale/Informazione
Angelo Pedrini, CUB Informazione
venerdì 18 settembre 2009
Lenzuola rosa per "diritti e reale parità"
sotto il quale tutte le giornaliste si raccolgano per dire che la libertà di informazione
in Italia passa anche attraverso il riconoscimento dei pieni diritti di chi, donne e
uomini, fa informazione a tutti i livelli. E proprio le giornaliste vogliono sottolineare
come l'informazione, in Italia, debba essere senza guinzagli: non solo quelli degli
interessi politici o editoriali, ma anche degli stereotipi e dei ritardi nella piena
applicazione della reale equità di trattamento tra donne e uomini nel lavoro
giornalistico. ma anche nel raccontare l'Italia vera, fatta di donne e uomini che
lavorano e vivono.
La Commissione pari Opportunità della Fnsi lancia, in occasione della
manifestazione nazionale per la libertà d'informazione, un appello a tutte le colleghe e
i colleghi perché alle finestre delle Associazioni Regionali di Stampa espongano
lenzuola rosa dalle quali si dica no all'informazione al guinzaglio, e “sì ai diritti e alla
reale parità”.
INFORMAZIONE: SIDDI (FNSI), I PROBLEMI NON SONO ARCHIVIATI
NetOne (Focolari) per un’informazione al servizio della convivenza civile
La reazione così corale a cui stiamo assistendo in questi giorni, può imprimere una svolta decisiva per una nuova consapevolezza delle responsabilità sociale dei giornalisti. Non vogliamo “un’informazione al guinzaglio”, ma nemmeno un’informazione ridotta a battibecco, appiattita sul gossip e sui veleni. Chiediamo di dare più voce al Paese reale, alle risposte di solidarietà, fraternità, perdono, creatività e impegno che emergono dalla società civile. Chiediamo altresì che il sistema mediatico faccia i conti con il nuovo orizzonte multiculturale, multireligioso e multietnico del nostro Paese in vista di una maggiore conoscenza della ricchezza della pluralità delle culture. Sono queste alcune condizioni irrinunciabili perché l’informazione rispetti i principi sociali di convivenza e compia la sua funzione di coscienza critica del potere e di facilitatrice della convivenza civile.
Città nuova per una reale libertà d’informazione
I Comitati Insegnanti Precari aderiscono e si oppongono alla deriva di un'informazione falsa e deviata
I C.I.P. si oppongono alla deriva di un’informazione falsa, deviata, adulterata. Quando l’informazione è incapace di fornire elementi di valutazione e di scelta, impedisce che si sappia, si capisca, si pensi. In una congiuntura economica e sociale così tanto critica, i C.I.P. ritengono necessario che l’informazione sia vigile, libera e capace di analizzare e rappresentare il quadro completo dei problemi del Paese, specie di quelle categorie maggiormente penalizzate dalla crisi, dagli egoismi imperanti e dai tentativi di toglier loro spazio e voce.
Non a caso i canali informativi - occupati e addomesticati come mai prima - restituiscono immagini parziali, distorte e falsamente rasserenanti, fomentando solo l’interesse morboso per la cronaca rosa. In questo modo si distoglie scientemente l’interesse dell’opinione pubblica dalla crudezza della realtà del momento. Questa informazione al guinzaglio mira a nascondere i gruppi e le categorie più deboli e più penalizzate dalle scelte sciagurate e scriteriate del governo. Proprio per questo, essendo la più antica e rappresentativa associazione dei precari della scuola, i C.I.P. hanno scelto di appoggiare la FNSI nella battaglia per quel diritto alla conoscenza e alla libertà di pensiero ed espressione che considerano obiettivo comune.
C.I.P.- Direttivo Nazionale
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CIP_Associazione Nazionale - via Achille Mauri, 28 - 00135 Roma - tel 06 30683053 - 339 8477138 - 3381996449 - 3293962516
www.cipnazionale.it
Coordinamento Cdr del gruppo Espresso: Il dovere di rendere ogni giorno speciale
Inviti al boicottaggio pubblicitario, querele milionarie alle testate non allineate, rifiuto del contradditorio, cancellazione dei programmi scomodi, sono l'altra faccia di un sistema che rifiuta qualsiasi organismo di controllo, dalla magistratura ad un Parlamento umiliato dal sistematico ricorso ai voti di fiducia, in nome del consenso ottenuto, legittimamente, in occasione delle elezioni. Ma il ruolo della informazione è quello di rendere, a tutela dei cittadini, ogni giorno importante come quello delle elezioni. Un dovere da cui non potremo essere distolti.
giovedì 17 settembre 2009
MANIFESTAZIONE FNSI RESTA A PIAZZA DEL POPOLO
FNSI, MANIFESTAZIONE RINVIATA AL 3 OTTOBRE
"Stiamo lavorando per organizzare la manifestazione a Roma il 3 ottobre con le stesse modalita'" ha riferito il segretario della Fnsi, Franco Siddi precisando che la piazza non e' ancora stata concordata e che l'orario dovrebbe rimanere sostanzialmente lo stesso (dalle 16 alle 19), con tutt'al piu' l'anticipo di una mezz'ora. "Il rinvio e' stato deciso per una ragione molto seria - ha sottolineato Siddi - la tragedia di Kabul". "La manifestazione non si archivia, perche' i problemi non sono archiviati" ha aggiunto, spiegando che la decisione di spostare la data e' stata concordata con le altre associazioni che avevano aderito, citando tra queste Cgil, Acli, Arci, Liberta' e Giustizia, Articolo 21, Coordinamento precari della scuola, Associazione culturali e movimenti di pace. "Due settimane di rinvio non fanno sgonfiare il tema - ha aggiunto il presidente della Federazione, Roberto Natale, rispondendo a delle domande nel corso di una conferenza stampa - perche' il problema della liberta' di informazione non e' possibile che magicamente si dissolva ma era presente da mesi".
Lutto in Afghanistan: Rinviata la manifestazione prevista per sabato 19 settembre a Roma, in Piazza del Popolo
In un momento tragico come questo ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti dell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie, alle Forze Armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia.
I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto- dovere di informare compiutamente i cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti.”
mercoledì 16 settembre 2009
RAI: FNSI, DIRITTO REPLICA A BERLUSCONI E DIRETTA TV MANIFESTAZIONE
''Ieri sera, in una delle pagine piu' vergognose di quello che si fa sempre piu' fatica a chiamare servizio pubblico, e' stato consentito al Presidente del Consiglio -afferma la nota della Fnsi- di insultare in modo indiscriminato i giornalisti italiani, della carta stampata e della televisione. La Fnsi chiede al vertice Rai dove e come verra' garantito, nelle prossime ore, il diritto di replica ai 'troppi farabutti'. Il sindacato dei giornalisti intende inoltre sapere se la Rai intenda almeno coprire con la diretta la manifestazione di sabato prossimo in piazza del Popolo, nata da un allarme che dal 'Porta a Porta' di ieri sera ha ricevuto la piu' preoccupante delle conferme''.
Del Boca (OdG): Le querere aumentano la tensione
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca considera che la funzione dei giornali, delle radio, delle tv e del mondo web è talmente importante e fondamentale nella vita civile di una comunità che non può ridursi – peggio, se per propria scelta – a un battibecco dai toni sempre più accesi e sempre meno comprensibili.
Forse un passo indietro – come da più parti sollecitato – e il richiamo deontologico a una maggiore sobrietà di atteggiamenti sono gli unici rimedi per recuperare quel rispetto che è indispensabile anche nell’affrontarsi vigorosamente in polemiche senza peli sulla lingua.
E’ poco elegante l’iniziativa di un personaggio con responsabilità politiche che ricorre alla querela per avere ragione di articoli pubblicati sui mezzi di comunicazione.
Esistono infinite opportunità per fare conoscere le proprie valutazioni e proporre rettifiche. Peggio se il ricorso alla giustizia ordinaria è proposto non in sede penale ma in quella civile, chiedendo risarcimenti di presunti danni per cifre esorbitanti, lontane anni luce dal portafoglio di qualunque giornalista e tali da compromettere i bilanci della maggior parte delle società editrici.
Le “colpe” dei politici aumentano se rivestono responsabilità di Governo e sono massime se il ruolo esercitato è quello di premier. L’iniziativa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di citare i quotidiani “La Repubblica” e “L’Unità” è, nella dimensione, senza precedenti, si configura come oggettivo tentativo di intimidazione del lavoro dei colleghi e contribuisce ad aumentare il clima di tensione che già si esprime a livelli altissimi e del quale tutti faremmo a meno. L’Ordine dei Giornalisti partecipa convintamente alla manifestazione del 19 settembre. La libertà di stampa è un bene prezioso che faremmo bene a difendere sempre e in tutte le sedi: difficile da conquistare, faticoso da conservare, facilissimo da perdere.
LETTERA 22 ADERISCE "CON QUALCHE SE E QUALCHE MA"
Paola Caridi, Emanuele Giordana e tutti i soci di Lettera22
Tibaldi: E se piazza del Popolo fosse piccola?
"Condivido appieno - continua Tibaldi - le preoccupazioni espresse dal Segretario Generale della FNSI Siddi sul diritto dei cittadini ad essere informati. In un paese autenticamente democratico non vi può essere un'informazione al guinzaglio dei poteri forti, come è accaduto anche ieri sera con lo speciale Porta a Porta per la consegna delle prime case ai terremotati. L'informazione completa e plurale cui hanno diritto tutte e tutti non può essere confusa con i messaggi promozionali, tanto più odiosi in quanto unilaterali. Per questo gli ascoltatori hanno giustamente punito lo show governativo con un misero 13,47% di share".
"Esprimo - conclude l'assessora - alle lavoratrici ed ai lavoratori del servizio pubblico televisivo la mia più sincera solidarietà per gli attacchi volgari e gratuiti loro rivolti nel corso del programma condotto da Bruno Vespa".
Roma, 16 settembre 2009
Stampa Romana: Il governo convochi gli Stati Generali
I continui e inaccettabili attacchi del premier ai giornalisti, l'indebita intromissione del capo del governo nella destinazione delle risorse pubblicitarie a questa o a quella testata, l'uso strumentale della citazione per danni in funzione intimidatoria, sono anche la conseguenza di problemi irrisolti che vengono da lontano e hanno radici profonde.
C'è l'annosa questione del mercato pubblicitario, da tempo squilibrato nel drenaggio delle risorse a vantaggio delle televisioni, per altro in mano a un oligopolio che gestisce sia l'analogico che il digitale. Una situazione che penalizza la carta stampata, le agenzie, l'emittenza locale e relega il servizio pubblico al ruolo di ruota di scorta.
C'è la questione degli assetti proprietari che si sono andati definendo nell'ultimo decennio e che hanno generato un coacervo inestricabile di conflitti di interesse, primo fra tutti quello del premier. Non c'è testata che non sia in mano a un istituto bancario o a gruppi imprenditoriali i cui principali scopi industriali sono estranei alleditoria, con evidenti effetti distorsivi sull'informazione.
La legge sulle intercettazioni, se approvata, assesterebbe un durissimo colpo al diritto dei cittadini di essere informati, chiudendo il cerchio del bavaglio alla libera informazione. Così come l'Asr non può che esprimere contrarietà per alcune iniziative della magistratura, vedi le perquisizioni nelle redazioni o nelle case dei cronisti, che si configurano come una pesante intrusione nell'autonomia dell'informazione.
Tutto questo si inserisce in momento complicato per l'editoria, specie quella della carta stampata e delle agenzie che, al di là delle oggettive difficoltà, soffre di staticità nell'innovazione e mancanza di strategie efficaci. L'Asr denuncia che tutto questo sia stato fatto pagare in gran parte alle redazioni, attraverso pesanti tagli degli organici con stati di crisi discutibili, spesso accompagnati da piani di rilancio fumosi.
Il Governo deve varare i più volti promessi Stati Generali dell'Editoria, affrontare il nodo dei conflitti di interesse con una legge che separi proprietà e gestione dei media; una vera legge antitrust che liberi risorse pubblicitarie. Va, infine, cancellata o radicalmente modificata la parte del ddl sulle intercettazioni che limita e cancella il diritto di cronaca.
Ma anche le istituzioni della categoria devono fare la loro parte, a cominciare dall'Ordine dei Giornalisti, al quale l'Asr chiede di vigilare con maggior attenzione sulla correttezza e sul pluralismo dell'informazione, ma anche di avviare al più presto una campagna perché il Parlamento prenda in esame la legge di riforma, senza la quale si amplia ogni giorno di più lo scarto fra la realtà della professione e le norme che la governano.
La Giunta dell'Asr
(Approvato a maggioranza)
Precari scuola: Un'idea di democrazia partecipata e consapevole
Il Coordinamento Precari Scuola di Roma
19 settembre, una piazza contro i veleni
Sandra Bonsanti
www.libertaegiustizia.it
Assostampa siciliana: Mobilitazione contro attacchi e censure
USIGRAI: IN PIAZZA NOI CI SAREMO, PLURALISMO E' DEMOCRAZIA
I circoli del cinema ci sono
Non si può più stare zitti davanti alla lunga sequenza di attacchi volgari e arroganti a giornalisti e giornali da parte del governo e del suo capo; non si può più stare fermi davanti all’abuso, alle manipolazioni e al continuo stravolgimento di tutto il sistema italiano dell'informazione e, in particolare, del servizio pubblico radiotelevisivo, sempre più improntato ad un uso e abuso di propaganda.
Con il concentramento di un potere smisurato nell’ambito del sistema comunicativo e con gli attacchi continui all’informazione non allineata, con i tagli al FUS, con il conseguente ruolo marginale della Cultura e con l’affossamento della scuola pubblica , si stanno ponendo le basi per colpire fondamentali diritti costituzionali di libertà del nostro Paese.
La F.I.C.C. sarà al fianco della Federazione Nazionale della Stampa, di Articolo 21 e di quanti si sentono mobilitati per respingere con forza tali attacchi.
Marco Asunis
presidente nazionale della F.I.C.C.
CDR Adige: Niente sconti a chi governa
Le prime righe dell’articolo 21 della Costituzione italiana rappresentano il principio cardine di ogni democrazia: laddove non c’è libero pensiero, manifestato o manifestabile in modo aperto e senza censure, non vi è democrazia.
Per difendere questo principio, è fondamentale aderire alla manifestazione di sabato 19 settembre a Roma, indetta dal sindacato nazionale dei giornalisti (Fnsi) contro i progetti del governo in carica, a cominciare dalla legge sulle intercettazioni, che limiterebbe enormemente il diritto di cronaca.
Ma la mobilitazione non deve fermarsi qui. Se l’Italia è l’unico Paese europeo ad essere stato retrocesso da “Freedom House“ (un'organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo) dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale», la causa non è solo la «situazione anomala, a livello mondiale, di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati».
Se si è potuti arrivare fin qui, è anche perché il giornalismo italiano è controllato per lo più da editori che hanno interessi economici e politici preminenti, rispetto alla produzione di una “merce” delicata e pregiata qual è la notizia. Obiettivi cui spesso - nell’assenza totale di leggi che regolino i conflitti d’interesse - si sono piegati e si piegano anche molti giornalisti, rinunciando a porre le domande che caparbiamente bisognerebbe sempre fare ai potenti, per continuare a parlare ai lettori.
E’ allora ovvio che il potere si disabitui a rispondere, e s’infastidisca al punto da querelare testate e giornalisti, quando improvvisamente viene chiamato a rendere conto ai cittadini di ciò che fa e di ciò che non fa.
Per contrastare l‘idea dilagante che “chiedere è illecito“, occorre far sì che la manifestazione di sabato non sia solo un momento di “outing” collettivo, ma diventi il primo passo per richiamare tutti i giornalisti ad applicare sempre i codici deontologici, rispettando i deboli e non facendo sconti a chi governa o guida potentati economici e finanziari.
Solo così la stampa tornerà ad essere libera e autorevole, riferimento per tutti quei milioni di cittadini che non s’accontentano delle “veline”, ma pretendono che le notizie siano accurate e approfondite, magari scomode ma incontestabili fondamenti di una vera democrazia.
Il Cdr dell’Adige
Associazione Ilaria Alpi: In piazza per la democrazia
Sabato presidio alla Rai di Torino
Riteniamo che gli attacchi inauditi alla quale è sottoposta l’informazione siano da contrastare anche attraverso la mobilitazione di tutti i cittadini.
Con l’appuntamento di sabato, anche i cittadini torinesi potranno aderire a questa manifestazione per sostenere i diritti previsti dalla nostra Costituzione (art. 21) ritenendola a pieno titolo parte integrante delle mobilitazioni già in corso per difendere i diritti del lavoro, del sapere e di cittadinanza.
Rivolgiamo un appello a tutto il PD, agli altri partiti, alle associazioni e ai cittadini ad unirsi a noi ed ad aderire a questa iniziativa per la libertà.
Comitato Piemonte per Marino
Marco Bellion, coordinatore regionale, Maurizio Basile, coordinatore provinciale, Roberto Tricarico, candidato segretario regionale, e tutti gli iscritti e i volontari del Comitato
Assemblea precari ISPRA: In piazza perché su di noi cattiva informazione
"Riteniamo infatti, oltre alla solidarietà nei confronti della stampa libera tanto minacciata in questo paese, di dover essere in piazza in quanto esempio di mala informazione, visto che riteniamo fondamentale che i cittadini siano a conoscenza dei rischi che l’ambiente e la loro stessa salute corrono con il licenziamento dei lavoratori precari in forza all’Istituto - è scritto in un comunicato - Infatti, 200 sono già andati a casa il 30 giugno e gli altri li seguiranno entro la fine di quest’anno, tutti ricercatori e tecnici che si occupano di cambiamenti climatici, salute del mare, fauna selvatica, emissioni in atmosfera, rifiuti e tematiche simili".
SL, gazebo in tutta Roma
Qui di seguito sono indicati i luoghi in cui, nei vari Municipi, saranno allestiti gazebo e banchetti:
I MUNICIPIO:1. Piazza Santa Maria Liberatrice;2. Piazza San Cosimato;3. Largo di Torre Argentina;4. Piazza Santa Maria dei Monti.
III MUNICIPIO:1. Piazza Bologna.
IV MUNICIPIO:1. Piazza Sempione;
V MUNICIPIO:1. Metro Santa Maria del Soccorso.
VII MUNICIPIO:1. Via Appia, di fronte al cinema Maestoso;
X MUNICIPIO:1. Piazza Cinecittà;2. Piazza Appio Claudio.
XV MUNICIPIO:1. Largo De Andrè;
XVI MUNICIPIO:1. Mercato San Giovanni di Dio;
XVII MUNICIPIO:1. Via Cola di Rienzo.
XVIII MUNICIPIO:1. Alla Festa dell’UNITA’ DELLA SINISTRA, al Parco Paparelli – Monte Spaccato.
XIX MUNICIPIO:1. Piazza Capocelatro, a Primavalle.
CDR Rainews 24: La missione pubblica della Rai
il CdR
Vittorio di Trapani
Riccardo Frugone
Daniele Macheda
Falleri (GUS): rispettiamo carte dei doveri e privacy
Gino Falleri
presidente nazionale del GUS
Osservatorio sulla legalità e sui diritti: la libertà non è questione di schieramenti politici
Rita Guma
presidente
Azione Nonviolenta aderisce nel nome di Gandhi
Mao Valpiana
Direttore
Avvenire: utile la manifestazione sabato
Il quotidiano dei vescovi Avvenire, commentando l'intervento del premier Silvio Berlusconi a Porta a Porta, definisce la "celebrazione dell'operato del governo, in questo caso pur apprezzabile da tutti" "in bilico tra informazione e propaganda", esprime il dubbio "che qualcosa stia vacillando nell'informazione in Italia", e afferma che perciò "la manifestazione di sabato prossimo non è un appuntamento retorico, né formale".
In un editoriale di seconda pagina a firma di Marina Corradi, il quotidiano elogia il richiamo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ad un "esame di coscienza" da parte dei giornalisti ed esprime preoccupazione per il "clima di veleni trasversali" venutosi a creare. Avvenire punta l'indice soprattutto contro il Giornale di Feltri, accusato di usare la stampa "come spietata arma impropria". "Ci impressione vedere dispiegato un simile apparato di guerra e leggere ripetutamente, nero su bianco, accuse e frasi di tale tenore su un grande e già glorioso quotidiano nazionale, che perdipiù appartiene alla famiglia del presidente del Consiglio". Il riferimento è alla campagna contro l'ex direttore di Avvenire Dino Boffo e quella, più recente, contro il presidente della Camera e leader di An, Gianfranco Fini verso il quale - sottolinea l'editoriale - "non siamo certo noi a dover essere sospettati di nutrire simpatie per certe mosse iperlaiciste". (ANSA)
Associazione amici Mezza Luna Rossa Palestinese: L'informazione è un bene pubblico
La libertà d’informazione nel nostro paese è un bene pubblico di fondamentale importanza anche per quanto riguarda le relazioni internazionali e l’azione del nostro paese nei confronti dei fenomeni che hanno origine internazionale, come le migrazioni. Gli atteggiamenti di intimidazione nei confronti dei media non controllati dal soggetto che esercita una posizione dominante nella comunicazione pubblica e l’emarginazione o la chiusura degli spazi, ancora liberi, nella Televisione pubblica, accecano la democrazia e disarmano l’azione di quanti sono impegnati per costruire la pace e la giustizia nelle relazioni internazionali, con grave pregiudizio per tutti.
Roma, 16 settembre 2009.
Il Presidente
Domenico Gallo
COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI SINDACATO DI SERVIZIO: NON CI SERVONO EROI MA BUONE CONDIZIONI DI LAVORO
La crisi economica non ha risparmiato e non risparmia il settore dell’editoria e dell’informazione che nel contempo è sottoposto a inaudite tensioni che originano da antiche ferite che la carenza di moderne leggi di sistema non hanno rimarginato.
Molti i problemi, due sopra gli altri: l’assenza di uno statuto delle imprese editoriali che impedisce di rendere evidenti e trasparenti i conflitti di interessi dei gruppi economici che controllano gli organi di informazione; un duopolio televisivo – imperfetto, con il servizio pubblico zavorrato dalle lotte tra gli schieramenti politici che comunque ne determinano missione e destini - impegnato a rincorrere audience e marketing con la conseguenza di squilibrare la suddivisione delle risorse pubblicitarie tra i vari mezzi a scapito della carta stampata.
La posta dello scontro non è solo quella di tutelare i “campioni” delle opposte fazioni che in questi mesi hanno ingaggiato un’aspra battaglia mediatico-editoriale. Una parte degli editori e del ceto politico coltiva il sogno di potere disporre di un’informazione “militarizzata” e non più solo onestamente militante per piegare le redazioni ad accettare di scendere nelle scomode trincee dell’appartenenza ideologica. Quanti hanno celebrato i funerali delle ideologie giocano sui media e attraverso i media uno scontro per il potere che sempre meno si preoccupa di mettere in campo anche una politica. E ogni mattina chi siede al desk delle redazioni o fa il “giro di cronaca” misura incertezza, inquietudine e deve impiegare lavoro ed energia per contrastare una deriva che trasforma il lavoro rendendolo non più flessibile ma più precario costringendo chi è contrattualmente più debole ad una resistenza sempre più faticosa, vissuta lontano dal cono di luce della ribalta e con il corrispettivo di una busta-paga che non è quella delle star del sistema.
I giornalisti italiani che scioperarono nel giugno 2007 contro il disegno legge “Mastella” che puntava a limitare il diritto-dovere di cronaca sono da mesi impegnati contro il disegno legge Alfano che quello stesso diritto-dovere minaccia di ledere ponendo in capo ai giornalisti sanzioni sproporzionate. Pur non esenti da errori, siamo coerenti con la ricerca di regole che ci conservino un unico privilegio, quello del “dovere” di informare. L’unico che riteniamo indisponibile per qualsiasi potere politico.
E’ anche perché il nostro mondo non abbia bisogno di eroi e campioni - ma crei le condizioni per liberare competenze e capacità - che sabato scendiamo in piazza e invitiamo tutti i cittadini a farlo con noi. Impegnandoci a garantire che la bandiera unitaria del sindacato dei giornalisti, la Fnsi, continui a unire, rappresentare e dare voce senza distinzioni di parte a tutti coloro che ritengono che la lettera e lo spirito dell’articolo 21 della Costituzione, il dovere di informare e il diritto di essere informati siano un bene per la cui tutela vale la pena battersi.
Felice Salvati, portavoce del Coordinamento delle associazioni per un sindacato di Servizio
(Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Val D’Aosta)
TUTTI UNITI PER LA STAMPA A MONTEROTONDO MARITTIMO
I gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza del comune di Monterotondo Marittimo (GR),richiamati i primi due commi dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che recitano:
1. Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
2. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
visto
il deliberato della Federazione nazionale della stampa italiana che sotto il titolo “L'informazione non si fa mettere il guinzaglio” convoca una manifestazione nazionale a sostegno della libertà di stampa, evidenziando, tra l'altro che “... oggi si sta vivendo una fase di grande delicatezza con attacchi senza precedenti. Non solo disegni di legge bavaglio, ma anche azioni forti in sedi giudiziarie e manifestazioni pubbliche che hanno l'oggettivo risultato di costituire una minaccia per chi fa informazione non gradita.”
ritenendo
che la libertà di stampa costituisca uno dei fondamentali elementi della democrazia e che sia compito di tutti difenderla e pertanto, condividendone integralmente gli obiettivi
aderiscono alla manifestazione indetta dalla FNSI
ed invitano
tutti i cittadini di Monterotondo Marittimo, nei limiti del possibile, a parteciparvi e, comunque, a tenere alta la vigilanza democratica affinché tale diritto, costituzionalmente garantito, non venga ulteriormente attaccato.
il capogruppo di maggioranza Tanda Mario
I comitati cittadini dell'Aquila stanchi del giornalismo embedded
L'Aquila grida. L'Aquila è coperta da una cortina di fumo mediatica. La "politica del fare" adottata nell'aquilano dal Governo e dalla Protezione Civile dopo il terremoto del 6 aprile, richiede una precisa strategia mediatica che deve mostrare una facciata di efficientismo e perfezione. Così il giornalismo che si sviluppa all'Aquila, fatte salve poche eccezioni, è embedded, come se si fosse in una zona di guerra. Gli eventi di cronaca vengono documentati da giornalisti raggruppati in pool, accompagnati in loco per assistere alla rappresentazione di turno, poi riaccompagnati altroveNei campi di accoglienza è difficilissimo entrare per parlare con le persone: se si è autorizzati a farlo, si viene accompagnati da addetti della Protezione Civile e, a volte, dalle Forze dell'Ordine. Ogni forma di negatività, di lamentela, viene rigorosamente ignorata e si cerca di farla passare sotto silenzio. Gli slogan utilizzati da Governo e Protezione Civile sono forti; la loro comunicazione si muove ad alti livelli, come dimostra l'ultimo, clamoroso spot filogovernativo dello speciale "Porta a Porta" su RaiUno. Si scelgono come paradigmi i luoghi in cui ci sono fatti documentabili, si dimenticano volutamente i luoghi dove si è fatto poco o niente.Allo stesso modo, l'uso dei termini è emblematico: Ricostruzione, una falsità per mascherare la costruzione di nuovi edifici permanenti. Container, un termine volutamente negativo per dissuadere dalla richiesta dei moduli provvisori. Case, una promessa non mantenuta che fa dimenticare altri termini chiave, volutamente accantonati, come lavoro, tessuto sociale, scuola, zona franca.Fuori dall'aquilano, a volte persino all'interno dell'aquilano, a causa di questa precisa strategia mediatica, si pensa che tutto vada bene. Ma non è così, e per dimostrarlo la libera informazione è indispensabile e va tutelata e incoraggiata.Ecco perché stiamo creando un Presidio Media per l'Informazione Indipendente all'Aquila.
Ecco perché riteniamo che L'Aquila sia, in questo momento, l'emblema del bavaglio all'informazione che è stato messo nel nostro Paese.Ecco perché pensiamo che L'Aquila debba essere al centro della Manifestazione Nazionale per la Libertà di Informazione del 19 settembre.Noi a Roma, il 19 settembre, ci saremo. Perchè come cittadine e cittadini aquilani siamo vittime di questa cortina mediatica e dell'assoluta mancanza di corretta informazione e comunicazione.
I Comitati Cittadini dell'Aquila
Il Cratere (Presidio Media per l'Informazione Indipendente all'Aquila)
OGD Sardegna: a Cagliari si replica il 26 settembre
L’Odg della Sardegna chiede a tutte le sigle partecipanti di proporre al Parlamento l’approvazione di leggi che rafforzino l’autonomia professionale dei giornalisti: la riforma dell’Ordine, la modifica delle norme sulle intercettazioni telefoniche, l’eliminazione della possibilità di chicchessia di rivolgersi direttamente al giudice civile per il risarcimento del danno senza che vi sia stato un giudizio penale che abbia accertato eventuali reati commessi dal giornalista. Infatti, il ricorso al giudice civile è quasi sempre una intimidazione all’esercizio del diritto-dovere di cronaca e di critica e diventa una autentica minaccia se a farne uso sono uomini politici potenti (il caso più clamoroso e grave è quello del presidente del consiglio dei ministri) che hanno ben altri strumenti più democratici per far valere le proprie opinioni.
L’Odg della Sardegna ritiene infine di rivolgere un richiamo a tutti i colleghi: proprio nei momenti di difficoltà è ancora più necessario tenere la “schiena dritta” e interpretare l’esercizio della professione con assoluto rigore, nel rispetto della verità e delle norme deontologiche, senza ascoltare le sirene politiche o extraeditoriali, ma nell’esclusivo interesse dei cittadini.
Il presidente
Filippo Peretti
UCSI: Anche fra i cattolici il pericolo di una stampa asservita
L'UCSI segnala il pericolo che anche nel mondo cattolico, dopo la squallida aggressione che ha portato alle dimissioni il direttore di Avvenire, possano trovare forza le voci di chi preferirebbe una stampa asservita e normalizzata. Sarebbe davvero insensato che, mentre i giovani spostano progressivamente su fonti incontrollate i propri bisogni di informazione, le imprese istituzionali si arroccassero sempre più in una informazione governata dalle veline, da qualunque parte provengano; una informazione, questa sì, davvero farabutta.
Casa delle donne per una nuova consapevolezza etica

Le associazioni, e in particolare le testate che ne condividono il progetto politico, da molto tempo denunciano che il punto di vista e il protagonismo delle donne è censurato o manipolato nei media.
Oggi assistiamo ad un aggravamento della censura appesantito dalla volgarità e dallo stravolgimento della rappresentazione delle donne. Ci auguriamo che di fronte a questo scempio del fare informazione si voglia costruire una nuova consapevolezza della responsabilità – anche etica – del ruolo e della professionalità di giornalisti e giornaliste.
Cgil Toscana: assemblee di fabbrica per la libertà di stampa
Il direttivo regionale della Cgil Toscana che stamattina si è riunito a Prato ha affrontato anche il tema della liberta' di informazione e al termine dei lavori ha approvato il seguetente ordine del giorno approvato all'unanimità:
La CGIL Toscana aderisce convintamente alla manifestazione sulla libertà di stampa, promossa dalla FNSI per il prossimo 19 settembre e alle iniziative provinciali promosse per i prossimi giorni in tutta la regione.
La sordina imposta a livello nazionale sulle crisi aziendali, i licenziamenti, il drammatico arretramento delle condizioni materiali dei lavoratori e dei pensionati, colpiti nel reddito e nella condizione, contribuisce ad una rappresentazione del paese in uno immaginario e irreale.
La libertà di informazione è questione “ pre-politica”, viene prima del merito e delle opzioni di istituzioni, partiti, associazioni, movimenti; costituisce uno dei cardini della democrazia oggi fortemente limitata in Italia, paese nel quale, soprattutto le TV, mortificando l’autonomia e la libertà professionale degli operatori, ne riduce la funzione rinchiudendone il ruolo in un perimetro che li vuole utili ad alimentare l’insicurezza e a garantire acquiescenza alle politiche del governo in carica.
Sono intollerabili gli attacchi del premier, anche con azioni giudiziarie, a quotidiani “ non allineati” o di opposizione, critici verso l’azione di governo che segnalano il rischio di un ulteriore scadimento della nostra democrazia.
Anche per queste ragioni, sin dai prossimi giorni, la CGIL Toscana terrà alta in ogni assemblea, iniziativa, in ogni fabbrica in lotta, in ogni manifestazione, la bandiera della libertà di stampa e della democrazia. Perché nessun dorma.
Fillea Cgil: Fermare questo attacco ai diritti
I diritti costituzionali ed i diritti di cittadinanza sono i beni più cari per la nostra società, da difendere tutti insieme. I provvedimenti di questo Governo li stanno sgretolando.
Lo sanno bene i lavoratori dell’edilizia, che non solo subiscono gli effetti provocati dalla crisi e dall’assenza di una strategia anticrisi da parte del Governo, ma sulla propria pelle fanno le spese della scelta irresponsabile di ridurre le risorse per i controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e delle politiche xenofobe e razziste, in un settore che ormai conta il 40% di presenza di manodopera migrante.
Occorre fermare questo attacco ai diritti di cittadinanza ed alle libertà individuali e contrastare l’idea di società diseguale che ispira le scelte di questo Governo.
Per questo è importante essere in tanti il 19 settembre a difendere la libertà, l'autonomia e la pluralità dell'informazione ed il diritto di tutti ad essere informati.
Per questo saremo presenti in Piazza del Popolo con una massiccia delegazione di lavoratori e lavoratrici delle costruzioni provenienti da tutte le regioni d’Italia.
La segreteria della Fillea Cgil Nazionale
I teatranti si vedono alla Chiesa degli artisti
martedì 15 settembre 2009
ARRIVANO GLI AVVOCATI ARTICOLO 2 DI CAGLIARI
E' da diverso tempo che gli avvocati dell'Associazione guardano con crescente preoccupazione ai diversi provvedimenti di legge, susseguitisi nel tempo, capaci di limitare, direttamente o indirettamente, la libertà di stampa e di creare un clima intimidatorio nei confronti della stampa che mal si concilia con una compiuta e matura democrazia occidentale.
Una delegazione dell'Associazione presenzierà alla manifestazione prevista per sabato 19 settembre a Roma.
Il Direttivo
Le "piccole forze" dell'associazione Murales di Fondi
A metà degli anni novanta abbiamo anche portato avanti un piccolo Osservatorio sui mezzi di comunicazione durante la campagna elettorale. I risultati (quasi ovvi!) sono stati "tragicamente" terribili.
Siamo stati anche impegnati attivamente e fattivamente per la raccolta di firme e per il voto ai 3 Referendum sulla Legge Mammì: purtroppo sappiamo tutti com'è andata a finire!
E pensare che c'era qualcuno, ANCHE a "sinistra"!!!, (ed anche nei giorni di campagna referendaria!) che parlava dello "svecchiamento" della tv pubblica che avrebbe provocato l'apertura "al mercato!", la stessa presenza della "corazzata" Fininvest!!!
Poi, per gli anni passati, abbiamo vanamente atteso che qualcuno, sempre del "centrosinistra"!, prendesse il "coraggio" per affrontare e risolvere il c.d. "conflitto d'interessi", il vulnus antidemocratico che mina profondamente questo Paese.
Chissà se siamo finalmente giunti sulla buona strada...
Grazie del vostro impegno.
Cordiali saluti.
Corrado Pesce.
Associazione "Murales" - Fondi (Lt)
www.muralesfondi.it
NO AD UNA INFORMAZIONE COL BAVAGLIO
L'art. 21 della Costituzione recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".
Il macroscopico e perverso conflitto d'interesse del Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, proprietario di tre televisioni private e controllore politico delle reti Rai, oltre a importanti testate giornalistiche e colossi editoriali, ha portato l'informazione italiana ad un livello inaccettabile. Sta per essere messa al bando ogni forma di critica.
Non a caso da anni le classifiche stilate da organizzazioni internazionali schiacciano l'Italia su posizioni da terzo mondo. Nel 2009 la più autorevole, la Freedom House, ci pone al 71° posto, retrocessi nella categoria dei Paesi parzialmente liberi.
Il potere mediatico è sempre più decisivo nella costruzione del consenso. La democrazia in Italia basata sulla divisione dei poteri, è ampiamente alterata con la concentrazione in un uomo solo (e i suoi fedelissimi) che unisce potere legislativo (Parlamento), esecutivo (Governo) e mediatico (soprattutto televisivo). Questa concentrazione interferisce sempre più pesantemente anche sul delicato potere giudiziario (Magistratura), per limitarne autonomia e indipendenza.
Le forze più sane della società civile, più o meno organizzata, il mondo dell'informazione e della cultura che non accettano il bavaglio, si ritrovano sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo. Quella per la libertà di stampa deve diventare una grande battaglia civile.
COALIZIONE ARCOBALENO DI CATTOLICA
Venerdì appuntamento in Belgio
Il Governo Berlusconi ha lanciato un'aggressione senza precedenti nei confronti della stampa libera e del diritto di critica. Non passa giorno, ormai, senza che il Presidente del Consiglio, gli esponenti della sua maggioranza o i quotidiani di proprietà della sua famiglia attacchino frontalmente ogni voce critica, ricorrendo sempre più spesso alla minaccia quale strumento per costringere i giornalisti liberi al silenzio. E' per questa ragione che, all'indomani dell'appello per la libertà di stampa firmato da Cordero, Rodotà e Zagrebelsky e a poche ore dalla manifestazione di Roma organizzata e promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, crediamo sia giusto manifestare anche a Bruxelles, sede delle istituzioni europee che Berlusconi vorrebbe ridurre al silenzio.L'allarme democratico che vive l'Italia richiede l'impegno e la mobilitazione di tutti noi italiani residenti in Belgio: giornalisti, professionisti, studenti, pensionati, associazioni e partiti tutti impegnati a portare sostegno alla manifestazione di Roma del 19 settembre.
L'appuntamento per gli italiani del Belgio è per venerdì 18 settembre, alle ore 12, a Place Schuman (nell'area compresa tra il Consiglio e la Commissione).
Cosa puoi fare per aiutare la causa della libertà di stampa? Invia il volantino che trovi qui allegato a tutti i tuoi amici, conoscenti, colleghi e parenti. Spargi la voce tra gli amici o nei locali che frequenti abitualmente. Stampa qualche copia del volantino e portala sempre con te, in modo da distribuirla nel corso della giornata, man mano che incontri i tuoi colleghi, gli amici, i conoscenti. Aderisci su Facebook al gruppo che abbiamo creato in vista della manifestazione di Bruxelles del 18 e invita i tuoi amici a fare lo stesso.
Il successo della manifestazione dipende soprattutto da te.
A presto, i coordinatori della manifestazione
Las mujeres italianas y la marcha por la libertad de expresión
La manifestazione per la libertà di stampa in Italia del prossimo 19 settembre sta interessando anche numerose reti europee e internazionali di giornaliste. Pubblichiamo l'intervista realizzata da Sandra Chaher, argentina, direttrice di Artemisa Noticias, alla direttrice di Women in the city Nella Condorelli, e diffusa dalla Red de Periodistas con Vision de genero alla stampa femminile indipendente e no delle Americhe. (versione orginale in castigliano, traduzione a cura della redazione di women in the city)Sandra Chaher. Come si chiama la manifestazione per la libertà di stampa prevista a Roma il prossimo 19 settembre? (¿Cuál es el nombre de la marcha que harán el 19 de septiembre?)
Nella Condorelli. La manifestazione per la libertà di stampa che si terrà a Roma sabato 19 settembre si chiama “No all’informazione al guinzaglio”, è stata lanciata dalla Federazione Nazionale della Stampa con alcune associazioni e l’adesione dei partiti all’opposizione del governo Berlusconi, ed è stata promossa soprattutto in difesa dell'articolo 21 della Costituzione, che sancisce “il diritto dei cittadini di esprimere la propria opinione mediante scritto, parola o altro mezzo di diffusione”.
S.C. Perché una manifestazione in nome della libertà di stampa? Puoi descriverci qual è il panorama dei media oggi in Italia? (¿Por qué una marcha en nombre de la libertad de expresión? Por favor cuéntanos cuál es el panorama de los medios de la Italia actual)
N.C. Per capire bene lo stato dell’informazione italiana, e quello che ha reso necessaria la manifestazione di sabato 19, bisogna considerare due aspetti. Uno generale, che si riscontra nella condizione attuale dell’informazione mondiale, stretta tra gli interessi dei gruppi economici sempre meno disposti ad investire anche sulle risorse umane a garanzia di un’informazione libera e plurale, e quelli del sistema politico che la vorrebbe utilizzare solo come veicolatrice di consenso. Tutto questo, in un’era, quella della società della comunicazione, che rende interdipendenti i destini di tutti e di ciascuno. Poi, c’è l’ aspetto particolare, quello che rende così unico e specifico il “ caso italiano”: il suo fattore centrale è nel conflitto d’interesse del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che arriva alla politica da imprenditore dell’informazione, e costruisce un partito con il quale scende in campo, continuando a gestire le sue imprese di comunicazione. Anzi, edifica e consolida il suo sistema imprenditoriale, che diventerà un vero e proprio impero economico che spazia dalle televisioni alla carta stampata alla pubblicità all’editoria, proprio mentre fa politica. Grazie alla politica. Tutto questo, senza porsi il problema delle regole democratiche da rispettare, perché se è indubbio che l’utilizzo delle televisioni come piazza politica virtuale ha cambiato le regole generali del gioco, al posto del comizio per esempio c‘è l’intervento televisivo, e altrettanto indubbio che se uno dei giocatori possiede la piazza non c’è e non ci può essere confronto… La ricaduta sugli utenti è gravissima: cancellato dal modello-messaggio a senso unico, lo spazio dell’informazione plurale, quindi del confronto e della riflessione si è progressivamente rarefatto, sino ad annullare il diritto di informare e di essere informati. Alla fine, il monstrum che viene fuori è quello del telespettatore votante che non si raccapezza più nella parola cittadinanza. In una “democrazia giovane” come quella italiana la conseguenza può essere addirittura letale, per le regole democratiche. Non ci dimentichiamo che la Repubblica italiana ha poco più di sessantanni, ed è venuta fuori dal sacrificio delle donne e degli uomini della Resistenza contro la dittatura fascista che quando si impose, dopo la Marcia su Roma del 1922, cominciò come primo atto ad esercitare la censura e a perseguitare giornali e giornalisti sino a mettere fuorilegge chiunque contestava, trasformando l’informazione in propaganda. Il pericolo odierno è ancora più grave perchè il potere esercitato dispoticamente attraversi la televisione è assolutamente invasivo, non conosce confini, e può sconvolgere qualsiasi assetto democratico. Nel suo comunicato di lancio per la manifestazione di sabato 19 settembre, “L'informazione non si farà mettere il guinzaglio”, la FSNI ha invitato giornalisti e giornaliste italiane, il mondo del lavoro e la società civile a scendere in piazza proprio “per scongiurare questo pericolo”.
S.C. Qual è la situazione delle donne italiane in relazione ai media, sia per quanto riguarda l’immagine femminile nelle notizie che rispetto al ruolo delle giornaliste nella produzione di informazione? (¿Cuál es la situación de las mujeres en relación a los medios de comunicación: tanto por la forma en que aparecemos en las noticias como por la participación que tenemos en la producción de la información?)
N.C. Rispetto al primo punto, la questione dell’immagine delle donne nei media italiani, a me pare che sia evidente innanzittutto l’intreccio con lo scenario che ho appena sommariamente decritto. C’è da sottolineare, infatti, che le prime televisioni di Berlusconi, a partire dalla metà degli anni Ottanta, fecero dell’utilizzo più sguaiato del corpo femminile il proprio baricentro. In un Paese dove c’era stato un forte movimento politico delle donne, - tanto legato ai partiti storici come Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Socialista, Partiti laici quanto espressione del neofemminismo anni Settanta -, l’effetto fu devastante. Tanto più che proprio in quegli anni il movimento decideva di ritirarsi dalla piazza, e di lavorare capillarmente nel sociale. Le donne italiane avevano conquistato importanti leggi per l’autonomia e la libertà femminile, penso alla riforma del Diritto di famiglia, alla parità salariale, alla 194 sull’interruzione di gravidanza, alla legge di iniziativa popolare sulla violenza sessuale, e proiettavano un’immagine di se consapevole. Per le ventenni dei primi anni Novanta, si trattava di vivere con orgoglio, bene e allo stesso momento, “le Tre M”, essere Madri, Mogli e Manager. Una ricerca dell’’epoca, fatta dall’antropologa Gioia Di Cristofaro Longo all’università La Sapienza di Roma, mette ben in luce il sentimento delle studentesse universitarie di quel post femminismo anni Novanta… L’arrivo del modello televisivo berlusconiano del corpo femminile commerciale, tozzo di muta carne nuda, “merce” tutta circoscritta a tette e natiche sempre più scoperte e più enormi, abbinata a trasmissioni che hanno cominciato a distribuire soldi come macchinette dei casinò, ha stravolto nell’opinione pubblica la relazione tra realtà e irrealtà. Per la gente italiana, uomini e donne, cresciuta in un viluppo fatto di conformismo di matrice cattolica e memorie mediterranee ancestrali profane, non c’è stata quasi via d’uscita: la nudità femminile, sempre più mostruosa, ha catturato l’immaginario collettivo, è stata la chiave per fare passare tutto il resto. Al modello delle donne nude senza parola veniva sempre più opposto infatti un modello maschile vincente, circoscritto in sostanza nel modello dello stesso imprenditore-politico, patriarca-padrone, che tutto può. Era nato il nuovo patriarcato mediatico. Questo ha determinato la progressiva scomparsa del femminile plurale dalle televisioni italiane, visto che anche quella di servizio pubblico, la Rai, per giochi di potere, politici e commerciali, si è allineata, che i partiti maschili tutti nessuno escluso hanno sottovalutato nel migliore dei casi il problema, e le donne stesse si sono divise, impantanate nella definizione di “ modernità”. Oggi il risultato è che nell’informazione siamo completamente invisibili, che in tv esistiamo solo come vallette d qualcuno, che anche le donne in politica o nelle competizioni elettorali non trovano spazio. Delle questioni politiche che riguardano l’uguaglianza e la parità, del protagonismo femminile nella socoetà, non c’è alcuna traccia nell’informazione, il punto di vista di genere è considerato roba per sfigate, e neanche le regole esistenti o le convenzioni firmate nelle sedi internazionali vengono applicate. Quindi, anche se c’è dibattito tra le femministe sulla partecipazione a questa manifestazione, che in generale sembra non portare il segno della Differenza, io penso che assolutamente necessario esserci proprio per non ammantare di definitivo silenzio la questione donne e informazione nel mio Paese. Rispetto alla condizione delle donne giornaliste, essa non si discosta dalla situazione generale. Il tetto di cristallo in Italia non lo vedi proprio, le giornaliste sono numerosissime soprattutto ai livelli dove non si decide niente. Il loro salario è inferiore a quello dei colleghi, e la disoccupazione colpisce in maniera massiccia proprio il femminile.
S.C. Qual è la condizione delle donne italiane in generale? (¿Cuál es la situación de las mujeres italianas en general?)
N.C. Le donne italiane viviamo una condizione di grande precarietà, esprimendo contemporaneamente nel sociale una grande forza. Siamo le penultime tra i paesi europei in quanto ad occupazione, le statistiche ufficiali dicono l’attuale crisi economica ha colpito soprattutto le donne, che l’aumento di povertà riguarda soprattutto i nuclei familiari composti da una madre con figli, che la condizione delle immigrate si inasprisce sempre più, che la violenza domestica cresce, che la rappresentanza politica femminile descresce, mentre diminuiscono i diritti. Lavoriamo moltissimo; le nostre ore lavoro quotidiane superano la media europea, abbiamo a carico il lavoro in casa e quello fuori casa senza che questo costituisca un serio motivo di intervento da parte del governo Berlusconi. Che, nel migliore dei casi, parla di “incentivi alle famiglie” e cancella il soggetto donna-cittadina come destinataria di politiche specifiche. L’invisibilità mediatica fa il resto, e le donne indietreggiano sempre più. Eppure, le donne italiane siamo una forza nella società, settori come la ricerca scientifica, la piccola imprenditoria, il terzo settore, si reggono sulla forza lavoro e sul contributo femminile, è ancora su questo che si può misurare la democrazia imperfetta del mio Paese.
S.C. Nella tua mail alla rete internazionale dici che “Berlusconi vuole zittire ogni critica sulla sua condotta privata”. In che modo si articola questa censura verso le voci dell’opposizione? Sono molte, queste voci? (En el mail a la red internacional, decías que "Berlusconi quiere silenciar cualquier crítica sobre su conduca personal". ¿De qué forma está intentando callar a las voces opositoras? ¿Son muchas estas voces?)
N.C. Certamente, la questione della condotta privata di Berlusconi è una questione cruciale del “cos’è e come si interpreta” la democrazia. Berlusconi non è un uomo qualunque, è il capo del Governo italiano, a e la sua visione del mondo, delle donne, della famiglia, delle relazioni uomo – donna, ispira certamente la sua politica. In questo senso, la sua condotta riflette la sua responsabilità pubblica. Nessuno stato si può permettere comportamenti così impunemente machisti da parte di un proprio capo di governo. Non dimentichiamo che la prima denuncia sulle sue frequentazioni indecenti ed irrispettose è venuta mesi fa proprio da sua moglie, Veronica Lario. In qualunque paese democratico, l’informazione fa la sua parte, cioè informa i cittadini su ciò che sta avvenendo. Invece Berlusconi ha risposto attaccando l’autonomia della stampa, con una serie di azioni che vanno ad affiancarsi a precedenti procedimenti legislativi mirati a limitare la libertà e il lavoro dei giornalisti. Come dice la FSNI, volti a depotenziare “la funzione costituzionalmente garantita” di informare ed essere informati. Nei fatti, la necessità di scendere in piazza per ribadire la libertà del giornalismo si è manifestata dopo la decisione del presidente del Consiglio di querelare il quotidiano La Repubblica e il Gruppo Editoriale L'Espresso per aver pubblicato 10 domande relative ai recenti scandali che lo hanno coinvolto. Lui ha tirato dritto, citando per danni anche il quotidiano l'Unità, per un totale di due milioni di euro, e in particolare la direttrice Concita De Gregorio e quattro giornaliste che avevano scritto articoli sulla vicenda delle escort e lo scandalo sessuale che lo vede coinvolto. Ci sono state polemiche anche sul documentario Videocrazy, che ricostruisce la crescita delle sue televisioni Mediaset e del sistema televisivo italiano, che nessuno ha voluto mettere in onda, Rai compresa. Nello stesso periodo è esplosa la vicenda che ha portato alle dimissioni del direttore de l’Avvenire, il quotidiano della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, sbattuto in prima pagina dai giornale della famiglia Berlusconi come “noto omosessuale” e per giunta molesto: una vera e propria rappresaglia che aveva l’ obiettivo di impaurire tutta l’informazione e ridurre al silenzio. Come si vede, c’è di che di che manifestare, e l’opinione pubblica è consapevole, l’appello lanciato via internet dal quotidiano La Repubblica ha raccolto in poche settimane quasi quattrocentomila adesioni. Penso che in piazza saremo tantissime e tantissimi.
Gli Invisibili del Tg: perché saremo alla manifestazione
Dare la “voce”, mostrare, è uno strumento di potere e può essere usato per affermare un dominio. E un tg tanto è più ricco di voci tanto più è rispettoso della complessità della società di cui è al servizio. Ridurre le voci , ridurre la visibilità dei soggetti sociali significa mettersi al servizio solo di alcuni, di una parte, di qualcuno. Non si è più servizio pubblico. Prevale una concezione proprietaria del tg.
Privare chi guarda il tg di notizie su quanto a

