lunedì 14 settembre 2009

Pane Pace Lavoro: E' il momento di risvegliarsi

Pane Pace Lavoro desidera aderire alla manifestazione che si terrà sabato 19 settembre a Roma in difesa della libertà di stampa, condividendo la preoccupazione e la convinzione della necessità di un urgente intervento a difesa della democrazia e della libertà.
Riteniamo che questo sia il momento di risvegliarsi e risvegliare tutti dall'essere cittadini silenziosi, ossequiosi, pacifici e creduloni di esperti; occorre scomodarsi e sacrificarsi per lottare a favore della libertà e, perciò, per lo sviluppo della democrazia. Questo significherà certamente andare contro soprattutto a coloro che, come stanno facendo i molti e alti rappresentanti di questo governo, attentano alla democrazia; ma occorre anche andare contro a chi mantiene questa democrazia immobile, volutamente immobile, mantenuta immobile anche da quei media, che sono in mano a coloro che così la vogliono: questa è la sfida più grande della politica di oggi; ed è qui la fonte della speranza per mantenere spazio alla libertà.
Associazione Pane Pace Lavoro

4 commenti:

valter ha detto...

In una Repubblica democratica dovrebbe essere garantita una pari opportunità di informazione.
Altro che pari opportunità, qui si vogliono spegnere le poche voci che non si piegano alle "veline" del padrone!

L'arte, l'artista. ha detto...

Si cambia programma a
quarantott´ore dalla messa in onda della prima puntata di Ballarò.

Domani Ballarò non ci sarà..

Motivo?

Uno speciale in prima serata su RAI 1 condotto da Bruno Vespa sulla consegna delle case ai terremotati in Abruzzo (ospite d´onore in studio Silvio Berlusconi).
La decisione (forse) è stata presa a Villa Grazioli, tra il Premier ed i suoi attendenti, il regime deve far comparire Berlusconi come una divinità, come una entità al di sopra di tutti e di tutto, cui i terremotati devono cieca devozione.

Sabato prossimo si svolgerà a Roma in piazza del Popolo una manifestazione popolare in difesa della libera stampa.
Questa manifestazione non si identifica con i partiti o aspiarzioni di centro o sinistra, non è una visione di parte, ma la difesa d’un supremo diritto costituzionale che l’attuale governo ha leso e continua a ledere pervicacemente con continue intimidazioni e prevaricazioni che tra poco verranno allo scoperto anche nella Rai.

Mi auguro che quella piazza sia gremita, colorata, pacifica e faccia sentire la sua presenza e la sua voce.

Marco ha detto...

tra che si parla di democrazia, libertà ed i partiti si contrappongono pubblicando programmi, le tasse indirette, che sono il doppio di quelle dirette, continuano a cannibalizzare la percentuale di popolazione rimasta senza reddito o con un reddito insufficiente da molto tempo e nessuno di quelli che potevano farsi sentire ha mai protestato (tutti si può diventare poveri).

Quando non si ha reddito o un reddito sufficiente vuol dire che la società, o lo Stato, non dà nulla o dà troppo poco.
Dove la società o lo Stato in sua rappresentanza non dà abbastanza, pretendere tasse è furto e fatto coattivamente è estorsione.

Non siamo più al tempo del Re assoluto in cui le tasse erano sacre e fare la fame per il proprio Re veniva ricompensata con il paradiso. Ma tutt’oggi questo non sembra affatto chiaro a nessuno.

Il lavoro si può perdere magari a cinquant’anni, la salute anche e ci si può ritrovare con 755,61 euro al mese di un cieco che ha anche bisogno di assistenza pagata con solo 472,04 euro al mese di accompagnamento con i costi attuali dell’assistenza e della vita. E c’è di peggio.

Che democrazia? Che libertà? Partecipazione ai soldi dei poveri?

Secondo me bisogna partire da una base ben precisa, visto che gli altri sistemi non funzionano, in cui chi non ha reddito o non ha reddito sufficiente non deve pagare alcuna forma di tassazione perché altrimenti, non potendo recuperare le tasse con un reddito adeguato, finisce per pagare, lentamente, tutto per tutti.

Sarebbe anche un sistema per far pagare buona parte della corruzione e concussione tra chi ha un reddito sufficiente e perciò può sopportarne i costi.

Questa misura non equivale lontanamente ad un reddito adeguato ma evita che lo Stato arrivi al cannibalismo, tramite estorsione, dei poveri e quasi poveri per poter mantenere gli “indispensabili” al suo funzionamento o i più fortunati.
Cannibalismo che permette e permetterà la sostenibilità del sistema in tempi di crisi economiche, energetiche e di sovrappopolazione (chi non ha abbastanza soldi o non si potrà sposare o naufraga il matrimonio e portano via anche l’unico figlio fatto in economia).

Lo Stato potrebbe garantire ai poveri i tre pasti giornalieri a € 1,53 totali (vitto del carcerato). Siccome non lo vuole fare secondo me bisogna pretendere, come giusta base, da chi può far leggi, il detassamento completo dei redditi insufficienti. Almeno la società potrà dire agli esclusi di non dovergli nulla (alla faccia del diritto al lavoro ed il dovere alla solidarietà che nessuno ha voluto e vuole osservare).

Alla fine pagano sempre quelli che non hanno reddito o che non hanno reddito sufficiente.
Pagano per tutti. Pagano non potendosi sposare, pagano con quello che tre generazioni avevano messo da parte con sudore e sangue per i pronipoti.

Sicuramente nessuno dice queste cose chiaramente perchè per compensare il mancato introito lo Stato finirebbe per aumentare molto le tasse dirette di chi può pagare.
Ma sarebbe colpire se stesso.
Lo Stato non siamo noi.
Poco importa se l’aumento delle tasse dirette sia un po’ come una giusta multa dello Stato alla società che ha eluso il diritto al lavoro o il dovere alla solidarietà costituzionale.

Diceva un antico saggio: “I poveri sono il pascolo dei ricchi” (Bibbia).

Il problema è che la maggioranza non vuole tanto partecipare (vedi assemblee condominiali dove si raggiunge il numero legale per miracolo, con le deleghe e dopo tante insistenze anche per discutere di spese ingenti di dubbia utilità) quanto guadagnare il più possibile senza dare una lira a nessuno.
La cieca obbedienza a chi paga (o sembra essere quello che paga) non costa nulla, basta che paghi bene.

D’altronde con la verità si guadagna molto poco e la famiglia oggigiorno costa un sacco se non bisogna addirittura mantenerne due o tre dei precedenti divorzi.

Chi continuerà a tacere o a parlare a mezza bocca significa che gli piacciono molto i poveri e in fondo (che cavolo!) non può migliorare un mondo che non vuole essere migliorato.

Marco ha detto...

Cari Signori di “Pane Pace Lavoro”, complimenti.

Siete gli unici, tra tutti di questo blog collettivo, che hanno avuto il “coraggio” di pubblicare il mio commento (di Marco) che tanto non verrà letto da nessun visitatore.

Gli altri o volevano solo essere letti, senza considerare le opinioni altrui, abbandonando quindi il blog al suo destino subito dopo la pubblicazione, o trovano i senza reddito molto appetibili.

Adesso so che Voi non volete essere dei cannibali ed avete il giusto senso di solidarietà (reso obbligatorio dalla Costituzione in vigore).

Neanche le ACLI, che brontolando come vecchi gufi temono un imbarbarimento, hanno pubblicato il mio commento.
Ma i cristiani non erano dalla parte dei poveri e per la giustizia?
Evidentemente i tempi cambiano e loro mutan con essi ed alla vera barbarie ci si sono già ben adattati senza essersene accorti.

Peccato che il vostro sito collezioni al suo interno un gran numero di pagine non trovate, tra cui quella dei contatti.

Vi faccio i miei migliori auguri di successo e Vi saluto cordialmente.