In questi giorni gli italiani stanno vivendo il più grave attacco che si ricordi ai fondamenti democratici della nazione: una pesantissima campagna contro l’informazione e la stampa ‘non di regime’ da parte del Presidente del Consiglio.
Dopo i famosi ‘decreti bulgari’ di qualche anno fa, quando epurò dalla RAI vari giornalisti prestigiosi che avevano cominciato ad alzare la voce contro la sua deriva fuorilegge, Berlusconi oggi colpisce duro tutta la stampa che non controlla e che osa questionare e stigmatizzare il suo inqualificabile profilo etico e politico e le sue sventure giudiziarie. Non risponde alle domande scomode legittimamente poste da vari quotidiani nazionali e stranieri, denuncia chi gli fa queste domande, intimidisce i testimoni, orchestra infami campagne di discredito contro i direttori dei giornali che pubblicano queste notizie, e – grazie al controllo assoluto del settore della pubblicità – minaccia di strozzare i giornali ‘nemici’.
Ma l’anomalia italiana non finisce qui: padrone di tre reti televisive (private) e controllore assoluto di almeno altre due (pubbliche), le notizie sulle sue disavventure spariscono dalla vita quotidiana degli italiani, che per sapere quello che sta succedendo in Italia devono collegarsi a canali e siti stranieri, mentre i telegiornali dei vari Minzolini, Fede, Liguori, eccetera, dipingono un’immagine dell’Italia completamente diversa dalla realtà: milioni di disoccupati e di precari a vita, un presidente del consiglio che intanto va a puttane e fa affari con i dittatori, un’ostilità crescente – e montata ad arte – contro gli stranieri e le minoranze, sanità e università pubblica allo sfascio, perfino nello sport facciamo schifo.
La sua maggioranza di governo non è da meno: l’aitante maggioranza del “partito della libertà” minaccia continuamente – ci prova e spesso anche ci riesce – a mettere il bavaglio a Internet, alle inchieste giudiziarie, ai reparti antimafia, ai docenti e ai medici laici… In qualsiasi altro paese Europeo davvero democratico, tutto ciò non sarebbe ne’ possibile ne’ tollerato.
Oltre che soffocare ogni voce critica, queste ‘prove di fascismo’ stanno incidendo profondamente nella stessa qualità morale e culturale della vita italiana: milioni di teledipendenti che vedono solo reality show e programmi spazzatura, che non sanno niente di quello che succede dentro e fuori dell’Italia, che come unico giornalista conoscono il mastino del regime Bruno Vespa, che pur dichiarandosi cattolici e ‘per bene’ non esitano a prendersela con i più deboli e a chiudere un occhio se a avere a che fare con prostituzione, droga, divorzi e scandali è il Grande Pappone.
A questi italiani diciamo: SVEGLIATEVI! Esigete un paese giusto, onesto, trasparente. Un’informazione libera, professionale e pluralista. Un governo rispettoso dei principi fondamentali della democrazia, impegnato a risolvere i problemi degli italiani e non i pasticci del capo.
L’associazione AltraItalia vuole contribuire al risveglio da questo incubo nazionale, e restituire dignità democratica al nostro paese. Per questo, appoggiamo da Barcellona le rivendicazioni della Federazione Nazionale della Stampa Italiana nella grande manifestazione nazionale del 3 Ottobre a Roma, e organizziamo in simultanea nella nostra città un PRESIDIO DEMOCRATICO PER LA LIBERA INFORMAZIONE
Sabato 3 Ottobre, h. 10.00-14.00 in Portal de l’Àngel (Plaça Catalunya, a destra del Corte Inglés) a Barcellona.
Italiani di Barcellona, turisti, compagni catalani: venite numerosi!
Associazione culturale AltraItalia - Movimento per la Sinistra, Barcellona
@: mpsbarcelona@gmail.com
www: http://mpsbarcelona.blogspot.com
Facebook: Movimento per la Sinistra – Barcelona
domenica 27 settembre 2009
FNSI, INIZIATIVA A PALERMO PRIMA DI MANIFESTAZIONE 3 OTTOBRE
In preparazione della manifestazione di sabato 3 ottobre a piazza del Popolo a Roma: 'Informazione, no al guinzaglio. Diritto di sapere, dovere di informare', la Fnsi e le associazioni aderenti organizzano iniziative in molte zone del Paese. Venerdì è stata la volta di Palermo dove l'Associazione di stampa siciliana, assieme all'Ordine regionale, ad Articolo21, al Centro studi Pio La Torre e all'Osservatorio Fnsi-Odg 'Ossigeno' sui cronisti sotto scorta, hanno organizzato all'Auditorium Rai del capoluogo regionale un convegno dal titolo: 'Intercettazioni, liberta' di stampa, diritti costituzionali'. All'iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, il portavoce di Articolo21, Beppe Giulietti, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, e il componente del Consiglio superiore della magistratura, Livio Pepino.
LIBERTA’ DI INFORMAZIONE, ARIA PULITA DELLA DEMOCRAZIA, PERCHE’ IL SI DI PUNTOEACAPO
La libertà di informazione è una libertà vitale della società civile. E' l'aria pulita della democrazia. Puntoeacapo scende in piazza, sabato 3 ottobre a Roma, per difendere il diritto e il dovere dei giornalisti di informare correttamente, senza soggiacere a poteri, interessi, censure.
Un impegno, quello di Puntoeacapo, che non è solo di questi giorni. Sempre, come componente del sindacato unitario dei giornalisti, Puntoeacapo ha scelto come bussola della sua attività e del suo programma la qualità del lavoro, il diritto di cronaca e la difesa dell’autonomia, non solo dall'arroganza del potere politico e dagli interessi sempre più complessi di proprietà sempre più "impure", ma anche dal progressivo smantellamento delle tutele della nostra professione.
Un diritto-dovere, quello dei giornalisti, che è speculare al diritto dei cittadini a una completa e corretta informazione.
E' ora che il sindacato recuperi un ruolo nella difesa della libertà di stampa. Prendendosi anche le sue responsabilità: il via libera indiscriminato agli stati di crisi nasce da un "patto" scellerato con gli editori, e da un rinnovo del contratto nazionale che consente il ridimensionamento brutale delle redazioni, dell'occupazione, degli spazi di professionalità, e che sta mettendo a repentaglio anche il nostro sistema previdenziale.
E' ora che il sindacato svolga un ruolo da protagonista, non solo nella difesa delle regole e nell'opposizione a leggi-bavaglio, ma anche facendosi carico di una riflessione che punti a recuperare un sistema di garanzie che tuteli i giornalisti con la "schiena dritta".
E’ ora che si recuperi un rapporto di stretta collaborazione con l'Ordine dei giornalisti, nella difesa, senza tentennamenti, del rispetto della deontologia professionale.
E' ora che si chieda al Parlamento di promuovere leggi che tutelino gli editori puri, in grado di rilanciare un giornalismo che non registri solo il rumore della politica, ma che recuperi la funzione di servizio della nostra professione.
I giornalisti possono e devono alzare la voce: perché la manifestazione di un giorno non sia solo una vetrina, ma la tappa di un faticoso e lungo percorso di libertà.
Un impegno, quello di Puntoeacapo, che non è solo di questi giorni. Sempre, come componente del sindacato unitario dei giornalisti, Puntoeacapo ha scelto come bussola della sua attività e del suo programma la qualità del lavoro, il diritto di cronaca e la difesa dell’autonomia, non solo dall'arroganza del potere politico e dagli interessi sempre più complessi di proprietà sempre più "impure", ma anche dal progressivo smantellamento delle tutele della nostra professione.
Un diritto-dovere, quello dei giornalisti, che è speculare al diritto dei cittadini a una completa e corretta informazione.
E' ora che il sindacato recuperi un ruolo nella difesa della libertà di stampa. Prendendosi anche le sue responsabilità: il via libera indiscriminato agli stati di crisi nasce da un "patto" scellerato con gli editori, e da un rinnovo del contratto nazionale che consente il ridimensionamento brutale delle redazioni, dell'occupazione, degli spazi di professionalità, e che sta mettendo a repentaglio anche il nostro sistema previdenziale.
E' ora che il sindacato svolga un ruolo da protagonista, non solo nella difesa delle regole e nell'opposizione a leggi-bavaglio, ma anche facendosi carico di una riflessione che punti a recuperare un sistema di garanzie che tuteli i giornalisti con la "schiena dritta".
E’ ora che si recuperi un rapporto di stretta collaborazione con l'Ordine dei giornalisti, nella difesa, senza tentennamenti, del rispetto della deontologia professionale.
E' ora che si chieda al Parlamento di promuovere leggi che tutelino gli editori puri, in grado di rilanciare un giornalismo che non registri solo il rumore della politica, ma che recuperi la funzione di servizio della nostra professione.
I giornalisti possono e devono alzare la voce: perché la manifestazione di un giorno non sia solo una vetrina, ma la tappa di un faticoso e lungo percorso di libertà.
Mediaclub Germania: più indipendenza
MediaClub Germania e.V
Verein italienischer Journalisten in Deutschland
Associazione dei giornalisti italiani in Germania
Info@mediaclub-germania.de
Il MediaClub Germania, l‘associazione degli operatori dell’informazione di origine italiana in Germania, si associa alla giornata proclamata dalla FNSI per il 3 ottobre 2009 in difesa delle libertà di stampa e ne condivide gli intenti.
Da anni il MediaClub Germania si impegna attraverso varie iniziative e attività a valorizzare il ruolo e la professionalità dei giornalisti italiani e di origine italiana in Germania e in Europa.
Mai come in questo momento politico in Italia l’uso strumentale dei servizi d’ informazione pubblici, le crescenti intimidazioni alle testate e ai singoli giornalisti, i tentativi di limitare la libertà di stampa attraverso provvedimenti legislativi e il perdurare da anni di una inconcepibile concentrazione di potere mediatico e potere politico nelle mani di una singola persona hanno danneggiato l’immagine della nostra comunità all’estero e e vanificato il nostro impegno di giornalisti.
Il MediaClub Germania oltre a respingere le minacce alla libertà di stampa auspica una maggiore responsabilità e una maggiore indipendenza del giornalismo italiano dal potere politico e economico. Un auspicio che rivolgiamo in particolare alla Rai come servizio pubblico, che non solo da oggi, è considerata dal potere politico un proprio strumento. Alla Rai e non solo ad essa chiediamo inoltre di rafforzare la sua funzione informativa tenendo conto di quei milioni di cittadini che nonostante siano sparsi in Europa e nel mondo continuano e vogliono restare italiani.
Il presidente
Renzo Brizzi
Verein italienischer Journalisten in Deutschland
Associazione dei giornalisti italiani in Germania
Info@mediaclub-germania.de
Il MediaClub Germania, l‘associazione degli operatori dell’informazione di origine italiana in Germania, si associa alla giornata proclamata dalla FNSI per il 3 ottobre 2009 in difesa delle libertà di stampa e ne condivide gli intenti.
Da anni il MediaClub Germania si impegna attraverso varie iniziative e attività a valorizzare il ruolo e la professionalità dei giornalisti italiani e di origine italiana in Germania e in Europa.
Mai come in questo momento politico in Italia l’uso strumentale dei servizi d’ informazione pubblici, le crescenti intimidazioni alle testate e ai singoli giornalisti, i tentativi di limitare la libertà di stampa attraverso provvedimenti legislativi e il perdurare da anni di una inconcepibile concentrazione di potere mediatico e potere politico nelle mani di una singola persona hanno danneggiato l’immagine della nostra comunità all’estero e e vanificato il nostro impegno di giornalisti.
Il MediaClub Germania oltre a respingere le minacce alla libertà di stampa auspica una maggiore responsabilità e una maggiore indipendenza del giornalismo italiano dal potere politico e economico. Un auspicio che rivolgiamo in particolare alla Rai come servizio pubblico, che non solo da oggi, è considerata dal potere politico un proprio strumento. Alla Rai e non solo ad essa chiediamo inoltre di rafforzare la sua funzione informativa tenendo conto di quei milioni di cittadini che nonostante siano sparsi in Europa e nel mondo continuano e vogliono restare italiani.
Il presidente
Renzo Brizzi
Adesioni dalla Germania
Libertà di informazione. Un diritto imprescindibile!
Noi giornalisti italiani che viviamo e operiamo in Germania aderiamo all' iniziativa per la libertà d’informazione promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, in programma sabato 3 ottobre 2009 a Roma.
Seguono firme:
Luciana Mella - Düsseldorf, Germania
Angela Sinesi - Colonia, Germania
Cristina Giordano - Colonia, Germania
Giuseppe Guglielmi - Neustadt, Germania
Federico Hermanin - Francoforte, Germania
Michele Santoriello - Heppenheim, Germania
Noi giornalisti italiani che viviamo e operiamo in Germania aderiamo all' iniziativa per la libertà d’informazione promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, in programma sabato 3 ottobre 2009 a Roma.
Seguono firme:
Luciana Mella - Düsseldorf, Germania
Angela Sinesi - Colonia, Germania
Cristina Giordano - Colonia, Germania
Giuseppe Guglielmi - Neustadt, Germania
Federico Hermanin - Francoforte, Germania
Michele Santoriello - Heppenheim, Germania
Frascati a sinistra e in piazza
Il direttivo dell'associazione politico-culturale "Frascati a Sinistra" ha deliberato all'unanimità la nostra adesione all'iniziativa per la libertà dell'informazione, promossa dalla Fnsi in piazza del Popolo a Roma
Gli osservatori indipendenti internazionali segnalano con preoccupazione la retrocessione dell'Italia nelle graduatorie della libertà di stampa, precipitata nell'area dei Paesi dove l'informazione non è completamente libera: in tutti i Paesi di democrazia avanzata, a chi governa non è consentito di controllare, censurare, dileggiare la stampa nell'esercizio del suo dovere democratico di controllo del potere. Contrariamente a ciò che purtroppo accade sempre più di frequente in Italia.
Lo smantellamento, in atto da anni, delle norme faticosamente conquistate nel tempo a garanzia dei diritti dei lavoratori si fa sentire anche nel mondo dell'informazione: sono sempre di più i giornalisti, per lo più giovani, senza coperture contrattuali e normative, pagati pochi euro - anche con mesi di ritardo - per ogni pezzo "generosamente" pubblicato a esclusiva discrezione di editori poco interessati alla qualità dei contenuti e al lavoro di inchiesta, anche "scomodo".
Difendere la libertà di informazione vuol dire difendere principi fondanti della nostra democrazia, come il diritto di espressione sancito dall'articolo 21 della Costituzione e la sovranità popolare, garantita dall'articolo 1 ma messa a serio rischio se a chi fa informazione, a qualunque livello e in qualunque settore, non sono assicurati l'autonomia e
il rispetto necessari per informare correttamente e permettere, quindi, ai cittadini di formarsi un'opinione avendo il quadro completo e corretto dei fatti.
E' per questo che anche "Frascati a Sinistra" sarà sabato in piazza con la Federazione della stampa e tanti cittadini, singoli e associati.
Il Presidente
Massimo Marciano
-- Associazione Politica Frascati a Sinistra
Via del Mercato, 18 - 00044 Frascati (Roma)http://www.frascatiasinistra.it
info@frascatiasinistra.it
Gli osservatori indipendenti internazionali segnalano con preoccupazione la retrocessione dell'Italia nelle graduatorie della libertà di stampa, precipitata nell'area dei Paesi dove l'informazione non è completamente libera: in tutti i Paesi di democrazia avanzata, a chi governa non è consentito di controllare, censurare, dileggiare la stampa nell'esercizio del suo dovere democratico di controllo del potere. Contrariamente a ciò che purtroppo accade sempre più di frequente in Italia.
Lo smantellamento, in atto da anni, delle norme faticosamente conquistate nel tempo a garanzia dei diritti dei lavoratori si fa sentire anche nel mondo dell'informazione: sono sempre di più i giornalisti, per lo più giovani, senza coperture contrattuali e normative, pagati pochi euro - anche con mesi di ritardo - per ogni pezzo "generosamente" pubblicato a esclusiva discrezione di editori poco interessati alla qualità dei contenuti e al lavoro di inchiesta, anche "scomodo".
Difendere la libertà di informazione vuol dire difendere principi fondanti della nostra democrazia, come il diritto di espressione sancito dall'articolo 21 della Costituzione e la sovranità popolare, garantita dall'articolo 1 ma messa a serio rischio se a chi fa informazione, a qualunque livello e in qualunque settore, non sono assicurati l'autonomia e
il rispetto necessari per informare correttamente e permettere, quindi, ai cittadini di formarsi un'opinione avendo il quadro completo e corretto dei fatti.
E' per questo che anche "Frascati a Sinistra" sarà sabato in piazza con la Federazione della stampa e tanti cittadini, singoli e associati.
Il Presidente
Massimo Marciano
-- Associazione Politica Frascati a Sinistra
Via del Mercato, 18 - 00044 Frascati (Roma)http://www.frascatiasinistra.it
info@frascatiasinistra.it
Giunta Fnsi conferma manifestazione 3 ottobre e tiene aperte le adesioni
“La Giunta Esecutiva della Federazione della Stampa Italiana, riunita oggi a Roma, ha confermato la manifestazione per la libertà di informazione, per una stampa che non vuol farsi mettere il guinzaglio da nessuno, che si terrà a Roma il 3 ottobre prossimo, in Piazza del Popolo, con inizio alle 15.30.
La manifestazione è aperta a tutti i cittadini e, per questo, la Fnsi ha rivolto un invito ad aderire soprattutto alle forze sociali, sindacali, associative del Paese. Come è noto alcune grosse realtà associative sindacali, come Acli, Arci, Cgil, Articolo 21, Libertà e Giustizia, Associazioni di precari, decine di gruppi e movimenti a base territoriale e nazionale, si sono già impegnate nel sostegno
dell’iniziativa. Le adesioni continuano ad arrivare numerose, anche dopo il rinvio della data del 3 ottobre (originariamente prevista per il 19 settembre u.s.) per rispettare e partecipare al dolore della tragedia che ha colpito l’Italia con l’attentato terroristico di Kabul, che ha causato la morte di sei soldati, il ferimento di quattro e l’uccisione di decine e decine di civili afgani.
Il dibattito della Giunta Esecutiva ha anche confermato le linee guida della manifestazione che avrà una forte impronta di carattere civico e costituzionale sui temi dell’informazione.
Le adesioni restano aperte. Possono essere inviate via email alla Federazione
della Stampa (che ha aperto sul suo sito, www.fnsi.it, un blog per la
manifestazione) ai seguenti indirizzi: segreteria.fnsi@fnsi.it e infofnsi@tin.it o
ai fax: 06-6896896 oppure 06-6871444”.
La manifestazione è aperta a tutti i cittadini e, per questo, la Fnsi ha rivolto un invito ad aderire soprattutto alle forze sociali, sindacali, associative del Paese. Come è noto alcune grosse realtà associative sindacali, come Acli, Arci, Cgil, Articolo 21, Libertà e Giustizia, Associazioni di precari, decine di gruppi e movimenti a base territoriale e nazionale, si sono già impegnate nel sostegno
dell’iniziativa. Le adesioni continuano ad arrivare numerose, anche dopo il rinvio della data del 3 ottobre (originariamente prevista per il 19 settembre u.s.) per rispettare e partecipare al dolore della tragedia che ha colpito l’Italia con l’attentato terroristico di Kabul, che ha causato la morte di sei soldati, il ferimento di quattro e l’uccisione di decine e decine di civili afgani.
Il dibattito della Giunta Esecutiva ha anche confermato le linee guida della manifestazione che avrà una forte impronta di carattere civico e costituzionale sui temi dell’informazione.
Le adesioni restano aperte. Possono essere inviate via email alla Federazione
della Stampa (che ha aperto sul suo sito, www.fnsi.it, un blog per la
manifestazione) ai seguenti indirizzi: segreteria.fnsi@fnsi.it e infofnsi@tin.it o
ai fax: 06-6896896 oppure 06-6871444”.
ODG ADERISCE A MANIFESTAZIONE 3 OTTOBRE
(ANSA) - ROMA, 22 SET - ''Tutelare il diritto dei giornalisti ainformare e criticare'': per questo, si legge in una nota, l'Ordine dei giornalisti aderisce alla manifestazione per laliberta' di stampa. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti aderisce alla manifestazione promossa dalla Fnsi per sabato 3 ottobre inpiazza del Popolo a Roma e invita alla piu' ampia partecipazione. Da troppo tempo i giornalisti, dicono, sono sottoposti a pesanti attacchi da parte del potere politico persino con termini come 'delinquenti e farabutti'. ''Il clima che si sta creando, si legge ancora nella nota, tende a condizionare il loro diritto-dovere di informare e criticare''. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti insiste perche' il Presidente del Consiglio e tutti gli esponenti politici ritirino le iniziative giudiziarie nei confronti di organi di stampa e giornalisti, nella consapevolezza che la funzione di critica e di controllo dei mass media e' un bene prezioso delle societa' democratiche. ''Ricorrere ai tribunali soprattutto in procedimenti civili chiedendo risarcimenti per milioni di euro si configura oggettivamente come un tentativo di intimidazione e di ricatto morale da parte di chi e' titolare di un potere tanto piu' influente quanto piu' si sale nella gerarchia istituzionale. Nel richiamare la legge istitutiva dell'Ordine che sancisce 'il diritto insopprimibile' alla liberta' di informazione e di critica, il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti - conclude la nota - e' a fianco dei colleghi nella difesa di questo diritto costituzionale''.
LIBERALDEMOCRATICI UE, BATTAGLIA PER LEGALITA'
BRUXELLES, 21 SET - Pieno appoggio alla manifestazione per la liberta' di stampa, prevista il 3 ottobre a Roma, e' stato espresso in una nota dal presidentedell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa (ALDE),l'ex premier belga Guy Verhofstadt. ''Insieme ai colleghi parlamentari dell'Italia dei Valori -ha detto Verhofstadt - mi impegnero' a condurre in Europa una convinta battaglia per la legalita' e il diritto ad un'informazione libera''. Verhofstadt e' stato il promotore della richiesta di discutere al Parlamento europeo la condizione della liberta' di informazione in Italia. Una richiesta accolta giovedi' scorso dalla conferenza dei capigruppo che ha messo il dibattito in calendario per il 7 ottobre prossimo. Per il 21 ottobre, a Strasburgo, e' invece prevista la votazione di una risoluzione sul tema. (Ansa)
Masci (adulti scout cattolici) in piazza il 3
"Il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, in coerenza con i propri obiettivi, espressi dal Patto Comunitario, e nel rispetto delle autonome, plurali e libere scelte dei propri membri, condivide l’opportunità di ribadire che la libertà di stampa e l’informazione indipendente costituiscono elementi irrinunciabili per la democrazia, quale sancita dalla Costituzione repubblicana, e per la libera e leale manifestazione delle opinioni.
Il Consiglio Nazionale MASCI, riunito in data 20.IX.09 ad Orbetello, in autonomia e in coerenza con quello che vuole essere il suo modo di porsi nella società, aderisce alla manifestazione nazionale per la libertà di stampa, indetta dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa) ed altre associazioni per il prossimo 3 ottobre, secondo lo spirito di chi non è “CONTRO” ma sempre “A FAVORE DEI VALORI IRRINUNCIABILI”, in questo caso a favore delle libertà di informazione e della responsabilità nell’informazione che consideriamo fondanti la democrazia."
Il Consiglio Nazionale MASCI, riunito in data 20.IX.09 ad Orbetello, in autonomia e in coerenza con quello che vuole essere il suo modo di porsi nella società, aderisce alla manifestazione nazionale per la libertà di stampa, indetta dalla FNSI (Federazione Nazionale della Stampa) ed altre associazioni per il prossimo 3 ottobre, secondo lo spirito di chi non è “CONTRO” ma sempre “A FAVORE DEI VALORI IRRINUNCIABILI”, in questo caso a favore delle libertà di informazione e della responsabilità nell’informazione che consideriamo fondanti la democrazia."
Rete28Aprile in piazza
La Rete28Aprile aderisce alla manifestazione indetta dalla Federazione nazionale della stampa.
L'attacco del Governo alla libertà di stampa e al diritto di informazione è gravissimo e intollerabile, perché mette seriamente in discussione uno dei più elementari diritti sanciti dalla Costituzione.
È evidente, d’altra parte, che l ’attacco alla libertà di stampa va di pari passo con la cancellazione dei diritti e della visibilità di chi lavora e di chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro.
Per questo, invitiamo tutte e tutti a essere in piazza a Roma.
Rete28Aprile
L'attacco del Governo alla libertà di stampa e al diritto di informazione è gravissimo e intollerabile, perché mette seriamente in discussione uno dei più elementari diritti sanciti dalla Costituzione.
È evidente, d’altra parte, che l ’attacco alla libertà di stampa va di pari passo con la cancellazione dei diritti e della visibilità di chi lavora e di chi lotta per difendere il proprio posto di lavoro.
Per questo, invitiamo tutte e tutti a essere in piazza a Roma.
Rete28Aprile
C'è Lettera22 e Lettera22
"L'associazione Lettera22, Giornalisti per le libertà, tiene con fermezza a precisare che i colleghi la cui adesione è stata ospitata sul blog dell'Fnsi come Lettera22 non hanno nulla a che fare con la nostra associazione, che ribadisce invece la sua netta contrarietà alla manifestazione indetta dalla federazione. Lettera22 a riguardo condivide pienamente la posizione assunta al direttivo Fnsi dai consiglieri Corsini, Maurizio e Monfredi".
Donne in nero: aderiamo ma dalla stampa vogliamo di più
Aderiamo alla manifestazione per la libertà di stampa e di informazione con la certezza che sia un appuntamento importante per difendere la democrazia in questo paese in cui si cerca di imporre a tutti i costi un pensiero unico. Libertà di stampa e informazione unita a dovere di informazione.
Il nostro ormai ventennale impegno come Rete Internazionale per la libertà dalle guerre, da ogni tipo di violenza e sopruso nel mondo a partire dai luoghi in cui si agisce, ha sempre compreso la difesa della libertà di espressione/informazione e stampa. Non abbiamo però mai potuto dichiararci soddisfatte di come la stampa garantisce il dovere di informazione in molti paesi nel mondo e anche nel nostro riguardo alle donne e ai loro movimenti.
Non dare conto delle migliaia di attività politiche e sociali che molte donne svolgono in questo paese, non restituisce l'immagine di un luogo abitato solidamente ed attivamente da due generi. Le donne agiscono con pratiche politiche diverse da quelle degli uomini ma contribuiscono più di loro alla costruzione di società e civiltà attraverso una politica delle relazioni che unisce invece di dividere senza per questo oscurare le diversità ma piuttosto facendone tesoro. Le donne non sono né sono mai state in silenzio e inattive malgrado la stanchezza e la fatica di una resistenza testarda rispetto ai continui attacchi e tentativi di annullare le nostre conquiste di libertà.
Donne in Nero
donneinnero.blogspot.com
Il nostro ormai ventennale impegno come Rete Internazionale per la libertà dalle guerre, da ogni tipo di violenza e sopruso nel mondo a partire dai luoghi in cui si agisce, ha sempre compreso la difesa della libertà di espressione/informazione e stampa. Non abbiamo però mai potuto dichiararci soddisfatte di come la stampa garantisce il dovere di informazione in molti paesi nel mondo e anche nel nostro riguardo alle donne e ai loro movimenti.
Non dare conto delle migliaia di attività politiche e sociali che molte donne svolgono in questo paese, non restituisce l'immagine di un luogo abitato solidamente ed attivamente da due generi. Le donne agiscono con pratiche politiche diverse da quelle degli uomini ma contribuiscono più di loro alla costruzione di società e civiltà attraverso una politica delle relazioni che unisce invece di dividere senza per questo oscurare le diversità ma piuttosto facendone tesoro. Le donne non sono né sono mai state in silenzio e inattive malgrado la stanchezza e la fatica di una resistenza testarda rispetto ai continui attacchi e tentativi di annullare le nostre conquiste di libertà.
Donne in Nero
donneinnero.blogspot.com
Lettera aperta alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana dal coordinamento delle scuole romane
Saremo anche noi a Piazza del Popolo, accanto alla FNSI e a tutte le altre forze di questo Paese che riconoscono il diritto alla libera informazione come basilare per la conservazione della democrazia, insieme ad altri diritti che riteniamo fondamentali per l’individuo e la collettività.
In particolare, in questo delicato momento socio-politico, impieghiamo le nostre energie per la salvaguardia e la sopravvivenza della scuola pubblica, svuotata di contenuti,dignità e qualità da una insulsa politica di tagli di risorse.
Abbiamo sentito forte l’esigenza di unire le nostre singole istanze di lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma rivolte ad un unico scopo comune: la tutela del diritto al sapere, garantito dalla nostra Carta Costituzionale e minato da attacchi scellerati volti alla privatizzazione dell’istruzione.
Con orgoglio stiamo costruendo un movimento che cresce ogni giorno e lavora e si confronta con le altre realtà presenti nel mondo della scuola.
Dobbiamo con rammarico riscontrare la scarsa attenzione che la stampa “libera” e d’opposizione presta a queste vicende. Troppo spesso le iniziative che dai primi giorni di settembre continuano a moltiplicarsi in tutto il Paese, trovano solo lo spazio di un trafiletto. Ed è avvilente vedere stravolto il senso delle proprie parole, grazie ad abili aggiustamenti, dopo aver “elemosinato” una piccola intervista.
Noi ci saremo in piazza, è un preciso dovere civico di ogni cittadino responsabile e democratico difendere la libera informazione, ma chiediamo a gran voce un atto di coraggio e responsabilità anche a voi: un sostegno reciproco, noi a piazza del Popolo con voi, voi in piazza con noi, davanti alle scuole mentre volantiniamo, nelle nostre assemblee, nei seminari che organizziamo, nei presidi degli insegnanti precari, costantemente, senza mai abbassare la guardia, mantenendo alta l’attenzione e dedicando all’argomento almeno tutta una pagina ogni giorno, dando spazio alle realtà locali.
Solidarietà, questa è la parola d’ordine. Noi siamo pronti e voi?
Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma
www.cosediroma.it
mail: coordsecondarie@gmail.com
In particolare, in questo delicato momento socio-politico, impieghiamo le nostre energie per la salvaguardia e la sopravvivenza della scuola pubblica, svuotata di contenuti,dignità e qualità da una insulsa politica di tagli di risorse.
Abbiamo sentito forte l’esigenza di unire le nostre singole istanze di lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma rivolte ad un unico scopo comune: la tutela del diritto al sapere, garantito dalla nostra Carta Costituzionale e minato da attacchi scellerati volti alla privatizzazione dell’istruzione.
Con orgoglio stiamo costruendo un movimento che cresce ogni giorno e lavora e si confronta con le altre realtà presenti nel mondo della scuola.
Dobbiamo con rammarico riscontrare la scarsa attenzione che la stampa “libera” e d’opposizione presta a queste vicende. Troppo spesso le iniziative che dai primi giorni di settembre continuano a moltiplicarsi in tutto il Paese, trovano solo lo spazio di un trafiletto. Ed è avvilente vedere stravolto il senso delle proprie parole, grazie ad abili aggiustamenti, dopo aver “elemosinato” una piccola intervista.
Noi ci saremo in piazza, è un preciso dovere civico di ogni cittadino responsabile e democratico difendere la libera informazione, ma chiediamo a gran voce un atto di coraggio e responsabilità anche a voi: un sostegno reciproco, noi a piazza del Popolo con voi, voi in piazza con noi, davanti alle scuole mentre volantiniamo, nelle nostre assemblee, nei seminari che organizziamo, nei presidi degli insegnanti precari, costantemente, senza mai abbassare la guardia, mantenendo alta l’attenzione e dedicando all’argomento almeno tutta una pagina ogni giorno, dando spazio alle realtà locali.
Solidarietà, questa è la parola d’ordine. Noi siamo pronti e voi?
Coordinamento dei lavoratori, studenti e genitori delle scuole secondarie di Roma
www.cosediroma.it
mail: coordsecondarie@gmail.com
Il paese delle donne aderisce alla manifestazione perché i bavagli non ci sono mai piaciuti
L’Associazione per l’informazione"Il paese delle donne" aderisce alla manifestazione per riaffermare la libertà di informazione. Da quasi 25 anni ci sforziamo di mettere in pratica la lettera e lo spirito dell’art. 21 della Costituzione, che recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Eravamo e siamo sempre più convinte che il diritto all’informazione, per essere realmente tale, non può limitarsi ad una passiva fruizione delle notizie diffuse dai giornali e dalla rete, ma deve partire dal diritto di tutte e tutti coloro che agiscono nel mondo di far sentire la propria voce protagonista.
Aderiamo alla manifestazione, ma non per questo vogliamo tacere sul fatto che le testate mainstream, non escluse Repubblica e l’Unità, sono le prime responsabili della censura delle parole e delle pratiche delle donne, salvo poi, nelle pause estive, lamentarsi del nostro presunto silenzio.
Aderiamo alla manifestazione perché i bavagli non ci sono mai piaciuti, ma non per questo ci limiteremo ad una generica partecipazione. Porteremo in piazza la nostra ribellione contro l’immagine femminile diffusa da giornali, siti e televisioni, e contro la mercificazione dei nostri corpi usati per vendere merci che non ci rappresentano e che non ci servono.
Chiediamo ai professionisti e alle professioniste dell’informazione l’impegno a rispettare le donne, che siano vittime di violenza, escort, migranti, lavoratrici, precarie, disoccupate o politiche, senza ricorrere ai luoghi comuni che ci offendono e che, di fatto, ci oscurano.
Chiediamo soprattutto di riconoscere i media delle donne come fonti qualificate prima di parlare di noi e del nostro presunto silenzio.
Le nostre voci risuoneranno comunque sulla rete e ovunque ci sarà possibile farle arrivare, malgrado la censura di quanti si ricordano dell’attacco all’informazione solo quando il bavaglio viene messo loro.
Associazione per l’informazione Il Paese delle donne
Eravamo e siamo sempre più convinte che il diritto all’informazione, per essere realmente tale, non può limitarsi ad una passiva fruizione delle notizie diffuse dai giornali e dalla rete, ma deve partire dal diritto di tutte e tutti coloro che agiscono nel mondo di far sentire la propria voce protagonista.
Aderiamo alla manifestazione, ma non per questo vogliamo tacere sul fatto che le testate mainstream, non escluse Repubblica e l’Unità, sono le prime responsabili della censura delle parole e delle pratiche delle donne, salvo poi, nelle pause estive, lamentarsi del nostro presunto silenzio.
Aderiamo alla manifestazione perché i bavagli non ci sono mai piaciuti, ma non per questo ci limiteremo ad una generica partecipazione. Porteremo in piazza la nostra ribellione contro l’immagine femminile diffusa da giornali, siti e televisioni, e contro la mercificazione dei nostri corpi usati per vendere merci che non ci rappresentano e che non ci servono.
Chiediamo ai professionisti e alle professioniste dell’informazione l’impegno a rispettare le donne, che siano vittime di violenza, escort, migranti, lavoratrici, precarie, disoccupate o politiche, senza ricorrere ai luoghi comuni che ci offendono e che, di fatto, ci oscurano.
Chiediamo soprattutto di riconoscere i media delle donne come fonti qualificate prima di parlare di noi e del nostro presunto silenzio.
Le nostre voci risuoneranno comunque sulla rete e ovunque ci sarà possibile farle arrivare, malgrado la censura di quanti si ricordano dell’attacco all’informazione solo quando il bavaglio viene messo loro.
Associazione per l’informazione Il Paese delle donne
IL GRUPPO DI FIESOLE IN PIAZZA PER LA LIBERTA' DI STAMPA
In piazza a Roma ci saremo anche noi del Gruppo di Fiesole. Se fino a qualche giorno fa la manifestazione indetta dalla FNSI aveva come obiettivo la salvaguardia delle prerogative minime del lavoro giornalistico (libertà di espressione, di informarsi e di informare, se del caso, senza incappare nelle rappresaglie dei potenti) adesso, dopo la messa in onda della puntata di Porta a Porta, ha acquistato un significato anche più importante. Perchè la delegittimazione dei giornalisti (come è avvenuto, purtroppo, anche da parte di altri giornalisti...) a colpi di dossier inventati non è fenomeno meno grave del costruire trasmissioni in prima serata praticamente a "reti unificate", con lo scopo malcelato di assicurare al programma non solo audience, ma un effetto dirompente sul pubblico, reso orfano delle voci, evidentemente dissonanti, di Ballarò e Matrix. Appare ormai chiaro, sia ai giornalisti che all'opinione pubblica, che la manifestazione non rappresenta più solo una battaglia per la libertà di ma un grido di allarme per l'emergenza democratica che questo paese sta vivendo e a cui, per indolenza o, peggio, disinteresse, rischia di assuefarsi.
IL COORDINAMENTO DEL GRUPPO DI FIESOLE
Ezio Cerasi, Beatrice Curci, Chiara Longo Bifano, Massimo Marciano, Gabriele Porro
IL COORDINAMENTO DEL GRUPPO DI FIESOLE
Ezio Cerasi, Beatrice Curci, Chiara Longo Bifano, Massimo Marciano, Gabriele Porro
GUS Umbria: una stampa con il bavaglio indebolisce la democrazia
Il Gus (Gruppo uffici stampa) dell’Umbria aderisce e sostiene la manifestazione per la libertà di stampa promossa dalla Fnsi. Condividiamo pienamente l’appello della Federazione nazionale della stampa per la difesa della libertà di informazione e di espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione. Ogni tentativo di limitare tale libertà è un pesante colpo alla democrazia e al civile sistema di relazioni su cui si reggono una comunità e un popolo. Una stampa con il bavaglio è un indebolimento del tessuto democratico e uno svilimento della dignità dei giornalisti e di una categoria professionale che ogni giorno lavora per garantire ai cittadini un’informazione libera e democratica. L’opera dei giornalisti e il ruolo della stampa vanno difesi e valorizzati costantemente, affinchè non si dimentichi mai la loro importanza e il sacrificio di tanti colleghi che hanno pagato anche a prezzo della vita il loro impegno per la difesa di diritti inalienabili.
LAV: I diritti dei cittadini nascono dalla libertà di stampa
A proposito dell’attuale, fervido dibattito sulla libertà di stampa, tutto focalizzato sulle pur importanti questioni politiche, la LAV ritiene che si debba attribuire estrema, fondamentale considerazione al diritto dei cittadini a conoscere, e al dovere di giornali, radio ed emittenti televisive di informare correttamente e liberamente, oltre al dovere delle istituzioni di rispondere in modo trasparente alle preoccupazioni della società civile.
Nasce dalla libertà di stampa e di espressione, infatti, ma anche dal compito degli organi che le rappresentano, la possibilità di dare direttamente voce ai grandi temi vicini a tutta la società civile e alle sue esigenze, nonché ai gruppi che ne sono portatori.
La LAV si augura dunque che la libertà di stampa e di opinione siano sempre garantite, e godano di indipendenza e serenità critica tali da contribuire a sostenere quei preziosi interessi generali diffusi che sono alla base del nostro impegno.
Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it
Nasce dalla libertà di stampa e di espressione, infatti, ma anche dal compito degli organi che le rappresentano, la possibilità di dare direttamente voce ai grandi temi vicini a tutta la società civile e alle sue esigenze, nonché ai gruppi che ne sono portatori.
La LAV si augura dunque che la libertà di stampa e di opinione siano sempre garantite, e godano di indipendenza e serenità critica tali da contribuire a sostenere quei preziosi interessi generali diffusi che sono alla base del nostro impegno.
Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it
Difendiamo la libertà di stampa in Italia
Noi, italiani all’estero, non potremo essere a Roma fisicamente, ma aderiamo pienamente alla manifestazione in difesa della libertà di stampa.
Nel paese in cui viviamo e lavoriamo attualmente, l’Olanda, sarebbe impensabile dover manifestare per difendere un diritto che ritenevamo acquisito, la libertà per i giornalisti di informare il cittadino su tutto ciò che è di grande rilevanza e il diritto del cittadino di essere informato.
E invece la libertà di stampa in Italia è minacciata, il premier Silvio Berlusconi ha attaccato giuridicamente i quotidiani italiani solo per avergli posto delle domande scomode o per aver riportato delle notizie.
In un paese in cui l’80% dei cittadini viene informato solo dalla televisione, in cui 3 televisioni nazionali sono di proprietà del premier e 3 televisioni pagate con i soldi dei cittadini sono praticamente controllate dal premier, la libertà e il pluralismo nell’informazione sono seriamente a rischio.
Siamo vicini a tutti i cittadini che sabato manifesteranno a Roma per difendere la libertà di informazione e di espressione, valore irrinunciabile in un paese democratico e civile.
Silvia Terribili, Italia dei Valori, Olanda
Eleonora Presani, Italia dei Valori, Olanda
Natalia Aurik, Hoorn, Olanda
Raffa Predieri, Amsterdam
www.silviaterribili.orgwww.youtube.com/liberalaradio
Nel paese in cui viviamo e lavoriamo attualmente, l’Olanda, sarebbe impensabile dover manifestare per difendere un diritto che ritenevamo acquisito, la libertà per i giornalisti di informare il cittadino su tutto ciò che è di grande rilevanza e il diritto del cittadino di essere informato.
E invece la libertà di stampa in Italia è minacciata, il premier Silvio Berlusconi ha attaccato giuridicamente i quotidiani italiani solo per avergli posto delle domande scomode o per aver riportato delle notizie.
In un paese in cui l’80% dei cittadini viene informato solo dalla televisione, in cui 3 televisioni nazionali sono di proprietà del premier e 3 televisioni pagate con i soldi dei cittadini sono praticamente controllate dal premier, la libertà e il pluralismo nell’informazione sono seriamente a rischio.
Siamo vicini a tutti i cittadini che sabato manifesteranno a Roma per difendere la libertà di informazione e di espressione, valore irrinunciabile in un paese democratico e civile.
Silvia Terribili, Italia dei Valori, Olanda
Eleonora Presani, Italia dei Valori, Olanda
Natalia Aurik, Hoorn, Olanda
Raffa Predieri, Amsterdam
www.silviaterribili.orgwww.youtube.com/liberalaradio
Osservatorio antiplagio ci sarà
Osservatorio Antiplagio, blog di vigilanza sulla tv e sui media, parteciperà alla manifestazione contro la censura, le intimidazioni del potere e gli stupratori dell'articolo 21 della Costituzione. Nel momento in cui un Governo si preoccupa, senza motivo, di sostituire il commissario dell'isola dell'Asinara per la gestione di un parco, che si trasforma così nell'ennesimo orticello, e non si preoccupa di inviare un commissario al Comune di Fondi per arginare le infiltrazioni mafiose, è vergognoso che il suo primo ministro perda tempo ad arginare invece le critiche che gli piovono addosso, anziché rimuoverle con una vera politica a tutela dei deboli. Questa è un'ulteriore dimostrazione, se mai ve ne fosse stato bisogno, che al padanano di Arcore non stanno a cuore i problemi della cittadinanza, ma i suoi fini personali, e che il suo unico desiderio è quello di avere un Popolo di Lacchè -- altroché Popolo della Libertà! -- che, come con il pazzo che ha sempre ragione, approvino indefessamente quello che dice e quello che fa. Osservatorio Antiplagio -- nato da una costola di Telefono Antiplagio, associazione di volontariato costretta a chiudere dagli avvocati del premier per aver smascherato i rapporti pubblicitari delle sue aziende con 600 operatori dell'occulto -- invita la società civile a manifestare contro la società incivile e vile, rappresentata dal potente che vuole sopraffare il debole.
Prof. Giovanni PanunzioFondatore Osservatorio Antiplagio, tel. +39.338.8385999www.antiplagio.org - info@antiplagio.org
Prof. Giovanni PanunzioFondatore Osservatorio Antiplagio, tel. +39.338.8385999www.antiplagio.org - info@antiplagio.org
lunedì 21 settembre 2009
Osservatorio antiplagio: Perché Striscia non c'è?
In occasione del ritorno televisivo di ''Striscia la notizia'', Osservatorio Antiplagio, blog di vigilanza sulla tv e sui media, auspica che Antonio Ricci, tenendo fede al sottotitolo ''la voce dell'influenza'', non si faccia ''influenzare'' dagli interessi economici del suo datore di lavoro e aggiunga ai ciarlatani che bacchetta periodicamente, i veggenti, i cartomanti, gli indovini pubblicizzati da Mediavideo - teletext di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 - in oltre 200 pagine (v. http://www.antiplagio.org/mediavideo). Per non parlare di prodotti ''miracolosi'' come la crema anti-smagliature Rejene e lo spray dimagrante Slimbell, reclamizzati da Mediashopping, a cui si accede anche attraverso il sito di Striscia (striscialanotizia.it), dalla voce ''shop''. E' da otto anni che Osservatorio Antiplagio invita Antonio Ricci a stigmatizzare i maghi della propria ''parrocchia'', ma l'autore di Striscia ha sempre fatto orecchie da mercante. Mentre non ha perso tempo a portare in giudizio, per ben sei volte, il fondatore di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, che si e' permesso di criticare il tg umoristico di Canale 5 per la sua ipocrisia e parzialita'. Il comportamento di Antonio Ricci e' in perfetta sintonia con la manifestazione sulla liberta' di espressione del prossimo 3 ottobre, alla quale ''Striscia la notizia'' non ha aderito, Osservatorio Antiplagio si'.
Ufficio stampa Antiplagio - www.antiplagio.org
Tel. +39.338.8385999
Cagliari, 21/09/09
Ufficio stampa Antiplagio - www.antiplagio.org
Tel. +39.338.8385999
Cagliari, 21/09/09
L'Unione dei giovani avvocati aderisce anche per salvare le intercettazioni
L’Unione dei Giovani Avvocati Italiani aderisce alla manifestazione di sabato 3 Ottobre in difesa della Libertà di Stampa.
Se per un comune cittadino è naturale partecipare a questa iniziativa, per gli avvocati, ovvero chi difende in prima persona anche la libertà d’espressione, è un dovere aderirvi.
La Libertà di Stampa è la massima espressione della Libertà individuale che è tutelata - non solo dalla nostra Costituzione - ma anche dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo.
Senza volere entrare troppo nello specifico degli ultimi fatti di cronaca politica accaduti, che non ci competono, non riusciamo a cogliere la logica giuridica per cui si ritengono “retoriche e diffamatorie” ,e quindi non degne di risposta (forse anche per non legittimarle), determinate domande se poste da un determinato quotidiano, e poi invece le stesse domande ,se poste da un altro organo di stampa, diventerebbero meritevoli di pronta replica ( presumiamo seguita o preceduta ,per coerenza giuridica, ma paradossalmente, da una nuova citazione per danni). A nostro modesto parere il portato asseritamente diffamatorio di un’asserzione è sempre oggettivo e non può essere denigratorio o no a seconda dell’interlocutore che sostanzia la medesima affermazione.
Nel congratularci per il Vostro impegno a 360° per la difesa della libertà di espressione, ribadiamo che ,come associazione, condividiamo anche la Vostra battaglia contro la nuova normativa approvanda in tema di intercettazioni ed a tal fine abbiamo aperto un nuovo gruppo di discussione presente su facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=98784294724&ref=share dal titolo “AVVOCATI SOLIDALI CON GIORNALISTI, MAGISTRATI VS DDL ALFANO INTERCETTAZIONI”.
Gaetano Romano
Se per un comune cittadino è naturale partecipare a questa iniziativa, per gli avvocati, ovvero chi difende in prima persona anche la libertà d’espressione, è un dovere aderirvi.
La Libertà di Stampa è la massima espressione della Libertà individuale che è tutelata - non solo dalla nostra Costituzione - ma anche dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo.
Senza volere entrare troppo nello specifico degli ultimi fatti di cronaca politica accaduti, che non ci competono, non riusciamo a cogliere la logica giuridica per cui si ritengono “retoriche e diffamatorie” ,e quindi non degne di risposta (forse anche per non legittimarle), determinate domande se poste da un determinato quotidiano, e poi invece le stesse domande ,se poste da un altro organo di stampa, diventerebbero meritevoli di pronta replica ( presumiamo seguita o preceduta ,per coerenza giuridica, ma paradossalmente, da una nuova citazione per danni). A nostro modesto parere il portato asseritamente diffamatorio di un’asserzione è sempre oggettivo e non può essere denigratorio o no a seconda dell’interlocutore che sostanzia la medesima affermazione.
Nel congratularci per il Vostro impegno a 360° per la difesa della libertà di espressione, ribadiamo che ,come associazione, condividiamo anche la Vostra battaglia contro la nuova normativa approvanda in tema di intercettazioni ed a tal fine abbiamo aperto un nuovo gruppo di discussione presente su facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=98784294724&ref=share dal titolo “AVVOCATI SOLIDALI CON GIORNALISTI, MAGISTRATI VS DDL ALFANO INTERCETTAZIONI”.
Gaetano Romano
Assostampa Marche chiede a FNSI un coordinamento fisso per la libertà di informazione
Il Consiglio Direttivo del SIGIM, Sindacato giornalisti Marchigiani, aderisce all'unanimità alla manifestazione per la libertà di stampa convocata dalla FNSI per il 3 ottobre, impegnandosi in ogni modo per la sua piena riuscita.
Il SIGIM chiede alla FNSI di proseguire l'impegno invitando ad un incontro subito dopo il 3 ottobre tutti i soggetti non partitici che hanno aderito, per costruire una struttura stabile ed operativa, che consideri la libertà di informazione come una emergenza civile.
Questo "coordinamento per la libertà di informazione" deve vigilare sui diritti degli utenti, dialogare con i soggetti istituzionali e politici, chiedere che il tema acquisisca priorità in ogni sede, essendo la libertà di informazione un problema di tutti.
Questo coordinamento deve impegnarsi subito con ogni mezzo e con ogni possibile alleanza sociale contro la approvazione del DdL sulle intercettazioni telefoniche, tema su cui il Consiglio Nazionale della FNSI ha già proclamato una giornata di sciopero generale .
Il Consiglio Direttivo del SIGIM
Il SIGIM chiede alla FNSI di proseguire l'impegno invitando ad un incontro subito dopo il 3 ottobre tutti i soggetti non partitici che hanno aderito, per costruire una struttura stabile ed operativa, che consideri la libertà di informazione come una emergenza civile.
Questo "coordinamento per la libertà di informazione" deve vigilare sui diritti degli utenti, dialogare con i soggetti istituzionali e politici, chiedere che il tema acquisisca priorità in ogni sede, essendo la libertà di informazione un problema di tutti.
Questo coordinamento deve impegnarsi subito con ogni mezzo e con ogni possibile alleanza sociale contro la approvazione del DdL sulle intercettazioni telefoniche, tema su cui il Consiglio Nazionale della FNSI ha già proclamato una giornata di sciopero generale .
Il Consiglio Direttivo del SIGIM
Il Movimento di cooperazione educativa ci sarà per portare la stampa nella scuola
IL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA, associazione di educatori, insegnanti e dirigenti scolastici, sulla traccia dal pedagogista Celestin Freinet, fin dalle sue origini ha proposto, tra le tecniche didattiche più efficaci nei percorsi formativi, l'uso della stampa a scuola:
- la potenzialità espressiva dello scrivere libera energie per crescere;
- la potenza comunicativa della stampa crea legami sociali e sviluppa nuove idee per il cambiamento;
- Pensieri e parole, scrittura e stampa, ascolto e lettura, in un clima di libertà espressiva, danno vita a un circolo virtuoso che fa crescere identità e consapevolezza, idee nuove, e pensieri critici, innovazione e cambiamento.
Queste azioni educative costituiscono la base di una pedagogia capace di liberare emozioni e ragioni; capace di far crescere e motivare i ragazzi alla ricerca e all'apprendimento.
Creare insieme un giornale scolastico è un'azione educativa che spinge alla cooperazione e alla comunicazione, al dialogo con tutti, al confronto delle opinioni, al rifiuto di far degenare il conflitto in azioni violente.
Per questi motivi culturali e didattici, IL MCE aderisce alla manifestazione per la libertà di stampa .
La segreteria nazionale
- la potenzialità espressiva dello scrivere libera energie per crescere;
- la potenza comunicativa della stampa crea legami sociali e sviluppa nuove idee per il cambiamento;
- Pensieri e parole, scrittura e stampa, ascolto e lettura, in un clima di libertà espressiva, danno vita a un circolo virtuoso che fa crescere identità e consapevolezza, idee nuove, e pensieri critici, innovazione e cambiamento.
Queste azioni educative costituiscono la base di una pedagogia capace di liberare emozioni e ragioni; capace di far crescere e motivare i ragazzi alla ricerca e all'apprendimento.
Creare insieme un giornale scolastico è un'azione educativa che spinge alla cooperazione e alla comunicazione, al dialogo con tutti, al confronto delle opinioni, al rifiuto di far degenare il conflitto in azioni violente.
Per questi motivi culturali e didattici, IL MCE aderisce alla manifestazione per la libertà di stampa .
La segreteria nazionale
Conselice rinnova l'adesione
Condividendo le motivazioni del rinvio della manifestazione indetta per il 19 settembre a Roma, confermo la mia adesione e partecipazione alla manifestazione prevista per il 3 ottobre.
Il Sindaco di Conselice
Maurizio Filipucci
Il Sindaco di Conselice
Maurizio Filipucci
Blogger in allarme
Sono un blogger, editore di un sito (http://avapxos.blogspot.com),eccetto spiacevoli inconvenienti dell' ultim' ora, parteciperò alla manifestazione da voi indetta.
Colgo l' occasione,per chiedervi,qualora sia possibile,di inserire nelle discussioni,anche l' ultima porcheria legislativa,combinata avverso la rete.
Di seguito uno stralcio di un' articolo apparso sul sito "punto informatico", cura di Guido Scorza.
“Roma - Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa.”
Ecco, secondo voi, sarebbe opportuno discutere anche di questo provvedimento legislativo?
Grazie dell' attenzione ed i complimenti per l' idea di organizzare la manifestazione in oggetto, alla quale aderisco e parteciperò volentieri.
Christian Pì
Colgo l' occasione,per chiedervi,qualora sia possibile,di inserire nelle discussioni,anche l' ultima porcheria legislativa,combinata avverso la rete.
Di seguito uno stralcio di un' articolo apparso sul sito "punto informatico", cura di Guido Scorza.
“Roma - Il 14 settembre scorso è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera un disegno di legge a firma degli Onorevoli Pecorella e Costa attraverso il quale si manifesta l'intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i "siti internet aventi natura editoriale" l'attuale disciplina sulla stampa.”
Ecco, secondo voi, sarebbe opportuno discutere anche di questo provvedimento legislativo?
Grazie dell' attenzione ed i complimenti per l' idea di organizzare la manifestazione in oggetto, alla quale aderisco e parteciperò volentieri.
Christian Pì
sabato 19 settembre 2009
CUB Informazione E SdL Intercategoriale: Informazione libera sulle lotte dei lavoratori
La CUB Informazione e SdL Intercategoriale – Informazione aderiscono alla manifestazione per la libertà di stampa.
Siamo per un giornalismo che operi liberamente come testimone della realtà e che sia protagonista della trasformazione verso una democrazia compiuta. Siamo per un’informazione che sappia testimoniare le ragioni vere che producono guerre e sofferenza tra i popoli.
Siamo inoltre per un’informazione che sappia essere vicina alle lotte dei lavoratori, che rappresenti e denunci le cause reali che producono perdita dei diritti e precarizzazione e che oggi costringono troppe famiglie a vivere in bilocazione, perché dopo aver provveduto alle spese per l’affitto con il loro reddito non sono in grado di fare fronte alle altre necessità.
Rivendichiamo pertanto un’informazione libera da condizionamenti, che sia in grado di dare conto della devastazione prodotta nel mondo del lavoro sia dalle politiche dei governi di centro-destra che di centro-sinistra, con la consapevolezza che questa battaglia ci deve vedere impegnati ogni giorno dell’anno, a prescindere da chi intenda “reggere il guinzaglio”.
Antonio Di Simone, SdL Intercategoriale/Informazione
Angelo Pedrini, CUB Informazione
Siamo per un giornalismo che operi liberamente come testimone della realtà e che sia protagonista della trasformazione verso una democrazia compiuta. Siamo per un’informazione che sappia testimoniare le ragioni vere che producono guerre e sofferenza tra i popoli.
Siamo inoltre per un’informazione che sappia essere vicina alle lotte dei lavoratori, che rappresenti e denunci le cause reali che producono perdita dei diritti e precarizzazione e che oggi costringono troppe famiglie a vivere in bilocazione, perché dopo aver provveduto alle spese per l’affitto con il loro reddito non sono in grado di fare fronte alle altre necessità.
Rivendichiamo pertanto un’informazione libera da condizionamenti, che sia in grado di dare conto della devastazione prodotta nel mondo del lavoro sia dalle politiche dei governi di centro-destra che di centro-sinistra, con la consapevolezza che questa battaglia ci deve vedere impegnati ogni giorno dell’anno, a prescindere da chi intenda “reggere il guinzaglio”.
Antonio Di Simone, SdL Intercategoriale/Informazione
Angelo Pedrini, CUB Informazione
venerdì 18 settembre 2009
Lenzuola rosa per "diritti e reale parità"
Un lenzuolo colorato sotto il palco di Piazza del Popolo il 3 ottobre, un luogo fisico
sotto il quale tutte le giornaliste si raccolgano per dire che la libertà di informazione
in Italia passa anche attraverso il riconoscimento dei pieni diritti di chi, donne e
uomini, fa informazione a tutti i livelli. E proprio le giornaliste vogliono sottolineare
come l'informazione, in Italia, debba essere senza guinzagli: non solo quelli degli
interessi politici o editoriali, ma anche degli stereotipi e dei ritardi nella piena
applicazione della reale equità di trattamento tra donne e uomini nel lavoro
giornalistico. ma anche nel raccontare l'Italia vera, fatta di donne e uomini che
lavorano e vivono.
La Commissione pari Opportunità della Fnsi lancia, in occasione della
manifestazione nazionale per la libertà d'informazione, un appello a tutte le colleghe e
i colleghi perché alle finestre delle Associazioni Regionali di Stampa espongano
lenzuola rosa dalle quali si dica no all'informazione al guinzaglio, e “sì ai diritti e alla
reale parità”.
sotto il quale tutte le giornaliste si raccolgano per dire che la libertà di informazione
in Italia passa anche attraverso il riconoscimento dei pieni diritti di chi, donne e
uomini, fa informazione a tutti i livelli. E proprio le giornaliste vogliono sottolineare
come l'informazione, in Italia, debba essere senza guinzagli: non solo quelli degli
interessi politici o editoriali, ma anche degli stereotipi e dei ritardi nella piena
applicazione della reale equità di trattamento tra donne e uomini nel lavoro
giornalistico. ma anche nel raccontare l'Italia vera, fatta di donne e uomini che
lavorano e vivono.
La Commissione pari Opportunità della Fnsi lancia, in occasione della
manifestazione nazionale per la libertà d'informazione, un appello a tutte le colleghe e
i colleghi perché alle finestre delle Associazioni Regionali di Stampa espongano
lenzuola rosa dalle quali si dica no all'informazione al guinzaglio, e “sì ai diritti e alla
reale parità”.
INFORMAZIONE: SIDDI (FNSI), I PROBLEMI NON SONO ARCHIVIATI
(ASCA) - Roma, 17 set - La Fnsi, nonostante il rinvio della data della manifestazione per la liberta' di stampa, non abbassa la guardia.Il sindacato dei giornalisti, infatti, d'intesa con tutte le organizzazioni aderenti all'iniziativa, ha deciso di far slittare al 3 ottobre l'evento inizialmente previsto per sabato prossimo, ''in segno di rispetto del dolore delle famiglie dei soldati italiani caduti'' oggi in un attentato a Kabul.Questo, pero', ''non vuol dire che si archivia la manifestazione, perche' i problemi non sono affatto archiviati''. A puntualizzarlo e' il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, che sottolinea inoltre come ''queste ultime giornate siano state ancora piu' difficili'' sul fronte della liberta' di stampa. Dunque, aggiunge Siddi nel corso di un incontro con i giornalisti presso la sede della Fnsi, la manifestazione del 3 ottobre si svolgera' ''con le stesse modalita' previste'' per quella che si sarebbe dovuta tenere sabato.I soldati caduti a Kabul, spiega ancora il segretario della Fnsi, ''sono morti dell'Italia'' e i giornalisti ''sono persone che vogliono bene all'Italia e che vogliono raccontarla con il loro lavoro, anche per quanto riguarda le relazioni estere del nostro Paese''. La Fnsi, precisa Siddi, non ''vuole prendere posizione sulla missione in Afghanistan'', e lascia ai propri associati ''liberta' di coscienza''. Ma, sottolinea il segretario, l'impegno dei giornalisti nel raccontare le vicende dell'Italia ''puo' pero' venir meno se non c'e' pace'' e ''non c'e' pace senza giustizia''. E la giustizia, insiste, ''non ci puo' essere senza liberta' e senza un'informazione libera''.Siddi ricorda poi che la manifestazione ha avuto ''decine di migliaia di adesioni'', un fatto ''sorprendete e positivo, segnale della presenza civile e democratica nel nostro Paese''.Rinviare al 3 ottobre l'iniziativa, ''ci dara' 15 giorni in piu' per riflettere e organizzare meglio'' e non c'e' timore che il problema della liberta' di stampa cada nel dimenticatoio: ''pensate a quanto e' successo negli ultimi mesi, settimana per settimana'', sottolinea il presidente della Fnsi, Roberto Natale.Tra le adesioni alla manifestazione della Federazione della stampa italiana spicca quella della Cgil: ''in queste due settimane si svolgeranno comunque tante iniziative gia' organizzate come seguito della manifestazione del 19 e altre sono programmate anche dopo'', ricorda Fulvio Fammoni, segretario confederale del sindacato di Corso Italia.Non manca poi l'appoggio del Pd che, per bocca del senatore Vincenzo Vita, si impegna a ''a far crescere ancora di piu' il clima di mobilitazione''.Presente anche l'associazione Articolo 21 che proprio oggi ha presentato un esposto all'Agcom e all'Antitrust affinche' acquisiscano la registrazione della puntata di Porta a Porta che ha ospitato il premier Silvio Berlusconi. Nel corso del programma condotto da Bruno Vespa, accusa il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti, ''e' stata lanciata una moderna fatwa contro direttori e autori considerati 'nemici'''.
NetOne (Focolari) per un’informazione al servizio della convivenza civile
NetOne, rete di operatori della comunicazione che si ispira allo spirito di unità del Movimento dei Focolari, esprime adesione alla manifestazione di sabato prossimo, non “contro” ma “per” un’informazione davvero libera dai condizionamenti politici ed economici che non da oggi e non solo in Italia, gravano sui giornalisti.
La reazione così corale a cui stiamo assistendo in questi giorni, può imprimere una svolta decisiva per una nuova consapevolezza delle responsabilità sociale dei giornalisti. Non vogliamo “un’informazione al guinzaglio”, ma nemmeno un’informazione ridotta a battibecco, appiattita sul gossip e sui veleni. Chiediamo di dare più voce al Paese reale, alle risposte di solidarietà, fraternità, perdono, creatività e impegno che emergono dalla società civile. Chiediamo altresì che il sistema mediatico faccia i conti con il nuovo orizzonte multiculturale, multireligioso e multietnico del nostro Paese in vista di una maggiore conoscenza della ricchezza della pluralità delle culture. Sono queste alcune condizioni irrinunciabili perché l’informazione rispetti i principi sociali di convivenza e compia la sua funzione di coscienza critica del potere e di facilitatrice della convivenza civile.
La reazione così corale a cui stiamo assistendo in questi giorni, può imprimere una svolta decisiva per una nuova consapevolezza delle responsabilità sociale dei giornalisti. Non vogliamo “un’informazione al guinzaglio”, ma nemmeno un’informazione ridotta a battibecco, appiattita sul gossip e sui veleni. Chiediamo di dare più voce al Paese reale, alle risposte di solidarietà, fraternità, perdono, creatività e impegno che emergono dalla società civile. Chiediamo altresì che il sistema mediatico faccia i conti con il nuovo orizzonte multiculturale, multireligioso e multietnico del nostro Paese in vista di una maggiore conoscenza della ricchezza della pluralità delle culture. Sono queste alcune condizioni irrinunciabili perché l’informazione rispetti i principi sociali di convivenza e compia la sua funzione di coscienza critica del potere e di facilitatrice della convivenza civile.
Città nuova per una reale libertà d’informazione
“Città nuova” e “Città Nuova on line” aderiscono alla manifestazione per la libertà d’informazione. L’adesione è “per” una reale libertà nel campo dell’informazione e non “contro” qualcuno. I toni della polemica sono pericolosamente accesi, al punto che le visioni ideologiche minacciano di oscurare i veri problemi che colpiscono il nostro sistema mediatico. Ciò accade da tempo, non è un problema di oggi. In particolare le polemiche attuali impediscono di affrontare serenamente i giganteschi conflitti di interesse esistenti tra politica e informazione (che non sono di un solo potere politico o economico), e quelli relativi al servizio pubblico italiano, che risulta da troppo tempo altamente degradato. “Città nuova” e “Città Nuova on line” auspicano che alla manifestazione di piazza possa seguire sui mezzi di comunicazione e nelle sedi istituzionali una corale riflessione sulla libertà e sulla qualità dell’informazione nel nostro Paese. Si auspica perciò un generale abbassamento dei toni, rimettendo al centro dell’interesse dell’informazione i veri problemi delle persone.
I Comitati Insegnanti Precari aderiscono e si oppongono alla deriva di un'informazione falsa e deviata
I C.I.P., Comitato Insegnanti Precari, aderiscono alla manifestazione del 3 ottobre promossa dalla FNSI in favore della libertà di stampa e contro i soprusi, le intimidazioni e le minacce delle leggi bavaglio finalizzate a limitarne l’azione e la funzione in danno della corretta e libera vita democratica del nostro Paese. I C.I.P. credono nell’informazione corretta, completa, puntuale, plurale e svincolata dai conflitti d’interesse e dalle pesanti interferenze dei poteri politici ed economici di parte, ritenendo che, proprio l’ autonomia, sia alla base della libertà di conoscenza, valutazione, pensiero e scelta di ciascuna persona.
I C.I.P. si oppongono alla deriva di un’informazione falsa, deviata, adulterata. Quando l’informazione è incapace di fornire elementi di valutazione e di scelta, impedisce che si sappia, si capisca, si pensi. In una congiuntura economica e sociale così tanto critica, i C.I.P. ritengono necessario che l’informazione sia vigile, libera e capace di analizzare e rappresentare il quadro completo dei problemi del Paese, specie di quelle categorie maggiormente penalizzate dalla crisi, dagli egoismi imperanti e dai tentativi di toglier loro spazio e voce.
Non a caso i canali informativi - occupati e addomesticati come mai prima - restituiscono immagini parziali, distorte e falsamente rasserenanti, fomentando solo l’interesse morboso per la cronaca rosa. In questo modo si distoglie scientemente l’interesse dell’opinione pubblica dalla crudezza della realtà del momento. Questa informazione al guinzaglio mira a nascondere i gruppi e le categorie più deboli e più penalizzate dalle scelte sciagurate e scriteriate del governo. Proprio per questo, essendo la più antica e rappresentativa associazione dei precari della scuola, i C.I.P. hanno scelto di appoggiare la FNSI nella battaglia per quel diritto alla conoscenza e alla libertà di pensiero ed espressione che considerano obiettivo comune.
C.I.P.- Direttivo Nazionale
-----------------
Associazione riconosciuta dal M.I.U.R. con Nota Ministeriale prot. n. 31653 del 30/09/1998
CIP_Associazione Nazionale - via Achille Mauri, 28 - 00135 Roma - tel 06 30683053 - 339 8477138 - 3381996449 - 3293962516
www.cipnazionale.it
I C.I.P. si oppongono alla deriva di un’informazione falsa, deviata, adulterata. Quando l’informazione è incapace di fornire elementi di valutazione e di scelta, impedisce che si sappia, si capisca, si pensi. In una congiuntura economica e sociale così tanto critica, i C.I.P. ritengono necessario che l’informazione sia vigile, libera e capace di analizzare e rappresentare il quadro completo dei problemi del Paese, specie di quelle categorie maggiormente penalizzate dalla crisi, dagli egoismi imperanti e dai tentativi di toglier loro spazio e voce.
Non a caso i canali informativi - occupati e addomesticati come mai prima - restituiscono immagini parziali, distorte e falsamente rasserenanti, fomentando solo l’interesse morboso per la cronaca rosa. In questo modo si distoglie scientemente l’interesse dell’opinione pubblica dalla crudezza della realtà del momento. Questa informazione al guinzaglio mira a nascondere i gruppi e le categorie più deboli e più penalizzate dalle scelte sciagurate e scriteriate del governo. Proprio per questo, essendo la più antica e rappresentativa associazione dei precari della scuola, i C.I.P. hanno scelto di appoggiare la FNSI nella battaglia per quel diritto alla conoscenza e alla libertà di pensiero ed espressione che considerano obiettivo comune.
C.I.P.- Direttivo Nazionale
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Associazione riconosciuta dal M.I.U.R. con Nota Ministeriale prot. n. 31653 del 30/09/1998
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Coordinamento Cdr del gruppo Espresso: Il dovere di rendere ogni giorno speciale
Il coordinamento dei Cdr del gruppo Espresso aderisce alla manifestazione sulla libertà di stampa indetta dalla FNSI. Come si sa, le testate del gruppo, a partire da La Repubblica, sono tra gli obiettivi principali dell'offensiva portata avanti dal presidente del consiglio e, tuttavia, la nostra partecipazione alla manifestazione non è solo un atto di auto difesa, piuttosto un altro modo per confermare l'allarme per il declino delle condizioni di agibilità democratica nell'informazione.
Inviti al boicottaggio pubblicitario, querele milionarie alle testate non allineate, rifiuto del contradditorio, cancellazione dei programmi scomodi, sono l'altra faccia di un sistema che rifiuta qualsiasi organismo di controllo, dalla magistratura ad un Parlamento umiliato dal sistematico ricorso ai voti di fiducia, in nome del consenso ottenuto, legittimamente, in occasione delle elezioni. Ma il ruolo della informazione è quello di rendere, a tutela dei cittadini, ogni giorno importante come quello delle elezioni. Un dovere da cui non potremo essere distolti.
Inviti al boicottaggio pubblicitario, querele milionarie alle testate non allineate, rifiuto del contradditorio, cancellazione dei programmi scomodi, sono l'altra faccia di un sistema che rifiuta qualsiasi organismo di controllo, dalla magistratura ad un Parlamento umiliato dal sistematico ricorso ai voti di fiducia, in nome del consenso ottenuto, legittimamente, in occasione delle elezioni. Ma il ruolo della informazione è quello di rendere, a tutela dei cittadini, ogni giorno importante come quello delle elezioni. Un dovere da cui non potremo essere distolti.
giovedì 17 settembre 2009
MANIFESTAZIONE FNSI RESTA A PIAZZA DEL POPOLO
(ANSA) - ROMA, 17 SET - E' stata confermata - a quanto si apprende - la location di iazza del Popolo a Roma per la manifestazione indetta dalla Federazione nazionale della stampa per la libertà dell'informazione, prevista originariamente per il 19 settembre e rinviata al 3 ottobre dopo l'attentato di Kabul nel quale sono rimasti uccisi sei militari italiani. Confermato anche l'orario della manifestazione, dalle 16 alle 19.
FNSI, MANIFESTAZIONE RINVIATA AL 3 OTTOBRE
(AGI) - Roma, 17 set. - La manifestazione nazionale a Roma per la difesa della liberta' di informazione, inizialmente prevista per sabato prossimo, e' stata rinviata al 3 ottobre.
"Stiamo lavorando per organizzare la manifestazione a Roma il 3 ottobre con le stesse modalita'" ha riferito il segretario della Fnsi, Franco Siddi precisando che la piazza non e' ancora stata concordata e che l'orario dovrebbe rimanere sostanzialmente lo stesso (dalle 16 alle 19), con tutt'al piu' l'anticipo di una mezz'ora. "Il rinvio e' stato deciso per una ragione molto seria - ha sottolineato Siddi - la tragedia di Kabul". "La manifestazione non si archivia, perche' i problemi non sono archiviati" ha aggiunto, spiegando che la decisione di spostare la data e' stata concordata con le altre associazioni che avevano aderito, citando tra queste Cgil, Acli, Arci, Liberta' e Giustizia, Articolo 21, Coordinamento precari della scuola, Associazione culturali e movimenti di pace. "Due settimane di rinvio non fanno sgonfiare il tema - ha aggiunto il presidente della Federazione, Roberto Natale, rispondendo a delle domande nel corso di una conferenza stampa - perche' il problema della liberta' di informazione non e' possibile che magicamente si dissolva ma era presente da mesi".
"Stiamo lavorando per organizzare la manifestazione a Roma il 3 ottobre con le stesse modalita'" ha riferito il segretario della Fnsi, Franco Siddi precisando che la piazza non e' ancora stata concordata e che l'orario dovrebbe rimanere sostanzialmente lo stesso (dalle 16 alle 19), con tutt'al piu' l'anticipo di una mezz'ora. "Il rinvio e' stato deciso per una ragione molto seria - ha sottolineato Siddi - la tragedia di Kabul". "La manifestazione non si archivia, perche' i problemi non sono archiviati" ha aggiunto, spiegando che la decisione di spostare la data e' stata concordata con le altre associazioni che avevano aderito, citando tra queste Cgil, Acli, Arci, Liberta' e Giustizia, Articolo 21, Coordinamento precari della scuola, Associazione culturali e movimenti di pace. "Due settimane di rinvio non fanno sgonfiare il tema - ha aggiunto il presidente della Federazione, Roberto Natale, rispondendo a delle domande nel corso di una conferenza stampa - perche' il problema della liberta' di informazione non e' possibile che magicamente si dissolva ma era presente da mesi".
Lutto in Afghanistan: Rinviata la manifestazione prevista per sabato 19 settembre a Roma, in Piazza del Popolo
“Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà è Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo.
In un momento tragico come questo ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti dell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie, alle Forze Armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia.
I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto- dovere di informare compiutamente i cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti.”
In un momento tragico come questo ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti dell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie, alle Forze Armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia.
I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto- dovere di informare compiutamente i cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti.”
mercoledì 16 settembre 2009
RAI: FNSI, DIRITTO REPLICA A BERLUSCONI E DIRETTA TV MANIFESTAZIONE
(ASCA) - Roma, 16 set - La Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) chiede alla Rai il diritto di replica agli ''insulti'' di Berlusconi ai giornalisti italiani. Ulteriore richiesta e' quella della trasmissione in diretta Tv della manifestazione di sabato prossimo a Roma in difesa della liberta' di stampa.
''Ieri sera, in una delle pagine piu' vergognose di quello che si fa sempre piu' fatica a chiamare servizio pubblico, e' stato consentito al Presidente del Consiglio -afferma la nota della Fnsi- di insultare in modo indiscriminato i giornalisti italiani, della carta stampata e della televisione. La Fnsi chiede al vertice Rai dove e come verra' garantito, nelle prossime ore, il diritto di replica ai 'troppi farabutti'. Il sindacato dei giornalisti intende inoltre sapere se la Rai intenda almeno coprire con la diretta la manifestazione di sabato prossimo in piazza del Popolo, nata da un allarme che dal 'Porta a Porta' di ieri sera ha ricevuto la piu' preoccupante delle conferme''.
''Ieri sera, in una delle pagine piu' vergognose di quello che si fa sempre piu' fatica a chiamare servizio pubblico, e' stato consentito al Presidente del Consiglio -afferma la nota della Fnsi- di insultare in modo indiscriminato i giornalisti italiani, della carta stampata e della televisione. La Fnsi chiede al vertice Rai dove e come verra' garantito, nelle prossime ore, il diritto di replica ai 'troppi farabutti'. Il sindacato dei giornalisti intende inoltre sapere se la Rai intenda almeno coprire con la diretta la manifestazione di sabato prossimo in piazza del Popolo, nata da un allarme che dal 'Porta a Porta' di ieri sera ha ricevuto la piu' preoccupante delle conferme''.
Del Boca (OdG): Le querere aumentano la tensione
Questi sono davvero giorni terribili per la stampa e per i giornalisti che ci lavorano. L’insulto ha preso il posto delle riflessioni e le stesse notizie vengono ora amplificate ora mimetizzate per diventare funzionali a progetti “politici” che poco hanno a che vedere con il dovere di informare.
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca considera che la funzione dei giornali, delle radio, delle tv e del mondo web è talmente importante e fondamentale nella vita civile di una comunità che non può ridursi – peggio, se per propria scelta – a un battibecco dai toni sempre più accesi e sempre meno comprensibili.
Forse un passo indietro – come da più parti sollecitato – e il richiamo deontologico a una maggiore sobrietà di atteggiamenti sono gli unici rimedi per recuperare quel rispetto che è indispensabile anche nell’affrontarsi vigorosamente in polemiche senza peli sulla lingua.
E’ poco elegante l’iniziativa di un personaggio con responsabilità politiche che ricorre alla querela per avere ragione di articoli pubblicati sui mezzi di comunicazione.
Esistono infinite opportunità per fare conoscere le proprie valutazioni e proporre rettifiche. Peggio se il ricorso alla giustizia ordinaria è proposto non in sede penale ma in quella civile, chiedendo risarcimenti di presunti danni per cifre esorbitanti, lontane anni luce dal portafoglio di qualunque giornalista e tali da compromettere i bilanci della maggior parte delle società editrici.
Le “colpe” dei politici aumentano se rivestono responsabilità di Governo e sono massime se il ruolo esercitato è quello di premier. L’iniziativa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di citare i quotidiani “La Repubblica” e “L’Unità” è, nella dimensione, senza precedenti, si configura come oggettivo tentativo di intimidazione del lavoro dei colleghi e contribuisce ad aumentare il clima di tensione che già si esprime a livelli altissimi e del quale tutti faremmo a meno. L’Ordine dei Giornalisti partecipa convintamente alla manifestazione del 19 settembre. La libertà di stampa è un bene prezioso che faremmo bene a difendere sempre e in tutte le sedi: difficile da conquistare, faticoso da conservare, facilissimo da perdere.
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca considera che la funzione dei giornali, delle radio, delle tv e del mondo web è talmente importante e fondamentale nella vita civile di una comunità che non può ridursi – peggio, se per propria scelta – a un battibecco dai toni sempre più accesi e sempre meno comprensibili.
Forse un passo indietro – come da più parti sollecitato – e il richiamo deontologico a una maggiore sobrietà di atteggiamenti sono gli unici rimedi per recuperare quel rispetto che è indispensabile anche nell’affrontarsi vigorosamente in polemiche senza peli sulla lingua.
E’ poco elegante l’iniziativa di un personaggio con responsabilità politiche che ricorre alla querela per avere ragione di articoli pubblicati sui mezzi di comunicazione.
Esistono infinite opportunità per fare conoscere le proprie valutazioni e proporre rettifiche. Peggio se il ricorso alla giustizia ordinaria è proposto non in sede penale ma in quella civile, chiedendo risarcimenti di presunti danni per cifre esorbitanti, lontane anni luce dal portafoglio di qualunque giornalista e tali da compromettere i bilanci della maggior parte delle società editrici.
Le “colpe” dei politici aumentano se rivestono responsabilità di Governo e sono massime se il ruolo esercitato è quello di premier. L’iniziativa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di citare i quotidiani “La Repubblica” e “L’Unità” è, nella dimensione, senza precedenti, si configura come oggettivo tentativo di intimidazione del lavoro dei colleghi e contribuisce ad aumentare il clima di tensione che già si esprime a livelli altissimi e del quale tutti faremmo a meno. L’Ordine dei Giornalisti partecipa convintamente alla manifestazione del 19 settembre. La libertà di stampa è un bene prezioso che faremmo bene a difendere sempre e in tutte le sedi: difficile da conquistare, faticoso da conservare, facilissimo da perdere.
LETTERA 22 ADERISCE "CON QUALCHE SE E QUALCHE MA"
Lettera22 aderisce alla manifestazione di sabato 19 settembre alle 16, a piazza del Popolo, a Roma. Aderisce 'con qualche se e qualche ma': distinguo che riguardano il modo in cui noi giornalisti, come categoria, abbiamo lavorato in questi anni. Sono distinguo importanti, che spiegheremo in un commento più analitico. I distinguo, però, bisogna lasciarli da parte quando in gioco sono libertà e democrazia. Perché sono proprio libertà e democrazia, in questi ultimi mesi, i bersagli di una battaglia che non è quasi più politica. E' la battaglia per la nostra esistenza di cittadini. Liberi cittadini
Paola Caridi, Emanuele Giordana e tutti i soci di Lettera22
Paola Caridi, Emanuele Giordana e tutti i soci di Lettera22
Tibaldi: E se piazza del Popolo fosse piccola?
"Chi ha a cuore le libertà democratiche ed il diritto di informazione garantito dall'art. 21 della Costituzione non può assolutamente disertare l'appuntamento di sabato promosso dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana. Per questo auspico che il 19 settembre Piazza del Popolo possa risultare troppo angusta per contenere la folla dei manifestanti". Con queste parole l'assessora al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della regione Lazio Alessandra Tibaldi comunica la propria adesione alla manifestazione per la libertà di stampa.
"Condivido appieno - continua Tibaldi - le preoccupazioni espresse dal Segretario Generale della FNSI Siddi sul diritto dei cittadini ad essere informati. In un paese autenticamente democratico non vi può essere un'informazione al guinzaglio dei poteri forti, come è accaduto anche ieri sera con lo speciale Porta a Porta per la consegna delle prime case ai terremotati. L'informazione completa e plurale cui hanno diritto tutte e tutti non può essere confusa con i messaggi promozionali, tanto più odiosi in quanto unilaterali. Per questo gli ascoltatori hanno giustamente punito lo show governativo con un misero 13,47% di share".
"Esprimo - conclude l'assessora - alle lavoratrici ed ai lavoratori del servizio pubblico televisivo la mia più sincera solidarietà per gli attacchi volgari e gratuiti loro rivolti nel corso del programma condotto da Bruno Vespa".
Roma, 16 settembre 2009
"Condivido appieno - continua Tibaldi - le preoccupazioni espresse dal Segretario Generale della FNSI Siddi sul diritto dei cittadini ad essere informati. In un paese autenticamente democratico non vi può essere un'informazione al guinzaglio dei poteri forti, come è accaduto anche ieri sera con lo speciale Porta a Porta per la consegna delle prime case ai terremotati. L'informazione completa e plurale cui hanno diritto tutte e tutti non può essere confusa con i messaggi promozionali, tanto più odiosi in quanto unilaterali. Per questo gli ascoltatori hanno giustamente punito lo show governativo con un misero 13,47% di share".
"Esprimo - conclude l'assessora - alle lavoratrici ed ai lavoratori del servizio pubblico televisivo la mia più sincera solidarietà per gli attacchi volgari e gratuiti loro rivolti nel corso del programma condotto da Bruno Vespa".
Roma, 16 settembre 2009
Stampa Romana: Il governo convochi gli Stati Generali
Le minacce alla libertà di stampa sono un problema costante in Italia, ma in questi mesi si sta verificando una vera e propria emergenza. I giornalisti hanno quindi deciso di mobilitarsi, non per conservare privilegi, non per colpire questa o quella parte politica, ma per difendere il proprio dovere di informare e, soprattutto, il diritto dei cittadini a essere correttamente informati. Con questo spirito, l'Associazione Stampa Romana aderisce alla "Manifestazione civica per la libertà di stampa" promossa dalla Fnsi.
I continui e inaccettabili attacchi del premier ai giornalisti, l'indebita intromissione del capo del governo nella destinazione delle risorse pubblicitarie a questa o a quella testata, l'uso strumentale della citazione per danni in funzione intimidatoria, sono anche la conseguenza di problemi irrisolti che vengono da lontano e hanno radici profonde.
C'è l'annosa questione del mercato pubblicitario, da tempo squilibrato nel drenaggio delle risorse a vantaggio delle televisioni, per altro in mano a un oligopolio che gestisce sia l'analogico che il digitale. Una situazione che penalizza la carta stampata, le agenzie, l'emittenza locale e relega il servizio pubblico al ruolo di ruota di scorta.
C'è la questione degli assetti proprietari che si sono andati definendo nell'ultimo decennio e che hanno generato un coacervo inestricabile di conflitti di interesse, primo fra tutti quello del premier. Non c'è testata che non sia in mano a un istituto bancario o a gruppi imprenditoriali i cui principali scopi industriali sono estranei alleditoria, con evidenti effetti distorsivi sull'informazione.
La legge sulle intercettazioni, se approvata, assesterebbe un durissimo colpo al diritto dei cittadini di essere informati, chiudendo il cerchio del bavaglio alla libera informazione. Così come l'Asr non può che esprimere contrarietà per alcune iniziative della magistratura, vedi le perquisizioni nelle redazioni o nelle case dei cronisti, che si configurano come una pesante intrusione nell'autonomia dell'informazione.
Tutto questo si inserisce in momento complicato per l'editoria, specie quella della carta stampata e delle agenzie che, al di là delle oggettive difficoltà, soffre di staticità nell'innovazione e mancanza di strategie efficaci. L'Asr denuncia che tutto questo sia stato fatto pagare in gran parte alle redazioni, attraverso pesanti tagli degli organici con stati di crisi discutibili, spesso accompagnati da piani di rilancio fumosi.
Il Governo deve varare i più volti promessi Stati Generali dell'Editoria, affrontare il nodo dei conflitti di interesse con una legge che separi proprietà e gestione dei media; una vera legge antitrust che liberi risorse pubblicitarie. Va, infine, cancellata o radicalmente modificata la parte del ddl sulle intercettazioni che limita e cancella il diritto di cronaca.
Ma anche le istituzioni della categoria devono fare la loro parte, a cominciare dall'Ordine dei Giornalisti, al quale l'Asr chiede di vigilare con maggior attenzione sulla correttezza e sul pluralismo dell'informazione, ma anche di avviare al più presto una campagna perché il Parlamento prenda in esame la legge di riforma, senza la quale si amplia ogni giorno di più lo scarto fra la realtà della professione e le norme che la governano.
La Giunta dell'Asr
(Approvato a maggioranza)
I continui e inaccettabili attacchi del premier ai giornalisti, l'indebita intromissione del capo del governo nella destinazione delle risorse pubblicitarie a questa o a quella testata, l'uso strumentale della citazione per danni in funzione intimidatoria, sono anche la conseguenza di problemi irrisolti che vengono da lontano e hanno radici profonde.
C'è l'annosa questione del mercato pubblicitario, da tempo squilibrato nel drenaggio delle risorse a vantaggio delle televisioni, per altro in mano a un oligopolio che gestisce sia l'analogico che il digitale. Una situazione che penalizza la carta stampata, le agenzie, l'emittenza locale e relega il servizio pubblico al ruolo di ruota di scorta.
C'è la questione degli assetti proprietari che si sono andati definendo nell'ultimo decennio e che hanno generato un coacervo inestricabile di conflitti di interesse, primo fra tutti quello del premier. Non c'è testata che non sia in mano a un istituto bancario o a gruppi imprenditoriali i cui principali scopi industriali sono estranei alleditoria, con evidenti effetti distorsivi sull'informazione.
La legge sulle intercettazioni, se approvata, assesterebbe un durissimo colpo al diritto dei cittadini di essere informati, chiudendo il cerchio del bavaglio alla libera informazione. Così come l'Asr non può che esprimere contrarietà per alcune iniziative della magistratura, vedi le perquisizioni nelle redazioni o nelle case dei cronisti, che si configurano come una pesante intrusione nell'autonomia dell'informazione.
Tutto questo si inserisce in momento complicato per l'editoria, specie quella della carta stampata e delle agenzie che, al di là delle oggettive difficoltà, soffre di staticità nell'innovazione e mancanza di strategie efficaci. L'Asr denuncia che tutto questo sia stato fatto pagare in gran parte alle redazioni, attraverso pesanti tagli degli organici con stati di crisi discutibili, spesso accompagnati da piani di rilancio fumosi.
Il Governo deve varare i più volti promessi Stati Generali dell'Editoria, affrontare il nodo dei conflitti di interesse con una legge che separi proprietà e gestione dei media; una vera legge antitrust che liberi risorse pubblicitarie. Va, infine, cancellata o radicalmente modificata la parte del ddl sulle intercettazioni che limita e cancella il diritto di cronaca.
Ma anche le istituzioni della categoria devono fare la loro parte, a cominciare dall'Ordine dei Giornalisti, al quale l'Asr chiede di vigilare con maggior attenzione sulla correttezza e sul pluralismo dell'informazione, ma anche di avviare al più presto una campagna perché il Parlamento prenda in esame la legge di riforma, senza la quale si amplia ogni giorno di più lo scarto fra la realtà della professione e le norme che la governano.
La Giunta dell'Asr
(Approvato a maggioranza)
Precari scuola: Un'idea di democrazia partecipata e consapevole
Il Coordinamento Precari Scuola di Roma aderisce alla manifestazione per la libertà d'informazione che si terrà il prossimo 19 settembre. Siamo in questi giorni in presidio davanti al ministero della Pubblica Istruzione per difendere non solo il nostro posto di lavoro - si stanno effettuando proprio in questi giorni 18 mila licenziamenti di insegnanti e personale tecnico amministrativo delle scuole - ma anche e soprattutto per affermare un'idea di democrazia partecipata e consapevole, che è sotto attacco concentrico delle politiche del governo Berlusconi. Non è possibile una vera democrazia senza libertà di stampa come non è possibile senza il diritto all'istruzione pubblica, laica e democratica. La legge 133 del 2008 prevede un taglio di 8 miliardi di euro in tre anni all'istruzione pubblica, con conseguenze nefaste sulla qualità della didattica nelle scuole e sulla stessa sicurezza per gli alunni. Le dichiarazioni degli esponenti del governo, in particolare della ministra Gelmini e del Presidente del consiglio, alludono ad una scuola razzista ed elitaria, disprezzano il lavoro generoso degli insegnanti così come la professionalità dei giornalisti che stanno riportando in questi giorni le mille proteste contro le politiche scolastiche del governo.Per queste ragioni sabato 19 saremo in piazza con voi con uno spezzone di lavoratori precari della suola e continueremo a sostenere la battaglia per la llibertà di informazione in Italia anche nella manifestazione nazionale contro i tagli alla scuola.che abbiamo indetto per il tre ottobre prossimo.
Il Coordinamento Precari Scuola di Roma
Il Coordinamento Precari Scuola di Roma
19 settembre, una piazza contro i veleni
Roma, 1945. L’Italia che rinasce dopo il ventennio commemora Giovanni Amendola, direttore del Mondo, bastonato a morte dal regime nel 1926. Il ricordo è affidato a uno dei suoi “ultimi redattori”, Mario Ferrara, altra voce del giornalismo messa a tacere che continuò il suo lavoro per la libertà, difendendo gli antifascisti al Tribunale speciale.Ferrara ricorda la stanza molto piccola in cui, dopo l’urlo dell’ultimo strillone, Giovanni Amendola parlava dei suoi studi e dei suoi sogni. Di quel suo ultimo impegno per la “moralizzazione della vita italiana”. “Che cosa è in fondo un giornale?” chiede Ferrara “Molti di voi non lo sanno, molti più giovani di voi lo apprenderanno forse un giorno; ancora è troppo presto per sapere che cosa fosse quella passione e insieme che cosa fosse quella forza, che cosa potesse essere di bene e di male. Un giorno, se in quelle pagine che escono, in quelle poche parole spesso irte di errori di tipografia, se in quei fogli alita uno spirito di verità, una volontà di credere e di sperare, essi si difenderanno e saranno un alimento e una speranza per tutti. Se viceversa essi conterranno la subdola menzogna, essi saranno un atroce veleno, quel veleno che ancor prima dell’avvento del fascismo e in venti anni di dittatura fascista ha avvelenato la coscienza degli italiani”.Non ho mai trovato una definizione più nobile e insieme spietata di cosa sia un giornale. Oggi, dobbiamo dire di cosa sia un giornale o una televisione o un qualunque mezzo che informa i cittadini. I mezzi sono evoluti, il principio è quello. Il compito di un giornale è comunicare verità. Se invece diffonde subdole menzogne, non sarà un giornale, ma un veleno.Noi di Libertà e Giustizia andiamo in piazza sabato con il sindacato dei giornalisti per opporci al più pericoloso dei veleni: il controllo e l’intimidazione della libera informazione, Il progetto di limitare sempre di più l’autonomia dei giornalisti. Un veleno che mai, dalla fine della guerra ad oggi, era stato profuso in maniera tanto spietata e abilmente programmata.Andiamo in piazza a Roma e in molte città prima di tutto per essere con Repubblica e l’Unità, con l’Avvenire e Famiglia Cristiana, con la Rai che si ribella agli slittamenti e alle minacce, con quella stampa locale libera che quotidianamente rivendica "lo spirito di verità". Noi andiamo in piazza perché vogliamo manifestare a chi ci guarda meravigliato da oltre i confini che non siamo pecore, ma giornalisti e cittadini. Per rispondere a chi ci dice che “ciò che vediamo in Italia è l’emergere di una cultura dell'informazione tipica dei regimi autoritari…ed è allarmante che in una democrazia dell’Europa occidentale” una parte così consistente del Paese non sia informata (John Hooper, The Guardian). Vogliamo manifestare perché l’informazione è un bene di tutti, essenziale alla democrazia, e l'organizzazione del consenso la uccide.E manifesteremo anche per voi, amici giornalisti che ridete della nostra preoccupazione, e per voi, cittadini che non sapete e non potete ormai più riconoscere la menzogna di Stato. Manifesteremo perché vogliamo cercare di essere “una speranza per tutti”.
Sandra Bonsanti
www.libertaegiustizia.it
Sandra Bonsanti
www.libertaegiustizia.it
Assostampa siciliana: Mobilitazione contro attacchi e censure
L’Associazione siciliana della stampa parteciperà all’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, che si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16. Il sindacato siciliano sarà presente con una propria delegazione guidata dal segretario regionale Alberto Cicero, così come deliberato dalla giunta esecutiva il 14 settembre. La giunta ha condiviso all’unanimità lo spirito della manifestazione che punta ad un’azione di mobilitazione contro “ogni tentativo di limitare la libertà di informazione, in particolare contro il sempre più arrogante incalzare della politica con i suoi continui attacchi ai giornalisti e le iniziative per censurare o ridurre al silenzio i mezzi di comunicazione”.
USIGRAI: IN PIAZZA NOI CI SAREMO, PLURALISMO E' DEMOCRAZIA
"Il 19 settembre, a Roma, in Piazza del Popolo, per manifestare in difesa del diritto e del dovere di informare, noi, giornalisti del Servizio Pubblico, ci saremo". Lo comunica una nota dell'esecutivo Usigrai che invita i colleghi a partecipare alla manifestazione indetta dalla Federazione della Stampa. Quella di sabato, spiega l'Usigrai, sara' "una manifestazione dei giornalisti, dei lavoratori, dei cittadini, non dei partiti. Questa sera, alle 21 a Saxa Rubra nella saletta Usigrai, i colleghi sono invitati per discutere sui contenuti e sull'organizzazione della partecipazione all'iniziativa della Fnsi. La liberta' di stampa e' un bene prezioso per tutti, per gli operatori dell'informazione come per ogni individuo che vive nella nostra societa'. Con qualsiasi governo, rispettando i principi, l'etica di una professione che vive nella democrazia, che e' parte importante della vita democratica. Pluralismo e' democrazia. Sabato pomeriggio, dalle 16.00, in piazza del Popolo, noi, con le nostre bandiere, ci saremo", conclude il sindacato dei giornalisti Rai (Dire).
I circoli del cinema ci sono
La Federazione Italiana dei Circoli del Cinema parteciperà con una delegazione alla mobilitazione nazionale di sabato 19 settembre a Roma, organizzata dalla Federazione della stampa, a difesa della libertà d’informazione.
Non si può più stare zitti davanti alla lunga sequenza di attacchi volgari e arroganti a giornalisti e giornali da parte del governo e del suo capo; non si può più stare fermi davanti all’abuso, alle manipolazioni e al continuo stravolgimento di tutto il sistema italiano dell'informazione e, in particolare, del servizio pubblico radiotelevisivo, sempre più improntato ad un uso e abuso di propaganda.
Con il concentramento di un potere smisurato nell’ambito del sistema comunicativo e con gli attacchi continui all’informazione non allineata, con i tagli al FUS, con il conseguente ruolo marginale della Cultura e con l’affossamento della scuola pubblica , si stanno ponendo le basi per colpire fondamentali diritti costituzionali di libertà del nostro Paese.
La F.I.C.C. sarà al fianco della Federazione Nazionale della Stampa, di Articolo 21 e di quanti si sentono mobilitati per respingere con forza tali attacchi.
Marco Asunis
presidente nazionale della F.I.C.C.
Non si può più stare zitti davanti alla lunga sequenza di attacchi volgari e arroganti a giornalisti e giornali da parte del governo e del suo capo; non si può più stare fermi davanti all’abuso, alle manipolazioni e al continuo stravolgimento di tutto il sistema italiano dell'informazione e, in particolare, del servizio pubblico radiotelevisivo, sempre più improntato ad un uso e abuso di propaganda.
Con il concentramento di un potere smisurato nell’ambito del sistema comunicativo e con gli attacchi continui all’informazione non allineata, con i tagli al FUS, con il conseguente ruolo marginale della Cultura e con l’affossamento della scuola pubblica , si stanno ponendo le basi per colpire fondamentali diritti costituzionali di libertà del nostro Paese.
La F.I.C.C. sarà al fianco della Federazione Nazionale della Stampa, di Articolo 21 e di quanti si sentono mobilitati per respingere con forza tali attacchi.
Marco Asunis
presidente nazionale della F.I.C.C.
CDR Adige: Niente sconti a chi governa
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".
Le prime righe dell’articolo 21 della Costituzione italiana rappresentano il principio cardine di ogni democrazia: laddove non c’è libero pensiero, manifestato o manifestabile in modo aperto e senza censure, non vi è democrazia.
Per difendere questo principio, è fondamentale aderire alla manifestazione di sabato 19 settembre a Roma, indetta dal sindacato nazionale dei giornalisti (Fnsi) contro i progetti del governo in carica, a cominciare dalla legge sulle intercettazioni, che limiterebbe enormemente il diritto di cronaca.
Ma la mobilitazione non deve fermarsi qui. Se l’Italia è l’unico Paese europeo ad essere stato retrocesso da “Freedom House“ (un'organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo) dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale», la causa non è solo la «situazione anomala, a livello mondiale, di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati».
Se si è potuti arrivare fin qui, è anche perché il giornalismo italiano è controllato per lo più da editori che hanno interessi economici e politici preminenti, rispetto alla produzione di una “merce” delicata e pregiata qual è la notizia. Obiettivi cui spesso - nell’assenza totale di leggi che regolino i conflitti d’interesse - si sono piegati e si piegano anche molti giornalisti, rinunciando a porre le domande che caparbiamente bisognerebbe sempre fare ai potenti, per continuare a parlare ai lettori.
E’ allora ovvio che il potere si disabitui a rispondere, e s’infastidisca al punto da querelare testate e giornalisti, quando improvvisamente viene chiamato a rendere conto ai cittadini di ciò che fa e di ciò che non fa.
Per contrastare l‘idea dilagante che “chiedere è illecito“, occorre far sì che la manifestazione di sabato non sia solo un momento di “outing” collettivo, ma diventi il primo passo per richiamare tutti i giornalisti ad applicare sempre i codici deontologici, rispettando i deboli e non facendo sconti a chi governa o guida potentati economici e finanziari.
Solo così la stampa tornerà ad essere libera e autorevole, riferimento per tutti quei milioni di cittadini che non s’accontentano delle “veline”, ma pretendono che le notizie siano accurate e approfondite, magari scomode ma incontestabili fondamenti di una vera democrazia.
Il Cdr dell’Adige
Le prime righe dell’articolo 21 della Costituzione italiana rappresentano il principio cardine di ogni democrazia: laddove non c’è libero pensiero, manifestato o manifestabile in modo aperto e senza censure, non vi è democrazia.
Per difendere questo principio, è fondamentale aderire alla manifestazione di sabato 19 settembre a Roma, indetta dal sindacato nazionale dei giornalisti (Fnsi) contro i progetti del governo in carica, a cominciare dalla legge sulle intercettazioni, che limiterebbe enormemente il diritto di cronaca.
Ma la mobilitazione non deve fermarsi qui. Se l’Italia è l’unico Paese europeo ad essere stato retrocesso da “Freedom House“ (un'organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo) dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale», la causa non è solo la «situazione anomala, a livello mondiale, di un premier che controlla tutti i media, pubblici e privati».
Se si è potuti arrivare fin qui, è anche perché il giornalismo italiano è controllato per lo più da editori che hanno interessi economici e politici preminenti, rispetto alla produzione di una “merce” delicata e pregiata qual è la notizia. Obiettivi cui spesso - nell’assenza totale di leggi che regolino i conflitti d’interesse - si sono piegati e si piegano anche molti giornalisti, rinunciando a porre le domande che caparbiamente bisognerebbe sempre fare ai potenti, per continuare a parlare ai lettori.
E’ allora ovvio che il potere si disabitui a rispondere, e s’infastidisca al punto da querelare testate e giornalisti, quando improvvisamente viene chiamato a rendere conto ai cittadini di ciò che fa e di ciò che non fa.
Per contrastare l‘idea dilagante che “chiedere è illecito“, occorre far sì che la manifestazione di sabato non sia solo un momento di “outing” collettivo, ma diventi il primo passo per richiamare tutti i giornalisti ad applicare sempre i codici deontologici, rispettando i deboli e non facendo sconti a chi governa o guida potentati economici e finanziari.
Solo così la stampa tornerà ad essere libera e autorevole, riferimento per tutti quei milioni di cittadini che non s’accontentano delle “veline”, ma pretendono che le notizie siano accurate e approfondite, magari scomode ma incontestabili fondamenti di una vera democrazia.
Il Cdr dell’Adige
Associazione Ilaria Alpi: In piazza per la democrazia
Anche l'Associazione Ilaria Alpi sarà presente. Poter far parte di realtà giornalistiche in grado di promuovere un’informazione libera e non limitata da influenze di alcun tipo è un diritto e un dovere di ogni giornalista, ma soprattutto è un diritto dei cittadini essere bene informati su quanto accade a loro ed intorno a loro. Un’informazione più libera significa anche essere sempre sul fatto senza pressioni di sorta che possono andare ad influire sulla stesura della notizia e più un reporter si sente libero e più tutti ci avviciniamo facilmente alla verità. Quella verità troppo stesso invocata a vuoto che rappresenta un valore prima che un’esigenza da rivendicare. Tutto quello che sta accadendo nell'informazione italiana non rende onore ai tanti giornalisti che quotidianamente rischiano la vita “solo” perché svolgono con passione e professionalità il loro lavoro. Ed il nostro pensiero in questo caso non può che andare ad Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Scendere in piazza sabato 19 settembre va oltre la semplice manifestazione di protesta: in gioco c’è la libertà d’informazione e di stampa in Italia, e quindi anche la democrazia.
Sabato presidio alla Rai di Torino
Sabato 19 settembre, alle ore 17, davanti alla sede della RAI di via Verdi 16 a Torino, la mozione per Ignazio Marino segretario del PD organizza un presidio per dare sostegno alla manifestazione di Roma decisa dalla FNSI a difesa dell’informazione e della libera espressione. Parteciperà anche la senatrice del Pd Magda Negri, esponente della mozione Marino.
Riteniamo che gli attacchi inauditi alla quale è sottoposta l’informazione siano da contrastare anche attraverso la mobilitazione di tutti i cittadini.
Con l’appuntamento di sabato, anche i cittadini torinesi potranno aderire a questa manifestazione per sostenere i diritti previsti dalla nostra Costituzione (art. 21) ritenendola a pieno titolo parte integrante delle mobilitazioni già in corso per difendere i diritti del lavoro, del sapere e di cittadinanza.
Rivolgiamo un appello a tutto il PD, agli altri partiti, alle associazioni e ai cittadini ad unirsi a noi ed ad aderire a questa iniziativa per la libertà.
Comitato Piemonte per Marino
Marco Bellion, coordinatore regionale, Maurizio Basile, coordinatore provinciale, Roberto Tricarico, candidato segretario regionale, e tutti gli iscritti e i volontari del Comitato
Riteniamo che gli attacchi inauditi alla quale è sottoposta l’informazione siano da contrastare anche attraverso la mobilitazione di tutti i cittadini.
Con l’appuntamento di sabato, anche i cittadini torinesi potranno aderire a questa manifestazione per sostenere i diritti previsti dalla nostra Costituzione (art. 21) ritenendola a pieno titolo parte integrante delle mobilitazioni già in corso per difendere i diritti del lavoro, del sapere e di cittadinanza.
Rivolgiamo un appello a tutto il PD, agli altri partiti, alle associazioni e ai cittadini ad unirsi a noi ed ad aderire a questa iniziativa per la libertà.
Comitato Piemonte per Marino
Marco Bellion, coordinatore regionale, Maurizio Basile, coordinatore provinciale, Roberto Tricarico, candidato segretario regionale, e tutti gli iscritti e i volontari del Comitato
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